00:00Una chiusura totale, un muro di omertà che appare insormontabile e che sembra minare,
00:05forse in modo definitivo, la possibilità di processare in Italia i torturatori e gli
00:10assassini di Giulio Regeni. L'ennesima doccia fredda sulla strada della verità sulla morte
00:15del ricercatore friulano ucciso al Cairo nel 2016 è cristallizzata in una nota di alcune
00:20pagine inviate dal Ministero della Giustizia al Gup di Roma in occasione dell'udienza a carico
00:25dei 4007 egiziani e che aveva come oggetto il nodo relativo alle notifiche degli atti
00:30agli imputati. Il di Castero di Via Renula, rispondendo al giudice che nel gennaio scorso
00:34aveva chiesto al governo di verificare la possibilità di una interlocuzione con le autorità del Cairo,
00:40mette in fila tutti i no ricevuti dalle autorità cairote nelle ultime settimane e in particolare
00:45il rifiuto di collaborare nell'attività di notifica degli atti. Gli egiziani non hanno
00:49dato alcun riscontro alla lettera inviata il 20 gennaio scorso dalla Ministra Marta Cartabia
00:54con la quale ha chiesto un incontro al Cairo sulla vicenda. Inoltre il 15 marzo il direttore
00:59della cooperazione giudiziaria italiana si è recato ad un incontro in Egitto durante il
01:04quale gli è stato comunicato che sulla vicenda la competenza è della procura generale per la
01:08quale il caso Reggeni è chiuso e non è possibile effettuare ulteriori indagini sui
01:13quattro indagati in Italia. Una situazione di totale chiusura che ha portato il giudice a
01:17sospendere il procedimento e disporre un lungo rivio al prossimo 10 ottobre.
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