00:00Non esiste un posto fisico che si chiama Resia, ma esistono le sue frazioni, esistono i suoi borghi e i
00:05suoi abitanti.
00:06Siamo portatori di una cultura secolare che fa dire a un resiano alla domanda chi è, risponderà da yes del
00:13nasce, siamo dei nostri.
00:16Ma siamo anche cittadini del mondo, per cui davanti ai fatti tragici di questi giorni ci sentiamo in dovere di
00:22dover dare una mano,
00:24perché in passato l'abbiamo ricevuta tante volte, sappiamo che cosa vuol dire essere profughi perché con il 17, la
00:32disfatta di Caporetto,
00:33i nostri avi hanno dovuto lasciare le loro case e sono rientrati dopo un paio d'anni senza sapere che
00:39cosa avrebbero trovato.
00:40Abbiamo un gemellaggio, un accordo di amicizia con la città di Friasino, che è una cittadina nell'Interland Moscovita.
00:47Ci sono stati incontri sia in Russia sia qui, diverse parole della nostra lingua e del russo ci accomunano,
00:57ma in questo momento non li abbiamo sentiti da un paio d'anni, in particolare per il problema del Covid,
01:03ma abbiamo mantenuto i contatti con la segreteria del Consulio Onorario russo a Udine.
01:08Siamo persone che hanno imparato dai fatti della storia quanto sia importante avere momenti di incontro,
01:17trovare soluzioni ai problemi e la soluzione oggi non è la guerra,
01:22ma bisogna ritornare ad avere momenti di dialogo e costruire cammini di pace.
01:27Quello che le persone, le piccole persone, come potrei definirle, nelle vite quotidiane di ogni giorno,
01:34cercano da sempre di poter portare avanti, perché è questo che ci hanno insegnato i nostri avi
01:41ed è quello che noi continuiamo a fare nel quotidiano,
01:44aprendoci a un mondo che è in cambiamento, ma che ha bisogno di costruttori di pace,
01:50di persone che trovano soluzioni ai problemi e aiutano le persone nel momento della difficoltà .
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