00:06Non tutti sanno che il Teatro Farnese fu inaugurato il 21 dicembre 1628 con una rappresentazione
00:15che potesse essere centrale nelle vicende del teatro barocco italiano e voluto per celebrare
00:20le sontuose nozze di Odoardo Farnese con Margherita de' Medici.
00:28L'evento creato dal poeta di corte Claudio Achillini doveva magnificare una corte provinciale
00:35ma con ambizioni di una nuova Roma.
00:37Lo spettacolo narrava la favola di Mercurio e Marte e aveva come elemento principale una
00:43sensazionale naumachia finale per la quale lo spazio centrale del teatro fu invaso d'acqua.
00:55Grazie alle sofisticate macchine idrauliche create dall'architetto Giovanni Battista Aleotti
01:01fu il trionfo di complesse macchine di scena che svilupparono uno spettacolo allegorico-mitologico
01:07accompagnato dalle musiche di Claudio Monteverdi.
01:15La mirabolante naumachia finale cominciò dopo il torneo equestre con mostri marini ed una
01:22cruenta battaglia navale per la quale venne allagata la platea con migliaia di litri di
01:26acqua succhiati dal torrente e pompati tramite serbatoi posizionati al di sotto del palcoscenico.
01:33I migliaia di litri tratti dalla Parma entrarono nel teatro suscitando terrore e meraviglia
01:38nel pubblico. Molti dei 6.000 titolatissimi invitati si spaventarono, temendo che il palazzo
01:44potesse collassare su se stesso.
01:51Il teatro, dopo quel Natale del 1628, fu utilizzato solo altre otto volte per poi precipitare
01:58silenziosamente, negli anni, nella rovina.
02:06La grandiosa macchina barocca venne abbandonata definitivamente quando Nicola Bettoli venne
02:12incaricato dalla duchessa Maria Luigia di costruire il teatro ducale, l'attuale teatro regio, inaugurato
02:19nel 1829. Durante i suoi primi due secoli il teatro farnese fu però cercato e visitato,
02:32in una sorta di pellegrinaggio gotico da principi, artisti e letterati che si aggirarono tra i
02:38colori sbiaditi delle tele dipinte, la polvere ed il legno spaccato delle architetture.
02:43Al sogno di grandezza e strumento di propaganda farnesiana fu riservato il più effimero dei
02:49destini che lo scrittore inglese Charles Dickens, che vi entrò nella sua tappa parmigiana in
02:55una piovosa giornata del novembre 1844, commentò così con la sua penna. Il soffitto crepato,
03:02i palchi cadenti, umidità e muffa che tracciano spettrali mappe sui pannelli, i topi che si
03:08aggirano, l'odore di terra, il palcoscenico marcio. Chiuse la sua recensione con una
03:13frase tremendamente romantica verso quello che era nato per essere il più pomposo teatro
03:18barocco d'Europa. Se i fantasmi recitassero, questo sarebbe il loro spettrale palcoscenico.
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