00:00Sono stato in Donbass per due anni, dal 2015 al 2017, come internazionalista,
00:06per unirmi alla lotta che quel popolo sta conducendo contro il fascismo.
00:10In quei due anni hai combattuto anche utilizzando delle armi?
00:13Questa è una questione totalmente rilevante, perché quando uno sposa la causa,
00:17sposa tutte le articolazioni che questa ha.
00:19Io ho saputo della morte di un italiano alcuni giorni fa.
00:23Non si sapeva ancora l'identità, perché non c'erano le condizioni per far arrivare tutte le informazioni in piena
00:32sicurezza.
00:33Una volta che hanno confermato la notizia sull'identità, ci hanno chiesto di contattare la famiglia,
00:40lo abbiamo fatto e successivamente è stata resa pubblica la notizia.
00:44Edi Ongaro era un comunista, un antifascista e un internazionalista.
00:48E per questi motivi ha deciso di dare il massimo contributo possibile alla causa,
00:54anche abbandonando il suo paese e scegliendo di vivere altrove.
00:59In questi giorni si è parlato molto del fatto che avesse avuto dei problemi con la legge,
01:05che stesse scappando da questi, ma in realtà erano piccole cose, sciocchezze.
01:09Lui la sua scelta l'aveva fatta per motivazione ideologica.
01:12Ho conosciuto Edi nella primavera del 2015, quando lui si è unito alla Brigata Prizrak.
01:20Sono stato con lui per un paio di anni, fino a quando poi le nostre strade non si sono separate.
01:26Lui è rimasto in Donbass e io sono tornato in Italia.
01:30Lui aveva trovato la sua propria dimensione all'interno delle Repubbliche del Donbass.
01:34Come antifascista si sentiva realizzato, sentiva di poter fare qualcosa di davvero utile
01:39e ha voluto farlo fino alla fine.
01:41La popolazione locale ha accolto l'arrivo degli internazionalisti con un misto di stupore e gratitudine.
01:48Non pensavano che qualcuno dal mondo ricco, dal mondo occidentale, potesse accettare di lasciare tutto,
01:55mettere a repentaglio la propria esistenza per andare a aiutare proprio loro.
02:00E questo li ha rafforzati nella convinzione che la causa fosse giusta, la causa dell'antifascismo
02:06e che bisognava portare fino in fondo alla lotta.
02:08Eddie Ongaro ha combattuto per anni contro il fascismo.
02:12Si è distinto in varie occasioni, fino all'ultima fase, quella più acuta del conflitto, dove poi è caduto.
02:19Eddie aveva scelto il nome di battaglia di Bozambo.
02:22Ha preso in prestito quello di un partigiano della sua zona.
02:26Lui era di vicino Venezia.
02:28Questo perché Eddie aveva un legame profondissimo con la resistenza italiana.
02:32Era parte del suo DNA.
02:34Era un qualcosa che lo permeava in ogni sua singola attività.
02:38Ricorreva sempre, in ogni sua espressione, qualche riferimento alla guerra di liberazione,
02:44tanto dell'Italia quanto della Jugoslavia, perché erano i due paesi a cui era particolarmente legato.
02:49Perché la zona da cui veniva il Veneto orientale è sostanzialmente una zona di confine tra due mondi.
02:56E forse questa collocazione lo ha aiutato nel maturare la scelta internazionalista.
03:01Lui ha combattuto prima con la Repubblica Popolare di Lugansk.
03:05Successivamente si è spostato in quella di Donetsk, nel settore meridionale.
03:09e lottava appunto per cercare di garantire la sopravvivenza delle Repubbliche.
03:15Perché l'autoderminazione di quelle terre c'è stata otto anni fa,
03:19ma da otto anni sono sotto assedio da parte delle truppe ucraine
03:23che l'hanno bombardata incessantemente e hanno cercato in tutti i modi di distruggerle,
03:27colpendo anche in maniera molto pesante la popolazione civile,
03:30che ricordiamo l'ha avuto 14.000 morti, di cui 300 bambini in questi otto anni.
03:35Le Repubbliche Popolari sono nate come il tentativo di costruire un mondo migliore,
03:40di costruire uno Stato socialista.
03:41Poi sicuramente in corso d'opera ci sono stati tanti errori
03:44che hanno portato a una ridefinizione dell'impianto complessivo delle Repubbliche
03:49e forse anche a qualcosa che non è fedele a quanto originariamente progettato.
