00:00Io direi che pur essendo nato alla fossa Stanislao ha portato Bibiano nel mondo e io non mi ricollego
00:18a tante cose facendo questa affermazione, ma mi ricollego a qualche vicenda recente, potrei
00:30citare il fatto che il più importante gallerista di fotografia di New York abbia delle sue foto,
00:41però cito due episodi molto semplici che danno l'idea del valore di Stanislao, anche
00:51se il valore di Stanislao sta in altre cose di cui parlerò dopo. Una è che qualche anno
00:58fa conoscevo per ragioni di lavoro, per l'attività che svolgevo, il direttore del museo di Barcellona
01:08e lui stava facendo una mostra sulla fotografia italiana, spagnola, francese, eccetera, del
01:21dopoguerra, dell'immediato dopoguerra. Non conosceva Stanislao Farri. Io gli mandai alcune
01:28immagini e immediatamente arruolò Farri per una mostra a Barcellona.
01:36L'altro ricordo è che un anno e mezzo fa stavo facendo un servizio sull'arte nel
01:48canton Ticino in Svizzera e mi capitò di entrare, di andare a parlare con quello che è il più
01:56importante gallerista della fotografia, che è specializzato in fotografia di Lugano. Non
02:03so come, non so perché, si arrivò a parlare di Farri. Io pensavo che non lo conoscesse
02:12e invece lo conoscevo e mi disse, io c'ho, chiudo nel cassetto, una decina di fotografie
02:17sue che ho comprato e che mi tengo lì, perché verranno buone. È un signore che fa i più
02:25grandi maestri della fotografia a livello internazionale. Quindi, Farri ha portato Bibiano
02:32nel mondo. Credo che, per tenerla breve però, questa sua capacità di essere riconosciuto
02:47nel mondo, pur con delle caratteristiche, come si può dire, che remano contro l'essere riconosciuto,
02:55perché chi conosce Stanislao sa benissimo che non è un, come si dice in inglese, un promoter,
03:04non si promuove, non frequenta i social networks, non ha mai imparato a essere cortigiano, come
03:17delle volte può essere utile per affermarsi. Ha solo usato i mezzi che lui pian piano ha
03:28imparato, che si è conquistato, perché questo signore praticamente, partendo da una macchinetta
03:37fotografica di cui parla nel catalogo di legno, è arrivato a possedere, a padroneggiare il linguaggio
03:48della fotografia da un lato, quindi l'inquadratura, quindi la scelta della luce, e dall'altro quella
03:57capacità straordinaria che hanno i fotografi, che si stampano da soli le fotografie in camera oscura.
04:04Adesso è molto più facile con quell'accidente che si chiama Photoshop, alzare i toni a passare,
04:16cambiare. Adesso, ricordate, nella storia sapete tutti che ci sono stati certi signori dittatori,
04:28di Stalin, eccetera, e altri, che hanno cancellato delle persone che erano vicino a loro in certe
04:35fotografie perché erano caduti in disgrazia ed era inopportuno che passassero alla storia
04:42accanto a loro. Adesso avranno dovuto scomodare non so che cosa, adesso è questione di qualche
04:48secondo per riuscire a sradicare la memoria di qualcuno e cancellarla. Stanislao non ha
04:57questi, come si può dire, non ha queste capacità di promozione, eccetera, eccetera, ma ha avuto
05:05una tenacia di imparare a stampare le foto, non solo, partendo dai piatti sbrecciati che
05:12sua madre gli dava e dove lui metteva l'acido per sviluppare le pellicole e poi, però non
05:22lo sto a raccontarlo perché vi annoierei e non credo che lo farà neanche lui se prende
05:27la parola, per esempio per conquistarsi alla fine degli anni settanta la capacità di stampare
05:36il colore, negli anni ottanta e poi a Reggio Emilia. Stanislao è arrivato prima, il sindaco
05:43ha ricordato una cosa che è vera, che è verissima e che vi dà un'idea di questo uomo.
05:55Quando un anno fa facemmo a Reggio la mostra, qualcuno qua prima aveva un catalogo, che
06:06delle fotografie che lui ha fatto dei ponti e della stazione ferroviaria di Calatrava,
06:15mi ricordo che quando andavamo a vedere lo spazio, questa mostra è stata fatta di fianco
06:23alla storia per intenderci, lui a un certo punto mi disse fermati, c'è una fotografia da fare,
06:34se voi andaste in giro con Fabio come mi è capitato, questo refrain lo avreste sentito
06:41centinaia di volte, ah qui ci sarebbe una bella fotografia da fare, perché lui chiaramente
06:48dopo tanto tempo ma anche prima credo, guarda e vede con gli occhi dell'immagine da salvare.
06:58E allora ha detto, beh dico fai la fotografia, dice no adesso non c'è la luce giusta, è
07:04tornato, qualche giorno dopo, sapendo che la luce giusta era, ma ha detto anche alle
07:105, alle 5 e mezzo, alle 6 del pomeriggio ha fatto la fotografia ed è una delle sue fotografie
07:15che lui con una certa civetteria dice non piacciono a nessuno, perché sono quelle fotografie astratte,
07:22sapete dove voi fate fatica a capire cosa ci sia insomma. Ecco, Stanislao è questo, quindi
07:31ha 91 anni ormai, no? Chiamo a 90 e mezzo, a luglio, a luglio 91, lui vuole ancora fare
07:40delle fotografie, gli restano delle fotografie da fare, e perché le vuole fare? E qua finisco,
07:48perché, mi accennava prima il sindaco, Stanislao ha sempre avuto, quando ha fatto delle fotografie,
07:58certo, se voi leggete il suo percorso, potreste vedere un'evoluzione, no? Da una fotografia,
08:06chiamiamola neorealista, a una fotografia molto colta, le famose fotografie che non piacciono
08:14nessuno, no? Quelle fotografie, diciamo, dove lui va a cogliere le forme che noi non vediamo,
08:21che ci sono in tutte le cose. Però al di là di questo, costante, fin dall'inizio, fin dal 1940,
08:32quando ha cominciato, la sua idea fissa era quella che la fotografia serve per salvare la memoria.
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