00:00Le chiedo innanzitutto, ecco, le pensa che ricordare oggi quanto vissuto da lei in passato
00:05sia doveroso anche per evitare che scenari simili possano ripetersi o è ottimista per il futuro?
00:11Io penso che non possa riaccadere, però ci sono dei segnali preoccupanti.
00:18Quando ci sono le cerimonie religiose saremo 20, 25, 30 al massimo.
00:24Ma lo sai che abbiamo due soldati che ci fanno da scorta 24 ore su 24 ore?
00:32Non è bello questo, secondo me.
00:34Per telefono ho ricevuto minacce, c'è stato anche un processo.
00:38Mi chiamano e dice come mai non sei tu, perché non stanno bruciata ancora?
00:43Hanno chiamato mia mamma che era riva, all'epoca aveva 100 anni e l'hanno minacciata.
00:48Ed ecco per questo il motivo perché io vado nelle scuole a raccontare quello che è successo 85 anni fa.
00:54Il governo fascista, dopo che aveva emanato le leggi razziali, vietava di andare anche alla scuola elementare.
01:02Poi successivamente cambiò leggermente la legge e disse se in una città si può organizzare una classe solo per l
01:11'elementare,
01:12una classe di 10 bimbi e bimbe di razza ebraica, noi autorizziamo ad andare alla scuola pubblica.
01:18E fu creata questa classe speciale.
01:22Non potevamo stare vicino a tutti i ragazzi, tutti i bimbi e le bimbe entravano da un cancello principale,
01:29solo noi 10 entravamo da un cancello secondario un quarto d'ora prima degli altri.
01:35Si sentiva discriminato?
01:36E come no, noi ci sentivamo dei diversi, dei malati, ma c'era una controposizione però.
01:45Mentre a scuola non potevamo avere rapporti con gli altri bimbi e le altre bimbe, non potevamo avvicinarli.
01:52Quando tornavamo a casa, una volta pranzato e una volta fatti i compiti, andavamo a giocare per la strada con
01:59tutti gli altri bimbi,
02:00che erano tutti cattolici e dirò di più, con noi c'era anche un figlio, un tedesco, un figlio di
02:08tedeschi che giocava con noi.
02:10Quindi c'era questa discriminazione tra la scuola e la strada.
02:14Lei ha perso anche qualcuno di caro a causa di quel periodo?
02:19Ho perso un mio compagno di scuola.
02:21Io avevo questo mio compagno preferito che si chiamava Dino Hassan.
02:26Dino era nato in Grecia e negli anni 30 tutta la sua famiglia venne a Napoli.
02:32Quando fu un emanante delle leggi razziali, il governo dell'epoca dice
02:38dobbiamo eliminare quei cittadini che non sono italiani e che sono ebrei.
02:44Per cui li rimandavano tutti in Grecia.
02:47Il governo tedesco e fascista permetteva agli stranieri di andare negli Stati Uniti,
02:54si sono mette in nota e andare negli Stati Uniti.
02:56La famiglia di Dino D'Asso si mise in nota, ma riuscì solamente un fratello e una sorella ad andare
03:03negli Stati Uniti.
03:04E Dino invece con tutta la sua famiglia fu portato in campo di servizio e lì finirono la loro esistenza.
03:11Cosa ha provato quando ha saputo questo?
03:14Quando lo ha saputo è stato uno dei primi dolori della mia vita, avevo 15 anni.
03:19Soltanto un bambino?
03:20Era ancora...
03:21La notizia dei campi di concentramento, dei campi di sermenio, l'abbiamo saputo a guerra finita.
03:27Senta, il ricordo più brutto che lei ha, qual è?
03:31La paura dei bombardamenti, la paura di morire sotto i bombardamenti.
03:36Suonava un allarme e noi andavamo al ricopro, ma siccome il ricopro del palazzo non era buono,
03:44attravassevamo la strada e andavamo nella fulcolare di Chiaia, nella stazione di Palazzolo,
03:50e dormivamo sugli scalini.
03:53Poi suonava l'allarme e tornavamo a casa.
03:57Ma non è che era finita la giornata, perché poi potevano arrivare gli inglesi e risuonava l'allarme,
04:03poi potevano arrivare i francesi e risuonavano l'allarme.
04:06Noi certe volte andavamo avanti e indietro, avanti e indietro, in continuazione.
04:10E la paura di morire sotto le macerie è stata una paura molto, ma molto grossa.
04:18Che capisco benissimo, quei poveretti d'Ucraini, quelli che stanno passando.
04:23Grazie all'insurrezione popolare delle quattro giornate,
04:26i tedeschi in quattro giorni sono stati cacciati da Napoli.
04:29Da casa sentivamo il crepitivo dei fucili, delle pistole.
04:34La mamma chiaramente ci vietò di uscire di casa e ci rimaniamo a casa.
04:38Però questo crepitivo è un qualche cosa che era fuori da una mamma.
04:44Noi lì capimmo che stava succedendo qualcosa di importante.
04:49Senta, c'è stata sicuramente anche una forte ondata di povertà
04:54che è stata poi causata da quel periodo, soprattutto verso le famiglie ebraiche.
05:02Ma certo, perché papà quando fu una menata legge razziale il 16 ottobre del 1938
05:11andò a lavorare e lo licenziarono in TROB.
05:15E gli disse perché? Papà chiese perché sei ebreo.
05:19La mamma ci riunì in cucina una sera intorno all'unico tavolo
05:23e ci disse ragazzi, noi dobbiamo trovare il sistema
05:26che tutti i mesi entrino dei soldi per poter pagare l'affitto.
05:31Perché all'epoca...
05:32Siete diventati poveri?
05:33Eh, siamo diventati poveri.
05:35No, non provo vergogna assolutamente.
05:37Se io mi voglio vendicare,
05:40e io ho sempre risposto nello stesso modo,
05:42la vendetta è un qualche cosa che non mi appartiene.
05:46La mia vendetta è quella di andare a raccontare i fatti di quel periodo.
05:51Questa è la nostra vendetta, ma io non mi devo vendicare di nessuno.
05:55Tanta sofferenza vissuta in quel periodo,
05:58vi ricorda anche soltanto un momento invece bello, di felicità?
06:03Il momento più bello è quando sono arrivate gli alleati,
06:07che ci siamo riversati tutti per le strade
06:09e noi gettavamo i fiori agli alleati, agli americani
06:14e loro ci buttavano le caramelle chams, quelle col buco,
06:19le gomme masticanti, che noi non sapevamo che cos'erano.
06:22E questo è un bel ricordo.
06:24Quale sensazione ti porta addosso di quanto ha vissuto di tutto quel periodo?
06:32Indubbiamente quando mette la testa sul cuscino la sera
06:36non sempre la testa è libera perché alcuni esempi,
06:41perché come si fa a raccontare un bimbo di cinque anni
06:45che non può stare vicino agli altri bimbi a scuola?
06:47Insomma, sono ricordi questi che non passano,
06:50secondo me non passeranno mai.
06:52Sono venti anni che vado nelle scuole
06:54e credo di aver raggiunto perlomeno 600 scuole o di più
07:00e ho trovato della gioventù meravigliosa.
07:03Ho trovato dei ragazzi educatissimi
07:06che certe volte dopo il mio intervento
07:09rimangono talmente bloccati ed emozionati
07:12che non riescono a fare domande.
07:14Sono loro i ragazzi, questa gioventù che io incontro,
07:17sono loro che devono fare in modo
07:19che non capiti mai più una cosa del genere.
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