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  • 1 giorno fa

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Trascrizione
00:00Il fatto del giorno è scontato, insomma, il referendum non è soltanto una notizia più
00:07importante della politica, ma è anche, e lo dico un po' a sorpresa, un fatto che ha
00:15appassionato gli italiani, come non si vedeva da tempo, il 70% di affluenza alle urne, un
00:20referendum è un dato straordinario, quindi forse anche noi giornalisti abbiamo sottovalutato
00:27l'interesse che c'era attorno a questo appuntamento referendario e al tema della modifica della
00:36Costituzione. La Gazzetta di Parma in questa campagna referendaria ha mantenuto una posizione
00:43neutrale, come tutti possono vedere, abbiamo sempre pubblicato interventi a favore del sì
00:53no, oggi è il momento in cui però qualche riflessione la dobbiamo fare, allora su perché
01:01abbia vinto il no credo che si siano già espressi tutti nelle varie maratone televisive di ieri
01:08sera e di oggi, un voto probabilmente anche di protesta per la crisi, per l'insoddisfazione
01:16nei confronti del governo eccetera. Ma oggi siamo di fronte a un fatto sul quale ci stiamo
01:25un po' tutti interrogando che è l'uscita di scena di Matteo Renzi, noi siamo abituati
01:30a vedere Presidenti del Consiglio che si dimettono e governi che cadono, questa volta però l'uscita
01:38di scena di Renzi ci impressiona particolarmente perché Renzi è giovanissimo, ha 41 anni, ne
01:45compie 42 in gennaio ed è entrato sulla scena politica, anzi ha fatto irruzione sulla scena
01:52politica solo due o tre anni fa, da poco tempo, si è imposto come rottamatore, come
01:58il nuovo che avanza, come l'uomo che stava rinnovando la sinistra e che stava piacendo
02:03anche a destra, è entrato con una forte carica di simpatia, gli italiani hanno dato una grossa
02:10apertura di credito all'europea del 2014 dove il PD ha preso il 40% dei voti, il record
02:19storico per il partito, oggi invece ha perso e ieri ha annunciato che si dimette, ma siamo
02:27sicuri che è finita l'epoca di Renzi? Sulla Gazzetta di domani proviamo a riflettere
02:35su questo tema perché ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione, intanto chi sono
02:42i suoi rivali, fronte del no, non sto parlando di chi ha votato no, sto parlando dei leader
02:48politici che hanno fatto campagna per il no, uno è Matteo Salvini che ha posizioni difficilmente
02:57conciliabili in modo da ottenere una maggioranza di governo, poi ci sono D'Alema e Berlusconi
03:03che non sono propriamente il nuovo che avanza, poi c'è Bersani che ha votato questa riforma
03:11tre volte in Parlamento salvo poi fare propaganda per il no al referendum e anche lui non è
03:16esattamente di primo pelo, poi ci sono i grillini, c'è Di Maio che pensa che Pinochet sia stato
03:25un dittatore venezuelano, c'è Di Battista che ha fatto la campagna in difesa della Costituzione
03:32dicendo che la Costituzione fu votata nel 1948 a suffragio universale dagli italiani, cosa che
03:40avrebbe comportato una bocciatura in quinta elementare, pure Di Battista è il candidato
03:44numero uno, pare a essere il premier per i 5 Stelle. Insomma Renzi ha un fronte di rivali
03:54non fortissimo e molto divisi fra loro, rivali che non si metterebbero d'accordo neanche per
03:59giocare a carte a un tavolo insieme. E poi c'è un altro particolare, Matteo Renzi ha preso
04:07praticamente il doppio dei voti che prese alle europee di due anni fa, perché il 40% anche
04:12stavolta, ma su un elettorato del 70% dei votanti ha preso 13 milioni di voti e sono
04:21tutti voti suoi, perché era da solo in questa campagna referendaria, era lui contro tutti
04:27gli altri, quindi è un uomo giovane che ha credibilità internazionale, che ha fatto moltissimi
04:33errori e che ha perso a causa di questi errori, anche di un atteggiamento di spocchia che gli
04:40italiani non hanno gradite, però forse è presto per considerare archiviata la sua esperienza
04:46politica, perché ha età, carisma e tanti, tanti voti. Forse sentiremo ancora parlare di lui.
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