00:052%, quasi niente, lo spazio bianco, il vuoto, uno spazio di sottrazione, eppure c'è un inizio,
00:15l'inizio dell'immagine, l'inizio di qualcosa, l'inizio del visibile.
00:21In realtà è un continuo, con questo lavoro comincio l'appropriazione non invadente dello spazio.
00:37Artani, in tutti questi anni che segui il tuo lavoro ti ho visto lavorare sui metalli, sezionare, piegare, incidere la
00:44superficie,
00:45e adesso invece arriviamo al volto, l'apparizione del ritratto.
00:51Faccio parte di quella generazione di artisti formati secondo i canoni del realismo socialista,
00:58dove il ritratto era la massima espressione nello studio della tecnica.
01:12Tutti questi disegni, questi ritratti, a chi si riferiscono? Chi sono?
01:17C'è una relazione con loro? C'è un criterio nella scelta dei soggetti?
01:21E poi cosa resta di questi volti?
01:27Resto io, perché queste sono le fondamenta del mio lavoro, di quello che sono come artista.
01:34E' una sorta di educazione sul mondo.
01:37All'epoca dell'Accademia facevamo ritratti come si fuma oggi una sigaretta.
01:44Di tutto questo studio mi è rimasta l'idea del volto.
01:47Non ha l'importanza a chi appartiene, ma il fatto che sia un volto, qualsiasi eppure specifico.
01:56Per questo loro sono loro, ma non è davvero importante chi sono.
02:08Mi hai sempre raccontato delle icone bizantine.
02:12Sguardo fisso, lontananza abissale, puro spirito.
02:16Sono delle immagini eterne.
02:20Vengo da città di Berat, che ha un rapporto profondo con le icone.
02:25Le vedo sin da piccolo e mi metteva a paura il loro sguardo che mi seguiva.
02:31Mi hanno seguito a tal punto da far diventare l'oggetto del mio lavoro.
02:37Queste opere vogliono farsi guardare, vogliono frustrare la necessità di vedere, perché si nascondono.
02:46Con la sottrazione cerco di ottenere la stessa ricchezza compositiva delle icone,
02:51ma all'opposto, invece di aggiungere, tolgo.
03:02Guarda come è tutto così epidermico, le superfici levigate, le abrasioni, queste opacità.
03:10È un lavoro sulla pelle, sulla carne.
03:18Le tavole suospese, la luce bianchissima, e poi il retro dei quadri rosso,
03:24un rosso opulento, riverbero ovunque.
03:27Che succede laggiù?
03:30Quello rosso che emerge da lì è la connessione diretta,
03:34il collegamento fisico con le icone.
03:43Questa distanza, questa loro assenza, freddezza, imperturbabilità,
03:49a volte sembrano venirti incontro oppure inabissarsi.
03:52Tu le concepisci come delle presenze oppure delle assenze?
03:58Assolutamente delle presenze.
04:26Assolutamente delle presenze.