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  • 18 ore fa
Il 2 giugno 1946 segnò una svolta per l’Italia e per le italiane. Milioni di donne entrarono nei seggi e parteciparono al referendum che pose fine alla monarchia, scegliendo la Repubblica ed eleggendo poi l’Assemblea Costituente. Non era il primo voto: poche settimane prima avevano già preso parte alle elezioni amministrative, ma il 2 giugno fu, di fatto, la prima volta in cui vennero chiamate a decidere il destino dell’intera nazione.

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Trascrizione
00:01Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Buongiorno a te Cinzia Giorgio, che ovviamente saluto e ringrazio. Buongiorno a te Cinzia.
00:34Buongiorno Elisa, buongiorno a tutti, bentrovati.
00:38Bentornata. Allora noi come sempre insomma iniziamo un po' dalla storia, no?
00:42E ovviamente non possiamo in questo caso specifico non parlare del 2 giugno 1946
00:48perché quest'anno è un anno molto importante, 80 anni dall'istituzione della Repubblica Italiana
00:56ma è stato un anno importante soprattutto per le donne perché per la prima volta di fatto si affacciavano al
01:04voto
01:04e per la prima volta hanno contribuito a creare la nazione. Insomma è stato un anno decisamente importante.
01:13Decisamente Elisa hai detto benissimo, 80 anni che siamo finalmente cittadine italiane operanti
01:20nel senso che ci adoperiamo anche a fare in modo che il nostro voto, il nostro consenso, la nostra voce
01:31sia ascoltata.
01:32E guarda il progetto diciamo del voto femminile è molto più antico ovviamente.
01:39Noi siamo arrivate al 2 giugno del 1946 con una fatica che non ti dico Elisa, lo sai no?
01:45Eh sì, eh sì.
01:47Quindi dallo statuto albertino, quindi eravamo ancora una monarchia del 1848,
01:56insomma poi ce ne sono state altre fino a Anna Maria Mozzoni, la grandissima Anna Maria Mozzoni
02:02che fece una petizione per il diritto di voto femminile per il suffraggio universale nel 1877.
02:09Poi dopo si sono susseguite, non ti dico cosa perché uomini, donne, devo dire che anche gli uomini
02:15si sono dati tanto da fare, fino a che finalmente il 31 gennaio del 1945 finalmente fu detto
02:24ok va bene le donne possono votare sì al suffraggio universale.
02:29E quindi siamo da 80 anni artefici anche noi del destino politico di questo paese.
02:36Eh sì, eh sì, dico ce ne è voluto di tempo, no?
02:40Tra le altre cose è un aspetto che storico che in tanti dimenticano, in realtà le donne
02:45avevano accesso, avevano potuto votare per la prima volta a marzo del 1946, ma parliamo
02:51di elezioni amministrative che insomma facevano poco la differenza, perché quella della votazione
02:58del 2 giugno 46 è importante, perché ha cambiato di fatto un po' tutto, no?
03:03Mi permetto di aggiungere che insomma sì, abbiamo avuto accesso al voto, ma poi di strada
03:09ne abbiamo dovuto fare ancora tantissima altra per altri diritti molto importanti, no?
03:14Diritti che tra le altre cose sono arrivati molto tardi, no Cinzia?
03:18Quindi anche oggi ci scontriamo con un sistema che non sempre funziona.
03:23Eh ne parliamo sempre, io e te Elisa, perché ci arrabbiamo sempre, perché chiaramente
03:30per esempio lo stupro non era considerato un delitto contro la persona, ma contro la morale
03:34e anche quello che è andata avanti, l'aborto, il divorzio, insomma di battaglie ne abbiamo
03:41dovute combattere tante, ma per fortuna c'eravamo, nel senso che avevamo potere, il potere di farlo
03:47e il fatto che mi fa piacere è che queste leggi non sono state approvate soltanto dalle
03:55donne o portate avanti come battaglie soltanto dalle donne, questo bisogna riconoscerlo.
04:00No, certo, certo.
04:00Quegli uomini hanno fatto in modo che le donne potessero esprimere il loro parere e che la
04:06dignità della persona fosse messa davanti al sesso, che è una cosa importantissima, direi,
04:12la principale Elisa.
04:14Esatto, esatto, anche perché Cinzia questo è un tema di cui trattiamo spessissimo io
04:19e te, voglio dire, quando si parla di femminismo positivo, perché ci sono tanti tipi di femminismi
04:24oggi, femminismo positivo è quello che non vede differenze tra i due generi e quindi vorrebbe
04:30semplicemente una società che fosse a misura della persona e non soltanto dell'uomo o della
04:35donna, cioè è il femminismo positivo al quale auspicheremmo un po' tutti.
