00:00Il segno italiano, moderno per tradizione. È questo il titolo della Due Giorni organizzata al Teatro Reggio in occasione del
00:07bicentenario della morte di Gian Battista Bodoni, stampatore, editore, disegnatore, incisore e designer di font tipografici, celebre in tutto il
00:15mondo.
00:15L'obiettivo è quello di indagare cultura, arte e saper fare tipicamente italiani, per poi farli illustrare ai giovani da
00:22grandi nomi dell'imprenditoria con il vicepresidente del gruppo Barilla, del design con Massimo Vignelli e Marta Bernstein e dell
00:29'informazione, a rappresentare la quale vi era il vicepresidente del noto quotidiano americano The Washington Post che ci ha parlato
00:35del futuro dell'editoria.
00:40Non penso che i quotidiani siano destinati a distinguersi, ma credo che semplicemente dovrà cambiare il modo di produrre le
00:46notizie, così come è cambiato il modo di fruirle.
00:49Oggi ci si informa su smartphone e tablet. Troppi giornalisti scrivono ancora pensando solo al prodotto stampato, ma il mondo
00:57dell'informazione è andato avanti, di pari passo con la rivoluzione tecnologica.
01:03La fondazione Cari Parma ha voluto essere presente e sostenere questa iniziativa per diverse ragioni. La prima è sicuramente quella
01:11di valorizzare il ricordo di un nostro concittadino di adozione, cioè Gian Battista Bodoni, che ha tracciato per Parma e
01:19per tutto il mondo un segno indelebile nell'editoria, nella grafica e nella tipografia.
01:24Domani a parlare del legame tra Bodoni, Parma e giornali saranno prima l'amministratore delegato della Gazzetta di Parma Matteo
01:30Montan, poi il direttore Giuliano Molossi, a seguire l'intervista a Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, ed
01:36infine il direttore generale della RAI Luigi Gubitosi.
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