00:00Aveva chiesto la disdetta della linea telefonica fissa, ma l'operatore non aveva cancellato i suoi dati,
00:06addebitandole per dieci anni in bollette di un'utenza quindi sconosciuta per oltre 3.000 euro complessivi.
00:12Risultato finale, rimborso delle somme ingiustamente prelevate e risarcimento danni di 1.000 euro.
00:18E' quanto ottenuto da una donna parmigiana con l'aiuto di confconsumatori.
00:22La controversia risale al periodo tra marzo 2008 e febbraio 2018,
00:26quando la compagnia telefonica aveva continuato ad adibitare sulla carta di credito della consumatrice
00:32l'importo di diverse fatture di una linea fissa sconosciuta e associata a un indirizzo a lei estraneo.
00:38La donna, tra il 98 e il 2002, era stata effettivamente cliente dell'operatore telefonico,
00:44ma nel 2002 si era trasferita in un'altra città e di conseguenza aveva richiesto la disdetta dell'utenza telefonica.
00:50Dopo aver scoperto gli addebiti non autorizzati per oltre 3.000 euro,
00:54si era così rivolta a confconsumatori per la tutela dei suoi diritti e chiedere la restituzione delle somme.
01:00Dopo avere inutilmente proposto il reclamo, confconsumatori, tramite i suoi legali,
01:05aveva avviato la procedura di conciliazione paritetica,
01:08conclusa però con esito negativo per colpa della condotta omissiva della società telefonica.
01:14A questo punto la consumatrice, assistita dall'avvocato Antonio Cagna,
01:18ha intrapreso un'azione civile davanti al giudice di pace di Parma,
01:21chiedendo la condanna della società telefonica e la restituzione delle somme indebitamente prelevate,
01:28richieste accolte con la condanna della società telefonica.
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