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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:00La transizione verso un modello di economia circolare presuppone un lavoro di ridefinizione dei processi produttivi,
00:06di re-ingegnerizzazione dei prodotti, fare in modo che i prodotti, gli impianti diventino circolari come si dice by design,
00:15quindi in maniera genetica e sotto questo aspetto non c'è adozione di economia circolare senza una forte piattaforma di
00:24innovazione.
00:25Ogni soluzione che rende efficiente l'uso delle risorse, che fa in modo che un apparecchio possa arrivare fino alla
00:33fine della sua vita utile,
00:34che possa eventualmente essere rigenerato, si possa lavorare in maniera efficiente sui scarti, ecco tutto questo ha a che fare
00:42con l'adozione di soluzioni innovative.
00:44Da qui l'importanza del modello di innovazione come davvero piattaforma che permette di portare all'interno del modello di
00:52business
00:52quelle soluzioni innovative appunto che consentono di spingere sulla strada dell'economia circolare.
00:58Dall'ultimo studio quello che emerge è che innanzitutto l'Italia è all'avanguardia nella circolarità dei suoi processi produttivi,
01:08quindi sotto questo aspetto anche lo studio che abbiamo presentato a Davos è qualcosa che ci dice che siamo sulla
01:14strada giusta
01:15e se lo guardiamo in prospettiva, anche considerando le tensioni geopolitiche e le tensioni sui prezzi,
01:21l'adozione di un modello di economia circolare certamente ha anche a che fare con la mitigazione di questi rischi.
01:27Non partiamo da zero, nel senso che l'Italia è, anche se pochi lo sanno, una superpotenza dell'economia circolare.
01:34Noi soprattutto nel recupero dei rifiuti che vengono dall'attività produttiva siamo di gran lunga i primi di Europa.
01:41Recuperiamo circa l'80% di questi rifiuti, per capirci la media europea è sotto il 50%, la Germania è
01:5010 punti sotto di noi.
01:52Perché questo? Perché l'Italia ha una storia antica in cui noi abbiamo risposto alla carenza di materie prime che
02:00l'Italia ha
02:01con l'utilizzo di quella grande fonte di energia rinnovabile e non inquinante che è l'intelligenza umana.
02:06E quindi abbiamo già messo in alto filiere molto efficienti da questo punto di vista,
02:13dai rottami di Brescia, agli stracci di Prato, alle cartiere della Lucchesia che sono avanti.
02:19E questo recupero di materiali ci fa risparmiare ogni anno qualcosa come 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio
02:28e 63 milioni di tonnellate di emissione di CO2. Tutto a posto? No. Perché non solo si può fare di
02:35più,
02:35ma ci sono nuove frontiere. A cominciare per esempio dai minerali che abbiamo imparato a sapere guardare
02:43con maggiore attenzione, che sono strategici, le terre rare, il nichel, il catmio, e la cultura italiana
02:49di minimizzare l'uso della materia e di recuperare il più possibile può essere in campo anche in questa sfida.
02:56Siamo in campo in Europa per ottenere da una parte le risorse necessarie, con una saggia flessibilità
03:05nell'utilizzo di tutte quelle che sono già in campo, quelle del PNRR, delle PowerU e tanto più quelle dei
03:12fondi di coesione,
03:13per utilizzarli da subito e al meglio e pienamente nello sviluppare in Italia quella tecnologia green e quella tecnologia digitale
03:23ed è possibile farlo per rispondere alla grande sfida sistemica cinese ed evitare di passare dalla subordinazione
03:31che abbiamo dovuto pagare cara all'energia fossile russa a una peggiore e ancora più drammatica subordinazione
03:40alla tecnologia cinese nel campo del green o del digitale.
03:44La situazione geopolitica attuale costringe a interrogarsi sul se utilizziamo in maniera efficiente le risorse,
03:51dove si trovano le risorse e magari si può ritrovare, per dire, nella rigenerazione degli impianti,
03:58nel fatto di utilizzarli fino alla fine della loro vita utile, quindi costruirli in modo che si prolunghi la vita
04:04utile.
04:04possa ritrovarsi una sorta di miniera che in effetti diventa la nostra copertura rispetto ai rischi geopolitici
04:12e anche rispetto ai rischi di prezzo.
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