00:00Mario Martone, Pierfrancesco Favino a Cannes con Nostalgia, applausi 9 minuti ieri sera alla premiere, giornali francesi Le Figaro adesso
00:11che ne parla benissimo
00:13e il film è in sala, da oggi 450 copie, quindi chiedo innanzitutto a Mario di spiegare, tratto da un
00:24romanzo omonimo di Armand Norea
00:26che cos'è questa nostalgia, che storia è, di amore e di amicizia ma non solo?
00:32è la storia di un ritorno, è la storia di un'amicizia che è un amore, è la storia di
00:41un uomo e la città da cui è partito e a cui ritorna
00:47quindi è una storia universale
00:49un uomo, certamente, è chiaro che c'è proprio come di esso, ci sono dei, è a suo modo appunto
00:58come qualcuno ha scritto un western
01:00è un film, quando ho letto il romanzo ho pensato che si potevano affondare le mani proprio in una mitologia
01:09anche cinematografica
01:10e in una realtà sociale contemporaneamente
01:14spero che questo sia catturi, diciamo come ha catturato qui a Cannes, catturi gli spettatori
01:20siamo in sala appunto con tante copie
01:24e con il nostro pensiero va agli esercenti che sono in trincea con noi
01:31quindi da questa sera vediamo che succede
01:34e a Pierfrancesco chiedo appunto questo personaggio che ritorna, quasi non parla più la sua lingua
01:44è una prova camaleontica come hanno scritto tutti quanti e come è vero
01:48che uomo è questo protagonista, questo Ulisse che va in un luogo speciale come Rione Sanità, un enclave di Napoli?
01:58io penso che questo ruolo mi abbia consentito di raccontare una cosa che appartiene a tutti
02:04veramente, cioè un premesso che il ritorno insomma è all'origine della letteratura da quando esiste
02:10però io credo che ognuno di noi si sia trasformato in qualche cosa nella propria vita senza neanche accorgersene
02:17si sia forse allontanato da quel nucleo centrale che forse è il suo nucleo originario
02:23la sua culla, la sua mamma, la sua madre, il suo alveo
02:28ed è diventato qualche cosa
02:30e a volte lo è diventato, lo sono diventato, lo siamo diventati
02:34senza neanche accorgerci
02:35senza neanche sapere quali sono stati i passi che ci hanno portato a diventare ciò che siamo oggi
02:39e questo è un uomo che fa un percorso al contrario
02:43e piano piano riacquisisce talmente tanto sé
02:47che dal punto di vista simbolico a un certo punto riaffiora probabilmente alle sue labbra
02:52quello che è stato la lingua materna
02:56che altro non è che il latte, ciò di cui si è cibato, ciò che lo circonda
03:01per cui è un pochino anche simbolico questo lavoro
03:05ma io credo fortemente che questa sia un'emozione estremamente condivisa
03:09si possono fare tantissimi ragionamenti
03:12io devo dire che credo che la cosa più forte di questo film sia l'emozione
03:16l'emozione che ci prende anche in maniera completamente inaspettata
03:21sì in alcune scene che magari sono deliberatamente emotive
03:25ma io mi sono trovato a emozionarmi dove non c'era quasi motivo per emozionarsi
03:31e spero che sia la stessa cosa per il pubblico
03:33di fondo si va in sala per questo
03:36e spero che le persone abbiano la fiducia di andarlo a vedere
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