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  • 3 mesi fa

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Trascrizione
00:01Gabriele Pedullà, curatore della mostra su Bernardo Bertolucci del Novecento,
00:07perché una mostra su questo film mito e su Bertolucci e sul Novecento?
00:13Si può rispondere in tanti modi diversi, una risposta può essere perché è un film che rimane purtroppo straordinariamente attuale
00:22con le sue preoccupazioni e per fortuna straordinariamente attuale con i suoi sogni.
00:30Oppure potremmo dire che questo è un film che ci riguarda particolarmente perché nel momento in cui racconta
00:36un piccolo lembo di terra dell'Emilia in realtà racconta la più universale delle storie,
00:44che è la storia della civiltà contadina e che fino agli anni Sessanta riguarda gran parte del mondo,
00:48e comunque tutti noi veniamo da lì e nessun film ha mai saputo raccontare questa storia così bene.
00:53Una mostra che però non riguarda solo i cinefili, ma una mostra che può vedere chiunque in qualche modo.
01:00Abbiamo voluto proprio immaginarla come una mostra che dal cinema raccontasse la storia d'Italia,
01:06raccontasse la letteratura italiana, raccontasse molta arte del Novecento, un po' di musica,
01:13tanto teatro, perché veramente la figura di Bertolucci, coloro che hanno collaborato con lui a questo film,
01:23consentono di lanciare degli arpini che in qualche modo legano il film alle cose più diverse.
01:31Lavorando come curatore a questa mostra ho cercato di seguire il più possibile di queste strade.
01:36Qual è in una parola l'attualità di Bertolucci e di Novecento?
01:40In una parola l'attualità di Bertolucci potrebbe essere nel rapporto tra la dimensione del realismo e la dimensione del
01:51sogno.
01:52Questo è un film che non esita a mostrarci la fame, un maiale squartato, l'orrore del fascismo nella sua
02:03violenza,
02:03e la sua furia sessuale addirittura, però dall'altra parte mantiene quello sguardo dell'infanzia incantato
02:10e devo dire che il contrasto, lo scontro, l'incrocio tra queste due prospettive ne fa davvero un film un
02:20po' diverso dagli altri.
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