00:00Non solo una semplice vittoria. Per il premier indiano Narendra Modi, infatti, le elezioni
00:05si sono tradotte in una vera valanga di consensi. Un risultato inaspettato che ha smentito gli
00:10exit poll e le proiezioni dei giorni scorsi dopo la chiusura della lunga maratona elettorale.
00:15Tutti davano il suo partito vincente ma ridimensionato rispetto al 2014 e probabilmente in ostaggio
00:21degli alleati. Alla fine, nel segreto dell'urna, ha invece prevalso lo spirito nazionalista
00:26di un paese preoccupato per i montanti timori dei musulmani che, ultimamente, hanno dichiarato
00:31di temere il crescente integralismo hindù. Ma anche per le difficoltà dell'economia,
00:35per la disoccupazione che infierisce sui più giovani e per la situazione sempre più difficile
00:39degli agricoltori. Mi inchino al paese di un miliardo e 300 mila persone che mi ha dato
00:44fiducia. Insieme costruiremo un'India ancora più forte ed inclusiva, ha commentato Modi,
00:49il politico self-made arrivato alla guida della più grande democrazia del mondo dalla strada
00:53dove vendeva tè e che ha stregato letteralmente gli indiani. Vincente dunque la sua proposta
00:58di un'India nazionalista e induista, all'insegna di un orgoglio esasperato contro il terrorismo
01:03e contro il nemico numero uno, il Pakistan. Un successo epocale perché dall'indipendenza
01:08è accaduto due sole altre volte che un governo venisse riconfermato dopo il primo mandato.
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