00:00Riapre la Galleria Niccoli con una mostra dedicata all'opera recente di Artan Schalsi.
00:08Il curatore Roberto Lacarbonara la commenta per noi.
00:14Questa nuova produzione, questa nuova mostra di Artan Schalsi è un lavoro che ha una lunga gestazione di 5 o
00:216 anni.
00:225 o 6 anni di lavoro letteralmente di riduzione e di sottrazione dell'immagine.
00:26Da sempre Artan lavora come scultore, come pittore, come disegnatore e in questo caso partendo dall'immagine fotografica e appropriandose
00:36con il disegno
00:37giunge poi a questi grandi campi bianchi, queste tavole bianchissime di un bianco lattiginoso, palescente,
00:46ottenute attraverso la stratificazione di pellicole fotografiche e poi di superfici solide come il plexiglass.
00:54La carteggiatura, un lavoro molto manuale, molto meccanico, tende appunto a rarefare questa luce e questa immagine
01:01chiedendoci di osservarle con un tempo molto lungo, il tempo in cui l'occhio possa accomodarsi e lentamente far emergere
01:10un volto,
01:11lentamente far emergere un ritratto all'interno di questa luce bianchissima.
01:15Una storia che viene molto da lontano, ovvero dalla sua passione, dalla sua conoscenza dell'arte bizantina,
01:21in cui il corpo, la presenza, quella della Vergine col bambino erano appunto impassibili.
01:28Si trovavano all'interno di questa condizione ieratica, assolutamente spirituale, all'interno della luce, della luce aurea appunto dell'icola
01:38bizantina.
01:38E questa trasformazione, questo movimento ottico, retinico e peroggettivo esige che appunto la nostra contemplazione
01:48ci possa portare a creare l'immagine, a far emergere dall'indistinto della luce la presenza di un volto.