00:00La parola dignità , pronunciata 18 volte e una serie di termini semanticamente legati
00:06come democrazia, repubblica, costituzione, sono i perni attorno ai quali è costruito
00:11il discorso del presidente Sergio Mattarella per il giuramento davanti alle camere. Tutti
00:16termini che rimandano al personalismo cristiano di Meunier e Maritain, le radici culturali
00:21del capo dello Stato, la cui allocuzione è stata segnata da 55 applausi dei grandi elettori
00:27ed ha un'ovazione finale di quasi 5 minuti che ha ricordato quella interminabile al teatro
00:31alla Scala lo scorso 6 dicembre. Mattarella ha ripetuto la parola Parlamento
00:36otto volte facendo una lezione di diritto costituzionale. È il luogo dove si costruisce il consenso attorno
00:42alle decisioni che si assumono, il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette
00:46nelle istituzioni ciò che di vivo cresce nella società civile. Ripetute sei volte anche le
00:51parole costituzione e democrazia, responsabilità è un'altra parola pronunciata sei volte,
00:57così come impegno e unità , ha segnato la seconda parte del discorso, vale a dire l'appello
01:02anche alla società civile, famiglie, sindacati, imprese, perché siano parte dello sforzo di
01:07migliorare il nostro paese assieme alle istituzioni. Tra i temi toccati da Mattarella
01:12anche quello della dignità e delle disuguaglianze. La lotta ad esse e alla povertà devono essere
01:18l'asse portante delle politiche pubbliche, ha spiegato nel discorso di fine anno. Mattarella
01:22aveva concluso invitando i giovani ad afferrare il proprio futuro. Davanti alle camere ha ripetuto
01:28cinque volte la parola giovani. Nella sua allocuzione Mattarella ha infine rivolto i sentimenti di
01:33gratitudine del popolo italiano e dedicato l'ultimo passaggio del discorso a David Sassoli.
Commenti