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  • 5 anni fa
Intanto Trump vuole dna degli immigrati nelle carceri federali
Trascrizione
00:01Apple non esisterebbe senza l'immigrazione. Steve Jobs, il suo fondatore, era infatti
00:05figlio di un immigrato. Cupertino scende così in campo a fianco dei Dreamer e sfida
00:10Donald Trump davanti alla Corte Suprema. L'affondo arriva mentre il presidente americano
00:14dà il via libera alla raccolta del DNA degli immigrati nelle carceri federali. Le loro
00:18informazioni confluiranno nel database nazionale per i reati dell'FBI usato dalle autorità
00:23per l'identificazione di criminali. Una decisione, quella del tycoon, immediatamente criticata
00:29dalle associazioni per gli immigrati e quelle per la tutela della privacy, che affermano
00:33che l'autorizzazione consente il prelievo del DNA anche dei bambini e mette perciò a rischio
00:38una fascia già vulnerabile della popolazione. Senza contare che la massiccia raccolta di
00:43DNA si traduce in una sorveglianza contraria ai principi di base della libertà, della fiducia
00:48e di una società autonoma. In questo contesto arriva l'intervento a gamba tesa di Apple in
00:53un documento di 20 pagine depositato alla Corte Suprema. Cupertino e il suo amministratore
00:57delegato Tim Cook chiedono la protezione necessaria per i Dreamer come previsto dal
01:02programma dell'era Obama che li tutela, sottolineando come al momento l'azienda
01:06abbia 443 Dreamers nella sua forza lavoro.
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