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  • 3 anni fa

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Trascrizione
00:02Bucia rinasce senza dimenticare l'orrore. Camminando per le strade simbolo della tragedia
00:07dell'occupazione russa nella città, gli operai e i mezzi rimettono a nuovo il volto di un luogo
00:12che è stato l'inferno sulla terra. La comunità si rimette in piedi ricostruendo case e luoghi
00:17dilaniati dalla guerra senza poter dimenticare e perdonare ciò che ha vissuto per mano dei russi.
00:23Di fronte all'ingresso del suo palazzo, Victoria indica le scale che portano alle cantine. Il
00:2924 febbraio siamo scesi lì e ci abbiamo vissuto per dieci giorni. Ora vedere che i negozi e le
00:34attività commerciali sono tornate è una gioia incredibile, dice. Il sotterraneo è un labirinto
00:40di cunicoli e piccole cantine, una per ogni famiglia. Questa è stata la nostra casa. Il nostro unico
00:46pensiero era la paura che se il palazzo fosse stato bombardato sarebbe crollato e saremmo morti sotto
00:51le macerie. Poi il 4 marzo abbiamo preso la macchina e siamo partiti, non si poteva più
00:56arrestare. Riviviamo quel percorso insieme. C'erano i cecchini dappertutto, vedevamo i
01:02punti rossi sui palazzi, racconta. Svoltiamo per via Yablunska, conosciuta in tutto il mondo
01:07per l'orrore dei cadaveri dei civili in strada, in quello che ormai è conosciuto come il massacro
01:12di Bucia. All'incrocio prendiamo via Voksalna, dove a febbraio 2022 una lunga colonna di decine
01:19di tank russi è stata fermata dagli ucraini con le bombe. Una strada divenuta tristemente famosa
01:25per la devastazione delle sue abitazioni, completamente rase al suolo. Oggi su entrambi
01:29i lati della via gli operai sono al lavoro in tante villette in costruzione e una targa
01:34commemorativa racconta cosa è accaduto, con un codice QR per rivivere le immagini di quella
01:39devastazione, che ora rimane solo come cicatrice di chi l'ha vissuta. È passato un anno ed è
01:44incredibile come la città stia tornando di nuovo in vita, dice Victoria. Siamo tornati
01:48perché questa è casa nostra, non possiamo pensare di vivere diversamente. Di fronte al
01:54municipio di Bucia le persone camminano indaffarate, alcune mamme con i loro bambini passeggiano
01:58tra gli alti palazzi e i giardini. Arlina Saraniuk, responsabile dei rapporti internazionali
02:03del comune, spiega come la ricostruzione sia una priorità per la comunità, attraverso
02:08programmi governativi e gli aiuti internazionali, come quelli dell'Italia. Bucia vede già ottimi
02:14partner tra le città del mondo e tra queste c'è anche Bergamo, che ci ha aiutato anche
02:19attraverso la fondazione Cesvi. Ci hanno dato aiuto nella ricostruzione di un asilo che è
02:24già operativo e presto li visiteremo in Italia. Purtroppo Bucia oggi è percepita come la città
02:30dei crimini russi in tutto il mondo. Noi non lo dimentichiamo, lo ricorderemo sempre e non
02:35perdoniamo, ma guardiamo anche al futuro e abbiamo un piano con l'obiettivo di creare una città
02:39moderna. Girando per la città restano i segni del passaggio del conflitto a far da monito
02:45di ciò che è stato. Ma se è relativamente facile ricostruire palazzi e le strade, non
02:50lo è altrettanto superare un orrore che corrode dentro e che vive in ogni persona che si incontra
02:55per le strade di Bucia, comunità che nonostante le sue ferite è capace di accogliere chi, suo
03:00malgrado, non ha più un posto dove stare. Come Zoya, fuggita da Vuledar nel Donetsk, dove
03:06i russi gli hanno bruciato la casa. Dopo due settimane passate in cantina sono venuti
03:11i militari e ci hanno detto di partire, perché sarebbe stato l'inferno in poco tempo. Così
03:16siamo venuti qui, racconta. La incontriamo alla chiesa ortodossa di Sant'Andrea, sui muri
03:21ancora i segni dei colpi di proiettile e una targa ricorda che i suoi giardini hanno ospitato
03:26una fossa comune temporanea per quelli che sono morti durante le ostilità. Zoya è venuta
03:30a accendere una candela per suo figlio, morto alcuni anni fa, e la nuora deceduta di Covid. Così
03:35ora lei vive da sola col nipote di 15 anni, ma la chiesa è chiusa. Mi sento più tranquilla
03:40perché questa città è sopravvissuta di tutto e di più, però qualche tempo fa è volato
03:45un drone vicino casa nostra e mi ha fatto ritornare l'ansia e le brutte sensazioni, ma
03:50ora la mia vita è qui.
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