00:00I casi di giovanissimi coinvolti in brutali omicidi commessi senza un movente chiaro,
00:05quantomeno con moventi definiti non tradizionali, negli ultimi anni sono numerosi.
00:10Ragazzi che uccidono loro coetani da solo in gruppo, che con fredda premeditazione mettono in atto stragi familiari.
00:17Tragici episodi che raccontano di un profondo senso di inadeguatezza, ma anche di rabbi e angoscia,
00:23di un narcisismo che diventa patologico.
00:25A raccontarlo nel suo ultimo libro è la nota a criminologa Roberta Bruzzone,
00:30che ha parlato di quella che chiama l'epoca della rabbia anche a Parma, a Palazzo del Governatore.
00:36La maggior parte dei ragazzi che uccidono dopo l'omicidio sta bene.
00:40Molti sono portati a pensare che siano sconvolti dalla gravità di quello che hanno fatto,
00:47provino senso di colpa, siano angosciati. No, in realtà non è così.
00:52Immediatamente dopo l'atto di onnipotenza, perché l'omicidio questo è, la dimostrazione a sé
00:57di essere in grado di interferire nella vita degli altri in maniera onnipotente.
01:01L'omicidio è la forma più estrema di controllo e potere sulla vita di qualcun altro.
01:05In realtà subito dopo stanno molto bene.
01:08Sono soddisfatti.
01:09Il selfie dell'assassino è il modo per celebrare quel momento di massimo potere.
01:15Dura poco, perché poi subentrano chiaramente le conseguenze delle loro azioni,
01:18quindi sono messi davanti a tutta una serie di fattori tutt'altro che piacevoli.
01:23Ma è un aspetto contingente.
01:24Nell'immediatezza, subito dopo l'omicidio, quel senso di potere li fa stare bene.
01:29L'evento realizzato dall'associazione La Caramella Buona, Roberta Bruzzone,
01:33ha raccontato casi ed episodi cercando di indagare motivazioni, segnali anticipatori e simboli.
01:39che non è rimasto.
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