04:41Sì, allora adesso invece parliamo di un tema che devo dire a me ha fatto molto sorridere
04:47perché è un'indagine che ha condotto la redazione di Pink Magazine Italia, insomma basandosi
04:54su delle email che sono arrivate alla vostra redazione, insomma a me fa tanto ridere questa
04:59ricerca, raccontacela Cinzia.
05:01Guarda, ci ha fatto ridere anche a noi perché ne arrivavano così tante che a un certo punto
05:06abbiamo detto non possiamo ignorare queste richieste che ci fanno perché praticamente
05:11tutte se la prendono un po' con gli uomini, i comportamenti strani, diciamo strani per
05:17non dire altro, di certi uomini che dicono una cosa e ne fanno un'altra.
05:21Guarda un po', in realtà non è una cosa che fanno soltanto gli uomini ma in particolare
05:26il uomini un po' con gli uomini.
05:27Sì, certo, certo, è basito anche lui, facciamolo vedere regia.
05:32Esatto, cupido.
05:34Non ce la fa più, non ce la fa più neanche lui, si arrende.
05:39Esatto.
05:40Aspettaci un po', cioè praticamente sono arrivate queste email alla vostra redazione
05:43in cui queste donne raccontano le loro disavventure, no?
05:47E quindi il risultato è che la donna di oggi non è che vorrebbe il principio azzurro
05:52all'uomo ideale, vorrebbe semplicemente un uomo normale, ci sembra di capire.
05:57Sì, sì, il medium man di cui parliamo è proprio un uomo normale che dice una cosa e
06:01la fa, che se ti dice ti chiama, ti chiama, che si dice sono stato bene e poi non sparisce
06:06per mesi, ecco, medium man appunto. Insomma, una persona non è il principio azzurro, nessuno
06:12che ci salvi, ormai abbiamo imparato a salvarci da sole, dico per fortuna, eh, Lisa? Però
06:18ecco, qualcuno che accompagni, che ci accompagni durante la vita in maniera più coerente, ecco,
06:25alcune ci hanno guarda fatto sganasciare dalle risate, come quella che a un certo punto
06:29ha detto io, questo spariva, ritornava, adduceva scuse assurde, io ho un certo punto
06:36a un certo punto stavo seguendo una serie tv, non stavo più seguendo lui, perché mi
06:41sembrava di essere proprio altrove, cioè è come se io non contassi, ed era, è stato
06:46veramente molto divertente. Poi abbiamo chiesto i permessi, ovviamente, di poter usare le loro
06:51storie, poi cambiando ovviamente un pochino, però questa cosa ci ha fatto essere un po'
07:00più vicine alle lettrici e si sono divertite tantissimo, ci hanno anche scritto dicendo
07:06no, ma adesso ti racconto anche la mia storia, quindi forse, Lisa, forse il primo di una
07:10serie di articoli simili.
07:13No, assolutamente sì, anche perché, insomma, ci descrive anche un po', è l'esatta misura
07:18di come i tempi stiano cambiando, no, in un certo senso. Ma tu ti sei data una spiegazione
07:23a tutto ciò, Cinzia? Cioè, ora, al di là di queste storie divertenti che fanno anche
07:27un po' sorridelli e geriscono le nostre giornate, è evidente che siamo di fronte a dei cambiamenti
07:32importanti nella nostra società, i rapporti fanno fatica a funzionare oggi. Tu te la sei
07:37mai data una spiegazione?
07:39Ma guarda, ce ne sono tante di spiegazioni, secondo me, perché ridurre a una, ovviamente
07:45non si può.
07:45A una sola, certo, no, chiaro.
07:47No, diciamo che in generale, forse questa nostra nuova consapevolezza e questo avere
07:53la pretesa di, pretesa poi, chiedere proprio il minimo indispensabile, anche a livello proprio
07:59di educazione, sia quello che ci meritiamo perché diamo e vogliamo ricevere quanto diamo.
08:06Quindi questa cosa un po' destabilizza e i ruoli un po' si sono invertiti, c'è gente
08:13addirittura ragazze che parlano di principessi e quindi non sono più le principessi, adesso
08:19sono i principessi, si sono un po' invertiti i ruoli. Per carità, per arrivare a una normalità
08:24va pure bene che a un certo punto si invertano, purché poi, insomma, si arrivi a un bilanciamento,
08:29diciamo, Elita.
