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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00Quando mi chiedono, rifaresti il viaggio sapendo com'è andata?
00:05Risponde che oggi studio ingegneria meccanica, che è quello che ho sempre voluto fare.
00:13Se fossi rimasto in Sierra Leone, non avrei mai potuto.
00:18Ma non lo rifarei perché, se sai prima quello che ti aspetta,
00:24non puoi farcela supportare tutto quel male,
00:28soprattutto in Libia.
00:31Oggi vivo in un co-housing del centro Astalli,
00:36con studenti universitari italiani e rifugiati.
00:41Per arrivare all'università ho fatto gli esami di terza media
00:45e la maturità in Italia, lavorando di notte in un albergo
00:51e di sera in un ristorante,
00:55per poter studiare di giorno.
00:59Non è facile, ma non mollo.
01:03Lo devo a me stesso, alla mia famiglia,
01:07a centro Astalli, che mi sta supportando in questo percorso,
01:11e soprattutto a Ismail, che oggi non è qui con me,
01:15anche se avrebbe voluto.
01:16Martedì, il governo ha dichiarato lo stato di emergenza.
01:21Cito dal comunicato che è stato fatto,
01:24in relazione all'eccezionale incremento dei flussi di persone migranti
01:28in ingresso sul territorio nazionale attraverso le rotte migratorie del Mediterraneo.
01:34Che dire?
01:35Non nascondo una certa amarezza e delusione di fronte a questa ennesima misura.
01:41Sono numeri nuovi?
01:44No.
01:44Nel 2016 e nel 2017 avevamo a fine aprile rispettivamente 27.000 e 37.000 persone
01:52che erano sbarcate in Italia.
01:55E purtroppo allora la risposta è stata quella degli accordi con la Libia.
01:59Anche lì una risposta non adeguata e che ha avuto ripercussioni gravi su molte persone.
02:06E poi da quanto tempo ormai sappiamo e conosciamo la capienza dell'hotspot di Lampedusa?
02:13400 posti, ce lo ripetono ogni giorno da 10 anni.
02:18È necessario uscire dalla logica dell'emergenza e invece gestire il fenomeno delle migrazioni
02:23come un fenomeno strutturale che va programmato,
02:26per cui servono politiche sociali adeguate ai bisogni delle persone e ai bisogni della società.
02:33È urgente investire in integrazione, le persone che arrivano possono dare un contributo alle nostre società.
02:38Il centro a stalli per questo stato di emergenza è preoccupato,
02:41i numeri ci paiono ancora gestibili, l'emergenza è nella mancanza di programmazione
02:45e quindi nella mancanza di prese in carico tempestive, di accoglienza
02:50e ancora una volta di percorsi di integrazione.
02:52Sono stati annunciati più rimpatri e più rientri. È legalmente possibile?
02:57In realtà questa cosa dei rimpatri è un refrain che ciclicamente ritorna.
03:03È necessario avere degli accordi con i paesi di origine
03:05e l'Italia non ce li ha in moltissimi casi da cui le persone arrivano,
03:09quindi ci vorrebbe molto tempo per realizzarlo.
03:11In realtà non è una possibilità realistica.
03:14Gli americani sono andati via e i talebani il giorno dopo sono venuti a cercarci.
03:21Mio padre è lavorato al ministro per l'agricoltura
03:27e aveva molti rapporti con il governo italiano.
03:31Sapevamo di essere in piccolo e che non c'era tempo da perdere.
03:38Ci siamo nascosti una casa di campagna.
03:42Poche ore dopo ci hanno distrutto le case di Kabul.
03:47La nostra casa, la mia camera.
03:49Non ho più la mia tese universitaria.
03:53Mancavano soltanto 30 pagine e mi sarai laureato in economia.
04:00Non ho più i documenti e il mio diploma.
04:04Nulla.
04:06Un giorno sei un ragazzo con una vita normale.
04:10Il giorno dopo tutti predotto, tutti distrutto.
04:16Abbiamo incontrato 18.000 persone, di cui 10.000 nella sede di Roma.
04:21Sono persone che scappano da guerre, crisi umanitarie e arrivano in Italia in cerca di protezione.
04:26Le principali nazionalità sono la Nigeria, la Somalia e l'Afghanistan.
04:30Quindi contesti di gravi privazioni di diritti umani.
04:33Sono persone che cercano protezione e ne hanno diritto.
04:36In Italia trovano un percorso non privo di ostacoli, sia per l'accoglienza che per l'integrazione
04:42e persino per l'ottenimento dei documenti.
04:44Si allungano i tempi e aumentano le vulnerabilità delle persone che incontriamo.
04:48Molti sono passati dalla Libia o nella rotta balcanica e ne portano le tracce sul corpo.
04:53Vittime di tortura, di violenze.
04:56E quindi i viaggi sono sempre più pericolosi.
04:58Chi arriva è una percentuale minoritaria rispetto ai tanti che provano e non ce la fanno.
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