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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:00Come hai costruito questo rapporto appunto con gli abitanti di Scampi e quant'era importante raccontare quest'altro aspetto secondo
00:07te?
00:08Per me era importantissimo e loro l'hanno capito perché io sono stata molti anni lì a lavorare e anche
00:15a fare una serie di cui sono fiera di aver fatto parte come Gomorra
00:19però sentivo questa fiducia che mi hanno dimostrato nell'aprirmi le loro case, raccontarmi le loro storie, è una cosa
00:34che per me costituisce un valore importante
00:41e quindi ho cercato di rispettarlo al massimo, di onorarlo al massimo. Sicuramente è stato possibile perché come molti di
00:50loro ci conoscevamo, sono stata molto lì
00:52e poi fa parte del lavoro mio, come lo intendo almeno io, quello di avere questo rispetto.
01:06insomma al centro del nostro lavoro tutto, documentari, cinema, deve esserci restare umani, l'essere umano e quindi questa cosa
01:17è successa
01:18loro si sono fidati di me e io ho cercato di rispettarli e di osservarli, non di osservarli appunto, di
01:25empatizzare
01:26cioè di non limitare la definizione di un essere umano come abitante di un luogo perché questo è insopportabile
01:32ma come un essere umano, sì abitante di un luogo, un luogo molto problematico, in questo momento disperso e mandato
01:40da un'altra parte
01:40sono tutte caratteristiche, però nel fondo bisogna sempre cercare ciò che poi va al di là di questo
01:49a fare di una bambina una bambina, di una madre sola con tanti figli, una donna che vuol chiacchierare con
01:57la sua amica
01:57che cerca di andare avanti, di educare i figli, di quando gli dice necchi devi andare a scuola, domani c
02:02'è scuola
02:02cioè sono le cose che tutte le madri dicono alle loro figlie, di un colpo di fulmine, di un primo
02:09amore
02:09di un ragazzino che dice non so perché questa donna, il modo in cui lo raccontano e che già secondo
02:18me in tutti e in tutte
02:20levano le maledette etichette che si mettono sulle persone, questo ho cercato di fare
02:26lì c'è un impegno, proprio c'è una graduatoria, c'è un piano di fattibilità fatto dal comitato di
02:32quartiere delle vele
02:35quindi loro hanno la speranza e la certezza di tornare, loro vogliono tornare
02:40vogliono tornare ed è tutto studiato, il progetto è tutto studiato e stanno costruendo i nuovi alloggi
02:47perché l'unica vela che resterà è la vela celeste, che resterà con un polo culturale
02:52di attività culturali, associative ma non abitativo e stanno crescendo queste costruzioni
03:01sono a un buon punto e loro hanno la certezza di voler tornare e spero che così sarà
03:08penso che le cose luminose, le cose che danno speranza, le cose luminose si trovano in fondo al buio
03:18cioè queste persone hanno attraversato tanto e quando loro, quella ragazzina che balla
03:27che si impegna, che vuole rappresentare l'Italia nella danza, per cui la danza è tutto
03:32e beh quella è una che è nata lì, che sa cos'è la vita, che sa quali sono le
03:37difficoltà
03:38e quindi quel suo sorriso insomma quella è luce vera diciamo
03:42e sì ho cercato proprio di fare questo che dici tu
03:46perché le vele sono sempre questa specie di luogo iconico, no?
03:50con questa forma incredibile, strana
03:53ma nessuno sa veramente dentro come sono fatte, come si vive
03:56e paradossalmente adesso che non c'è più nessuno loro ci rientrano e ci spiegano
04:00quindi sì ho cercato di addentrarmi perché all'inizio non si vedono, sono solo loro che raccontano
04:05poi a un certo punto si entra così
04:11sì mi prendo questa cosa che hai detto di aprire dei barchi nella foresta
04:15e di raccontare come si viveva lì alla fine
04:17che è un posto in cui vivevano duemila famiglie per ogni vela
04:20quindi credo, sì dubbio, non vorrei dire numeri inesatti ma insomma tante
04:24e quindi raccontare questa realtà in maniera universale
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