08:31Esatto, infatti. Però è molto interessante, no? Infatti invito i nostri telespettatori e le
08:36nostre telespettatrici a leggere un po' queste storie che sono presenti su Pink Magazine
08:41in Italia perché ci fanno anche riflettere, non ci fanno soltanto sorridere, no? Ci fanno
08:46capire un po' come si sta muovendo il mondo intorno a noi in maniera un po' bizzarra, c'è
08:51da dirlo, però, insomma, noi ci ridiamo su Cinzia, va bene così, ringrazio sempre la
08:56regia per queste perle meravigliose.
08:59Allora, e a proposito di perle, proprio di perle noi adesso parliamo, perché ne parliamo?
09:04Perché in un altro approfondimento a cura di Pink, insomma, sono stati definiti questi
09:08oggetti preziosissimi, anticonformiste e senza genere. Perché?
09:14Perché adesso le portano anche gli uomini.
09:18Lo vedi, lo vedi, ecco qua.
09:22Guarda, ti dirò che nell'ultima serata degli Oscar addirittura le indossava Timothée
09:27Chalamet, che, insomma, è un idolo delle teenager. Si era distinto per, diciamo, non per
09:35una cosa carina, perché aveva detto che il teatro è un po' noioso, però forse proprio
09:40per quello poi ha voluto essere teatrale, non lo sappiamo, però portava delle perle e
09:45questo, che cosa vuol dire? In realtà è un ritorno per gli uomini. Le perle, ecco appunto,
09:50vedi, le perle erano anche un simbolo della forza e della potenza, per esempio, durante
09:55l'impero romano, quindi sia uomini che donne li indossavano non chiaramente come collane
10:01gli uomini, però erano incastonate magari nelle loriche, eccetera. Quindi erano considerate
10:07importantissime, perché poi è l'accessorio, il gioiello, se vogliamo, forse più antico
10:11del mondo, proprio perché si trova in natura, così com'è, quindi non deve essere come
10:17le pietre preziose, non deve essere elaborato, è proprio così. Poi ha una forte simbologia
10:25e la purezza e le lacrime degli dèi ed è uno dei motivi per cui non si regalano o
10:30non si indossano ai matrimoni, perché possono portare, diciamo, sfortuna, lacrime.
10:37Ah, è per questo che non si regalano, vedi, ci hai fatto scoprire, hai risposto a una domanda
10:42che mi porto dietro da anni, perché simboleggiano le lacrime degli dèi, però non si possono
10:49mai regalare in nessuna occasione, quindi le possono soltanto comprare noi.
10:55No, al contrario, si possono solo essere regalate e non ce le dobbiamo comprare perché altrimenti
11:01ci portiamo sfortuna. Ah, al contrario, ok.
11:04Bene, ecco, ma in realtà queste insomma poi sono cose, in realtà per me sono un accessorio
11:11importantissimo perché intanto danno alla perla, la perla dà al viso un carattere proprio
11:18più luminoso, proprio perché riflette la luce e infatti viene associata spessissimo
11:25alla luna. Ecco, regalare le perle alle proprie figlie o ai propri figli, visto che adesso
11:33sono genderless, come si dice, è invece una cosa che si deve fare, perché quello porta
11:40fortuna, Elisa, quindi è al contatto. Sì, sulla superstizione dei regali dobbiamo tornarci,
11:48Elisa, perché ci sono delle cose veramente interessanti. Anche lì è un bello studio
11:57antropologico, secondo me, e ci fa capire anche un po' la storia, perché è da là che
12:02proveniamo, quindi quello che noi consideriamo superstizione magari ha una storia dietro,
12:07è bello anche approfondirla, ovviamente. Comunque, mamma e papà potete regalare le
12:12perle ai vostri figli, ai vostri ripoti, ai vostri anche amici, credo, perché non c'è
12:16pericolo, ce lo confermi, no? Confermo tutto, assolutamente. Perfetto. Cinzia, grazie di
12:23cuore per essere stata con noi. Allora, noi ci ritroviamo ovviamente tra una settimana,
12:27ma insomma, lo dico ai nostri telespettatori, avete visto, abbiamo soltanto un po' accennato
12:32a questi approfondimenti che sono tutti presenti su Pink Magazine Italia, questi e molti altri.
12:38Grazie davvero Cinzia e grazie alla redazione, ovviamente. Grazie a voi e alla settimana prossima.
12:43A prestissimo, buon lavoro.
12:46Non solo Roma. Le notizie dalla regione, con Elisa Mariani.

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