Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:00Il temibile asteroide Apophis, considerato fino a qualche anno fa a rischio di impatto
00:05con la Terra, si è trasformato per tre mesi in banco di prova per testare le nostre capacità
00:09di difesa planetaria. I risultati del test, coordinato dalla Rete Internazionale di Pericolo
00:14Asteroidi e l'Ufficio Coordinamento di Difesa Planetaria della NASA, sono stati pubblicati
00:19sul Planetary Science Journal. Tutto ha preso il via a dicembre 2020 e già dopo pochi giorni
00:24la rete di osservatori aveva segnalato la presenza di questo grande oggetto di 300 metri
00:29di diametro. 19 giorni dopo sono arrivate le prime stime attendibili della traiettoria
00:34e contemporaneamente l'ha messa in moto di tutta una serie di strumentazioni per caratterizzare
00:39il sasso cosmico sotto ogni aspetto, dalla composizione alla velocità di rotazione.
00:44Attivando sistemi radar e satelliti ideati appositamente per lo studio degli asteroidi, come Neowise,
00:50la rete è stata infine in grado di calcolare con precisione l'orbita ed escludere il rischio
00:54di impatto almeno per i prossimi 100 anni. L'esercitazione si è risolta con successo, ma
00:59ha fatto anche emergere due criticità. La prima è che l'uso di algoritmi più sofisticati
01:04avrebbe permesso di identificare il potenziale pericolo in appena 5 giorni. La seconda è
01:09invece legata alle attività umane. La coincidenza delle fasi di studio con il periodo natalizio
01:14ha sensibilmente rallentato i lavori. Ciò dimostra, si dice nelle conclusioni, l'importanza
01:18di realizzare una coalizione per la difesa planetaria che abbracci continenti e culture.
Commenti

Consigliato