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  • 16 ore fa
Trascrizione
00:00Il brusco ritorno al passato della Birmania continua. Quattro dissidenti attivi nel movimento
00:05per la democrazia sono stati giustiziati per aver organizzato atti terroristici contro
00:10le forze di sicurezza dopo il colpo di stato del febbraio 2021. In particolare, uno di
00:15essi, l'ex parlamentare e rapper Zei Attao, era uno dei volti simbolo della transizione
00:20birmana verso la democrazia iniziata un decennio fa. Le esecuzioni, le prime di prigionieri
00:26politici dagli anni Ottanta, sono l'ennesima dimostrazione del pugno di ferro di un regime
00:30militare finora insensibile alle proteste della comunità occidentale. I quattro dissidenti
00:36erano stati condannati in primo grado lo scorso gennaio e il loro ricorso è stato respinto
00:40solo un mese fa. L'intero processo si è svolto a porte chiuse e agli imputati è stato negato
00:45l'accesso ad un avvocato. I quattro giustiziati erano stati giudicati colpevoli di aver organizzato
00:51uccisioni di poliziotti e informatori del regime. Le esecuzioni hanno provocato accese
00:56reazioni della comunità internazionale. Human Rights Watch le ha definite atti di
01:00assoluta crudeltà. L'ambasciata statunitense Ayan Ghosn ha condannato l'esecuzione e l'inviato
01:06speciale dell'ONU per i diritti umani in Birmania, Tom Andrew, si è detto indignato e distrutto
01:11parlando di patrioti birmani e paladini dei diritti umani e della democrazia, mentre l'alto
01:16commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michel Bachelet, ha definito l'esecuzione
01:21crudele e regressiva. Ferma condanna anche dall'Italia, dalla Francia e dal Parlamento
01:26europeo, con la presidente Roberta Mezzola, che si è detta inorridita.
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