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  • 1 giorno fa

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Trascrizione
00:00Questa camera è un luogo isolato, appartato, più confortevole in modo tale che ci possa
00:06essere un contatto tra i parenti e il paziente morente. Durante il Covid non è stato così
00:14facile mettere a contatto, per ragioni che potete immaginare, i parenti e i pazienti
00:21che si spegnevano. Invece durante questa ultima fase si è pensato di mettere a punto una stanza
00:31da dedicare a questa parte così delicata della vita delle persone, sia la persona che si spegne,
00:39che se ne va, ma soprattutto a chi rimane. Elaborare il lutto è un problema importante,
00:45è fondamentale perché nelle prime ondate ricordiamoci che c'è gente che è stata salutata all'ingresso
00:52del pronto soccorso ed è drammatico. Non dico che bisogna tornare a morire come i patriarchi,
00:57con attorno tutta la propria famiglia, ma almeno avere un conforto ed essere vicini e vedere
01:03questa persona che è stata accanto a noi per tanto tempo e poterla in qualche modo salutare,
01:09anche se così soltanto simbolicamente, ci pare un aspetto molto importante.
01:14Qui siamo praticamente in una vecchia sala operatoria, l'altra sala operatoria di Tadipiupia
01:20che abbiamo utilizzato come stanza jolly inizialmente, nel senso che quando arrivavano i pazienti
01:26li attrezzavamo in questa postazione e poi col tempo è diventata anche la stanza dove
01:33permettevamo l'isolamento dei pazienti che stavano morendo per permettere il contatto con i familiari.
01:42Ovviamente stiamo parlando di pazienti che siano già negativizzati. La stanza è attrezzata
01:47assolutamente come la postazione di terapia intensiva, c'è il monitor, c'è il ventilatore,
01:52tutte le strumentazioni necessarie. Praticamente una volta che il paziente viene portato qui
01:58si permette l'ingresso dei familiari anche facendoli turnare. I familiari rimangono qui,
02:07possono rimanere fatto tutto il tempo, a volte stiamo parlando di qualche ora, a volte si parla
02:14anche di qualche giorno. L'unico filo comunicativo era la telefonata che noi facevamo più o meno
02:20di pomeriggi a un solo familiare spiegando la situazione. Tutto il processo sia di guarigione
02:29ma anche di fine vita era negato totalmente, spesso per mesi, perché anche il paziente che guariva
02:39non tornava immediatamente a casa, c'era un processo molto più lungo. È una terapia che non è una terapia
02:45del processo di fine vita per il paziente, è una terapia per i familiari che hanno un ricordo,
02:53un ricordo che possono maneggiare, mentre prima era il buio più totale.
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