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  • 5 anni fa
Nell'area non piu' un vertice, la rete del terrore cambia pelle
Trascrizione
00:00La testa del serpente è stata tagliata, Abu Bakr al-Baghdadi è morto, ma questo non significa
00:05che la minaccia sia finita. Anzi, l'Isis è vivo e rimane presente, pericoloso, con cellule
00:10clandestine attive soprattutto tra Siria e Iraq, dal Mediterraneo alla Mesopotamia, e
00:14sta cambiando pelle. Da quando il sedicente Stato Islamico è stato dichiarato sconfitto
00:18militarmente in Iraq nel dicembre 2017, in Siria nel febbraio 2019, si sono rincorse
00:24a più riprese voci sulle sorti del califo e sui suoi possibili successori, ma nessun
00:28nuovo leader dell'Isis è finora emerso come figura indiscussa. L'organizzazione non sembra
00:33più guidata da un vertice, ma da una serie di capi locali, e questo perché si sta adattando
00:37ai diversi contesti. Dalla regione mediterranea alla valle delle
00:40offrate tra Siria e Iraq fino alla regione irachena confinante con l'Iran, Baghdadi era
00:45iracheno e l'Isis alla sua culla proprio nell'area centro-occidentale di questo Stato, ad Anbar, ancora
00:50oggi sua roccaforte. A est e a ovest del confine siro-iracheno l'Isis gode inoltre di una relativa
00:56legittimità da parte di alcuni settori delle comunità locali arabe e sunnite. Dopo decenni
01:00di marginalizzazione e anni di guerra al terrorismo, infatti, milioni di questi siriani iracheni
01:05non hanno finora visto nessuna alternativa di sviluppo proposta dai governi centrali,
01:09né dalle forze kurdo-siriane, né tantomeno dai paesi stranieri che operano nella regione.
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