00:00Da stamattina sono davanti al ministro della giustizia con un cartello in mano.
00:04Non è una protesta rumorosa, sono semplicemente qui come una cittadina che chiede di poter esercitare il diritto più semplice
00:11e fondamentale di una democrazia.
00:13Votare.
00:14Sono una studentessa fuori sede, vengo da un paesino molto piccolo, uno di quei luoghi dove tutti si conoscono e
00:21dove spesso il senso della partecipazione civica sembra molto lontano.
00:25Come tanti ragazzi e ragazze della mia generazione io studio e lavoro contemporaneamente, pago un affitto, cerco di mantenermi, faccio
00:34i conti con il posto della vita in una grande città .
00:38Eppure oggi mi trovo davanti a una scelta che non dovrebbe esistere in un paese democratico, scegliere tra tornare a
00:43casa per Pasqua o tornare a casa per votare.
00:47Per partecipare a questo referendum dovrei spendere più di 140 euro tra treni e spostamenti.
00:53Per qualcuno potrebbe sembrare una cifra modesta, per molti studenti non lo è affatto.
00:58Per me infatti significa due settimane di spesa, una bolletta pagata con fatica, quattro turni di lavoro in più.
01:05Significa che il diritto di voto diventa nei fatti un diritto condizionato dalla disponibilità economica invece che garantito a ogni
01:14cittadino e cittadina nello stesso modo.
01:17Signor Presidente, io continuerò a studiare, a lavorare e a credere in questo paese.
01:22Ma la democrazia passa anche per un gesto più semplice, una scheda, una matita, una voce.
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