03:55L'ultima volta che ho sentito Eddie è stato a gennaio dell'anno scorso.
03:59Lui era un po' triste perché la situazione si era sostanzialmente impantanata,
04:04non c'erano stati sviluppi negli ultimi mesi della situazione al fronte
04:08e ci siamo confrontati sulle possibili, eventuali alternative che poteva avere.
04:15Gli internazionalisti sono l'antitesi dei mercenari,
04:19perché gli internazionalisti lottano per un ideale e lo fanno in uno slancio di generosità.
04:24I mercenari lo fanno per egoismo o economico o autocelebrativo, narcisismo, quello che sia.
04:30Quindi chi cerca di attaccare gli internazionalisti con accuse false lo fa per attaccare una causa.
04:36Gli italiani che hanno combattuto per le Repubbliche Popolari del Donbass,
04:39in questi otto anni sono stati alcune decine.
04:42S'hanno operato anche dei combattenti chiaramente di destra,
04:45ma questo non è un problema, non è una contraddizione.
04:48Anche nella resistenza italiana c'erano persone di destra e di sinistra, monarchici, anarchici,
04:54c'era di tutto.
04:54E' fisiologico in una guerra di liberazione nazionale.
04:59Ma questo non mette assolutamente in dubbio la bontà della natura antifascista delle Repubbliche,
05:05anzi la rafforza.
05:06Questi soggetti, se poi in Italia si presentano in una maniera e nel Donbass un'altra,
05:11è un qualche problema loro di carattere di comunicazione
05:14che magari dovrebbero aiutarci a capire quali sono le loro posizioni.
05:18In Donbass queste persone non dicono assolutamente di essere fascisti.
05:22Le loro prese di posizione pubblico sono molto articolate, variegate e fumose,
05:27però si dichiarano sempre dalla parte dell'antifascismo.
05:31Poi magari in Italia vanno dicendo cose diverse, ma questo è un altro ordine di problema.
05:35La Federazione Russa, a mio avviso, è sempre stato un vicino scomodo delle Repubbliche Popolari,
05:41però è stata anche la salvezza nel momento del bisogno,
05:44perché a febbraio di quest'anno le Repubbliche Popolari erano arrivate a un limite massimo di sopportazione.
05:52Se ci fosse stata una nuova offensiva ucraina, probabilmente sarebbero capitolate.
05:56Quindi in questa misura la Russia le ha salvate, però nel salvataggio ha chiesto un prezzo sicuramente molto alto.
06:03Indubbiamente ogni persona che vede il proprio paese invaso da delle forze straniere reagisce in maniera diversa,
06:10ma è innegabile che buona parte della popolazione ucraina abbia deciso di reagire nel modo più risoluto possibile,
06:17cioè cercando di arrestare l'invasione. È una scelta legittima e che va rispettata.
06:23È evidente che la Russia ha utilizzato il problema del nazismo in Ucraina per poter fare una sua manovra di
06:30carattere geopolitico.
06:31Tuttavia è altrettanto innegabile che in Ucraina in questi otto anni ci sia stato un serissimo problema con il nazismo,
06:38che l'Occidente non ha voluto vedere.
06:40E se questo problema fosse stato risolto per tempo, sicuramente Putin non avrebbe avuto il pretesto per poter invadere l
06:46'Ucraina.
06:46Eddie per me era anche un amico e come con tutti gli amici abbiamo avuto degli alti e bassi, abbiamo
06:52litigato, ci siamo ripresi più e più volte,
06:55ma tutte queste cose sono sciocchezze rispetto al legame che può essere costruito in situazioni estreme come quelle in cui
07:02abbiamo vissuto.
07:03Io vorrei che Eddie venga ricordato come comunista, internazionalista e antifascista, perché questa era la sua vera essenza.
07:10Ma noi che l'abbiamo conosciuto più da vicino lo ricorderemo anche per il suo grande spirito, per la sua
07:17gioia di vivere e per l'approccio scherzoso
07:22che aveva a tutto quanto, anche alle tragedie più grandi, anche alle tragedie della guerra.
07:28Lui nei momenti difficili riusciva sempre a trovare una parola di conforto per tutti e soprattutto riusciva a ricondurre a
07:35una dimensione più umana
07:36anche cose che tanto umane poi non sono. Lo faceva parlando di musica, parlando di culture e mondi lontani, che
07:45erano le sue grandi passioni.
07:46Era un viaggiatore e quindi adesso lo vogliamo salutare prima dell'ultimo viaggio.
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