00:05La cosa davvero importante di questa pietra di Inciampo è il percorso che si è fatti per
00:10arrivare a poggiarla, perché altrimenti sarebbe stato solo un pezzo di pietra.
00:15È un progetto che è durato un anno e mezzo, un anno e mezzo in concomitanza con le comunità
00:20ebraiche stesse che siano supportate in questo percorso, nelle comunità dell'Ugei.
00:25L'Università La Sapienza, che attraverso una serie di seminari che abbiamo tenuto per tutto
00:32l'anno 2022 all'interno della Sapienza, abbiamo spiegato l'importanza dell'arte, la storia,
00:38la cultura, la società romanica, la politica romanica, per arrivare al culmine della prima
00:43pietra di Inciampo in Italia per un non ostinto o un rom.
00:47Romano Eld era un ragazzo, un ragazzo come lo siamo stati tutti, che a 17 anni venne
00:54deportato e portato a Dachau, dove stette per qualche tempo.
01:00Lui ebbe la grande, immensa fortuna di tornare, però le condizioni di quel campo, quel periodo
01:06che ha passato di detenzione, lo hanno segnato talmente tanto che da lì a qualche anno purtroppo
01:11è deceduto per le malattie, per le varie problematiche che sono arrivate.
01:16Romano Eld era un ragazzo come tutti noi, un ragazzo che suonava, che amava la musica,
01:22ed è per questo che noi, alla deposizione della sua pietra di Inciampo, loro abitavano
01:26a Trieste, dove non abbiamo posto la pietra dove è stato arrestato o dove è stato deportato,
01:32abbiamo posto la pietra dove lui preferiva, dove lui preferiva suonare, abbiamo posto la pietra
01:38in Piazza della Libertà a Trieste. Abbiamo, tramite la sua famiglia, ritrovato i suoi
01:43violini e li abbiamo fatti suonare durante la deposizione della sua pietra di Inciampo
01:48in sua memoria, con le melodie che lui suonava allora.
01:53Il porraimos è un termine della lingua romanesse, che vuol dire divoramento, addirittura anche
02:01sverginamento, un termine molto crudo, che definisce quella cosa terribile per Romano
02:08e Sinti, che è stato il genocidio subito durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra l'altro,
02:15apro una piccola parentesi, il rapporto tra le comunità Rom e Sinti e la morte è una
02:21cosa molto particolare, e quindi per loro parlare della morte è molto difficile, tant'è
02:27vero che per molti anni dopo la Seconda Guerra Mondiale non ci sono state testimonianze dirette
02:33e questo ha limitato sia la conoscenza che poi il riconoscimento dello stesso porraimos.
02:39La giornata della memoria viene intesa come la giornata della Shoah, ma dovrebbe essere
02:43intesa come la giornata delle memorie, dare risalto, dare importanza, dare appunto rispetto
02:50a tutte quelle tantissime vittime di tante etnie, di tante lingue, di tante religioni, di tanti
02:59modi di esistere diversi, ritenuti per altri sbagliati e per questo giudicati e uccisi.
03:05Noi invece riteniamo che debba essere una memoria a più voci, una memoria di tutti, per
03:11il rispetto appunto di tutti e di tutte le vittime. Persone come me che hanno avuto parenti
03:16deportati lo ritengono essenziale. Tu hai avuto parenti deportati?
03:22Mio nonno, mio nonno Gennaro Spinelli, da cui io prendo il nome, è stato deportato. Molti
03:29credono che le deportazioni fossero solo ed esclusivamente verso i campi di sterminio
03:34della Germania o della Polonia come Auschwitz e Takao, mentre nessuno, quasi nessuno sa che
03:39in Italia c'erano dei canti specifici per i rom estinti. Mio nonno ha avuto la grande
03:47fortuna di riuscire a scappare, è stato deportato in un campo vicino Potenza, in provincia di Potenza
03:54e hanno avuto la fortuna, dopo qualche settimana, in una notte di tempeste, lui me la racconta
03:59così raccontava e sono riusciti a scappare e a piedi a tornare negli Abruzzi dove abitavano.
04:06Lui mi dice sempre, mi diceva sempre, che si ricordava una cosa specifica, lui aveva sette anni
04:12quando è stato deportato, però si ricordava in maniera perfetta un dettaglio. Quando furono portati
04:20nei vagoni, messi nei vagoni, nei treni merci per essere appunto portati in questi campi di
04:25concentramento, la guardia che faceva, che era lì sul vagone con loro, non dentro, al di fuori
04:31naturalmente, per non sentire le loro urla fischiava, fischiava una melodia. Mio nonno da quando aveva
04:38sette anni, è morto a 85 anni, si ricordava perfettamente quella melodia che lo ha segnato
04:45per tutta la vita. Mentre per gli ebrei c'è stato un processo di non in berga che ha cambiato
04:51radicalmente il senso comune, poi rafforzato dal processo dell'aprile del 61 ad Eichmann
04:59per i rome sinti, questa cosa non c'è stata, non c'è stato un processo di non in berga
05:04e
05:04quindi questa situazione ha condizionato anche la loro vita attuale, ma soprattutto il riconoscimento
05:15del loro genocidio. In Germania questo è avvenuto dopo un lungo dibattito, tant'è vero che nel
05:222012 è stato inaugurato davanti al Bund, è stato un argomento ai rome sinti sterminati. In Italia
05:31questa cosa non è avvenuta, non c'è stato un dibattito, solo negli anni recenti si è un palco
05:41storico si è dedicato a questo argomento e nella legge del 2000 che istituisce il giorno
05:47della memoria viene ricordata la Shoah, lo sterminio degli ebrei, vengono ricordati i soldati
05:53italiani che furono mandati dopo l'8 settembre nei campi di concentramento, vengono ricordati
05:59gli oppositori eccetera eccetera, non vengono citati le centinaia di migliaia di bambini, donne,
06:07uomini, anziani, rome e sinti, morti durante la seconda guerra mondiale.
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