00:00Una maratona negoziale per portare a casa un pacchetto energia pulita o è che, ironia
00:06della sorte, finisce per allungare la vita delle centrali elettriche più inquinanti
00:10a carbone sino al 2030. Il bicchiere però è anche mezzo pieno perché per la prima
00:15volta passa nero su bianco il principio che, sebbene più là nel tempo di quanto originariamente
00:20previsto, chi inquina non avrà più diritto a usufruire dei sussidi pubblici. È l'esito
00:26del compromesso strappato con le unghie dalla presidenza Estone dell'UE, bocciato però
00:31senza appello dagli ambientalisti di Greenpeace e WWF e di cui lo stesso commissario UE a Clima
00:37ed Energia, Miguel Canete, ha lamentato un livello di ambizione insufficiente. L'Italia, che ha
00:43dato il suo bene placito all'intesa, vede riconosciute in parte le ambizioni per l'addio al carbone
00:48fissato nel 2025 e allo stesso tempo garantiti i sussidi per la sua decina di centrali a carbone
00:54di cui diverse Enel, per l'industria dei combustibili fossili. In Natale è arrivato in anticipo,
01:00ha commentato Luca Iacoponi di Greenpeace, accusando l'Italia di aver giocato un ruolo
01:05molto marginale. È un accordo veloce e sporco, dice il WWF, che di fatto permette agli impianti
01:10più inquinanti di continuare a funzionare usando denaro pubblico.
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