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  • 1 giorno fa

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Trascrizione
00:00Allora, principalmente siamo stati invitati, io e un mio amico che si chiama Stefano Conti,
00:05dal direttore, ex direttore, nonché costruttore di Alma e Paranal, questi due osservatori
00:11astronomici in Cile. Sono stati costruiti da ESO, che è l'European Southern Observatory,
00:20che è un'organizzazione che studia il cielo australe. E quindi la nostra missione era
00:27quella di portare una macchina fotografica per Expo, in modo che fotografasse gli osservatori
00:35in tempo reale e da Milano potessero scattare fotografie in tempo reale del cielo e del Cile.
00:41Ecco, questa missione fotografica, diciamo, quando si è svolta?
00:45Si è svolta dal 1 al 9 aprile. Siamo stati appunto sul tetti di questi osservatori, con gli scienziati
00:51anche al nostro servizio, quindi è stata un'esperienza molto interessante e abbiamo posizionato questa
00:56macchina fotografica che ci ha dato NITAL, cioè il Nikon Italia, in modo da poter fare
01:01queste prove di trasmissione per Expo. Siamo stati anche in videoconferenza con i rappresentanti
01:06dei ministri e degli ambasciatori del Cile e direttamente loro hanno potuto scattare fotografie
01:11del cielo e del Cile comodamente seduti sulla loro scrivania. E quindi forse torneremo a completare
01:19questo progetto. Quindi è un progetto proprio inedito, ovviamente è la prima volta che viene
01:26fatto con queste caratteristiche. Sì, perché là è presente una webcam che filma e può riprendere
01:35l'osservatorio. Il problema è che fotografare il cielo notturno una webcam tradizionale non
01:40lo può fare, quindi abbiamo portato una delle ultime macchine più sofisticate di Nikon
01:45per poter riprendere al meglio la Via Latte e le stelle nel cielo notturno del Cile e poterlo
01:51scattare comodamente da Milano. Sono sofisticate queste macchine dal punto di vista della potenza
01:58o della sensibilità, diciamo così, spiegaci qualche dettaglio tecnico se si può.
02:03Sì, principalmente la sensibilità di queste macchine. È uscita appunto una che si chiama
02:09810A, che è studiata apposta per fare la fotografia astronomica. Non avevamo ancora
02:14questo modello, ma abbiamo il modello precedente che è comunque altrettanto valido e quindi
02:18abbiamo fatto le prime prove di trasmissione e abbiamo visto che comunque i risultati
02:21erano ottimi. Da qua il progetto speriamo che parta in modo che per Expo sia possibile
02:28fotografare dal padiglione del Cile direttamente, dato che qui sarà giorno e la sarà notte, potranno
02:33scattare i visitatori delle foto del cielo notturno in Cile direttamente sugli osservatori.
02:39In più potranno addirittura comandare la macchina e impostare a piacimento il tipo di
02:43scatto che vorranno fare. Questi osservatori sono a una buona altezza, diciamo, vero?
02:49Sì, sì, sono molto in alto. Sono stati costruiti sulle Ande, in Cile, nella zona del deserto
02:56della Catama. Quanti metri? Allora uno è a 5100 metri, l'altro circa 2600 metri. Quello
03:03più in alto è ALMA, che sta a indicare a Catama Large Millimeter Array, cioè un gruppo
03:10di radiotelescopi di 66 unità che fotografano lo spazio profondo. Ed è stato scelto appunto
03:16il deserto della Catama perché è tra i più aridi al mondo, se non il più arido al mondo,
03:20in una zona che non piove da circa 400 anni. E quindi la possibilità di fotografare senza
03:26nuve il cielo notturno è molto più alta di qualsiasi altro luogo nel mondo.
03:31Salire a 3000 metri o 5000 metri non è cosa di tutti i giorni, almeno per noi che abitiamo
03:39a Parma e ai dintorni. Ecco, com'è stato da questo punto di vista la tua esperienza?
03:44Beh, è stata abbastanza traumatica perché comunque si può tranquillamente salire a oltre
03:495000 metri. Il problema è che bisogna ambientarsi. Noi per ambientarci abbiamo avuto solo un giorno,
03:53quindi abbiamo fatto una tappa all'Alma Camp, abbiamo dormito lì e il giorno seguente siamo andati
04:00direttamente a vedere i radiotelescopi a oltre 5000 metri. E avevamo bombole d'ossigeno con noi in modo
04:07che ogni tanto potevamo tirare qualche boccata di ossigeno e andare avanti nella nostra attività.
04:12Dopo comunque una visita medica a 3000 metri di altitudine che misurava l'ossigenazione del sangue
04:20perché se il sangue non è sufficientemente ossigenato si corrono incontro a grossi rischi
04:25e quindi fortunatamente abbiamo superato questo esame e siamo potuti salire. Nello scendere
04:31quando siamo arrivati ai 5000 abbiamo fatto le nostre fotografie, eravamo abbastanza entusiasmati
04:36dal momento e quindi non ci siamo accorti di quello che ci sta succedendo. In realtà ci siamo affaticati
04:41tantissimi, nello scendere siamo stati parecchio male, quindi nausea, vomito, mal di testa molto
04:46molto forte. Il giorno dopo per fortuna siamo scesi e abbiamo recuperato completamente.
04:50C'è stato qualche imprevisto, intoppo, una cosa che pensavi di questa esperienza sarebbe stata migliore
04:58invece se magari qualcosa ti ha deluso per dire così?
05:01No, è stato veramente tutto meraviglioso, sia il viaggio sia l'esperienza nei due osservatori.
05:06Chiaramente i primi giorni sono rimasti in difficoltà perché non essendo stato bene per l'altitudine
05:11la stessa notte io pensavo di tornare a casa perché non stavo assolutamente bene.
05:16Poi in realtà il giorno dopo per fortuna mi è passata.
05:19Ti sei convinto?
05:19L'unico in Gippo è stato sì il primo giorno all'altitudine che fisicamente mi ha un po' provato
05:24però per fortuna dopo è passato tutto.
05:28Poi avere anche l'onore di essere accompagnato dal costruttore, nonché direttore, è stato
05:33veramente molto importante perché abbiamo avuto accesso un po' a tutte le aree degli osservatori,
05:37ci ha descritto in maniera peculiare tutte le organizzazioni, le attività che si svolgono
05:43in questi osservatori che una persona finché non c'è fisicamente presente non si rende
05:49conto di quanto sia impegnativo non solo vivere e studiare in questi posti ma anche tutte
05:54le attività in retroscena che ci sono dietro per la costruzione di questi osservatori che
05:59è durata decenni, tant'è che il prossimo sarà ultimato, si pensa, tra una ventina d'anni.
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