00:00Un paese lacerato, l'allarme del presidente Isaac Herzog ben rappresenta la situazione
00:07di Israele all'indomani di una serie di manifestazioni che per il secondo sabato successivo hanno
00:12portato in piazza circa 100.000 persone decise a contrastare in nome della democrazia le
00:17leggi del nuovo governo di Benjamin Netanyahu, soprattutto quelle presentate dal suo ministro
00:22della giustizia Yarev Levin che riguardano la revisione del sistema giudiziario e la
00:27Corte Suprema. Una prova di forza che non ha tuttavia smosso Netanyahu, la madre di tutte
00:32le manifestazioni, a risposto sarcastico alla piazza, è stato il consenso elettorale dello
00:36scorso primo novembre che lo ha riportato al comando del paese con una coalizione a totale
00:42trazione di destra e nazionalista religiosa. Lo scontro sulla giustizia non appare dunque
00:47destinato ad attenuarsi. Questo conflitto, ha denunciato Herzog, mi preoccupa profondamente
00:53i fondamenti della democrazia israeliana, compreso il sistema giudiziario, sono sacri
00:58e dobbiamo salvaguardarli rigorosamente. Decine di migliaia di persone, nonostante la
01:03pioggia battente, hanno protestato a Tel Aviv, ma anche a Gerusalemme e ad Haifa, gridando
01:08democrazia e denunciando il fascismo, l'omofobia, il sionismo religioso del governo. Protesta,
01:14la cui ampiezza, hanno osservato analisti, non si vedeva da tempo. Una reazione popolare,
01:19preceduta da un'inedita discesa in campo di giudici, avvocati e membri della Corte Suprema.
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