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  • 4 anni fa
Trascrizione
00:00Sono a Dorowsk, un villaggio di poco più di 500 abitanti al confine tra Polonia e
00:06Ucraina. Il centro culturale alle mie spalle da ormai più di due settimane si
00:12è trasformato nel centro di accoglienza per chi scappa dalla guerra.
00:16Qui si conoscono tutti, c'è l'infermiera, il postino, il pensionato e l'ex
00:20dipendente comunale. Le 600 anime di questo paesino sono molto più di una
00:24comunità. Sono il primo sorriso contro le bombe e il primo abbraccio dopo la
00:29tragedia. E così da ormai un mese tutti si sono dati da fare, si sono rimboccati le
00:34maniche offrendo la loro professionalità o il loro tempo e chi proprio non poteva
00:38aperto le porte della propria casa. Nel piazzale antistante il centro sono stati
00:42allestiti diversi gazebo e tendoni anche grazie all'aiuto della Caritas locale.
00:47Ci sono beni di prima necessità e pasti per tutti. Seduti sulla panchina in un
00:52raro momento di relax un'infermiera chiacchiera con due agenti di polizia
00:56mentre due ragazze continuano a riempire l'elenco degli ospiti districandosi con
01:00l'alfabeto cirillico. Sulla strada che porta al centro culturale
01:04arrivano a ritmo costante busse e auto. A differenza di altri accessi al confine
01:09tra Polonia e Ucraina, infatti, a Dorosk ci sono solo varchi autostradali dove
01:13mezzi vengono controllati e poi fatti partire dalle guardie di frontiera.
01:17Il paesino è comunque un luogo di passaggio in attesa di un trasferimento
01:21verso le città più grandi come Varsavia o Cracovia o nella più vicina Kelm dove
01:26sono stati allestiti due grandi centri di accoglienza, uno al palazzetto dello
01:31sport e un altro in un ex deposito tesco. All'interno della sala che un tempo
01:35ospitava eventi culturali è stata allestita una mensa mentre nella hall c'è
01:39la zona notte con una decina di brandine per poter ospitare i rifugiati almeno
01:43per un paio di giorni. In una piccola casetta di legno all'esterno dell'edificio
01:48allestita da una compagnia telefonica una coppia di ragazzi riceve una scheda sim
01:52come quelle che vengono distribuite in praticamente tutti i centri d'accoglienza
01:56della Polonia. Ringraziano e vanno via a mangiare un boccone in sala menza.
02:01Nei gazebo rossi due giovanissimi volontari mettono in ordine gli ultimi
02:05pacchi e salutano sempre con il sorriso sulle labbra. In fondo non abbiamo fatto
02:10nulla di strano il commento del sindaco Wojciech Sava abbiamo fatto quello che una
02:15città di confine sa fare meglio cioè accogliere.
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