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  • 5 anni fa

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Trascrizione
00:00La parabola del basket parma era finita nel luglio 2016. In tutti i modi il
00:04presidente Gianni Bertolazzi aveva cercato di evitare che 54 anni di
00:08storia, 42 consecutivi in serie A, uno scudetto e vari trofei svanissero nel
00:13nulla. Ma non ci fu nulla da fare. L'ultimo capitolo verrà scritto però
00:17nelle aule di tribunale. C'è anche l'ex patroni infatti tra i 16 indagati finiti
00:22nell'inchiesta della guardia di finanza che ha portato a scoprire un giro di
00:26fatture false o gonfiate per oltre 75 milioni. Bertolazzi è accusato in
00:31concorso con altri di associazione delinquere finalizzata all'emissione di
00:35fatture false. L'indagine è nata da un normale controllo svolto nel 2015 nella
00:40società di basket di Imola e ha portato al sequestro di beni per 25 milioni. I
00:45militari si erano insospettiti perché il club si faceva sponsorizzare da un'azienda
00:49della stessa zona non in modo diretto ma avvalendosi di una società inglese che
00:54fatturava gli importi. Da questa stranezza sono partiti gli accertamenti che
00:59hanno svelato il sistema architettato per fraudare il fisco e che coinvolgeva
01:03anche il basket Parma. Secondo quanto è emerso sarebbero almeno un centinaio le
01:08aziende sparse sull'intero territorio nazionale che nel periodo preso in esame
01:12hanno sponsorizzato le due società sportive per importi di diversi milioni
01:17di euro. Secondo gli investigatori vertici dell'organizzazione dagli uffici
01:21bolognesi utilizzavano prestanome per gestire catene societarie costituite da
01:26società italiane, altre estere con sede fittizie in Gran Bretagna ma operanti a
01:31Bologna e altre tramite fiduciarie situate nei paesi offshore come isole
01:35vergini britanniche e Panama. Il tutto per nascondere la reale
01:40allocazione reddituale degli effettivi soci amministratori e impedire la
01:45ricostruzione delle tracce contabili. Dalle indagini sulle società di basket è
01:50emerso che al pagamento della fattura da parte dello sponsor alla società
01:54inglese seguiva la retro restituzione di parte del corrispettivo allo sponsor
01:59attraverso una serie di transazioni di valuta in più stati esteri per
02:04dissimularne la provenienza illecita. Ai presidenti dei due club viene
02:08contestato di essere coloro che procacciavano gli sponsor tra l'altro non
02:13per conto delle società di basket bensì a favore della società inglese
02:17provvedendo inoltre alla materiale consegna delle fatture false e dei
02:22relativi contratti simulati di sponsorizzazione. Secondo gli inquirenti
02:26le fatture false venivano emesse da società appositamente costituite a
02:30Londra dove esisteva solamente un merore capito ma di fatto organizzate
02:35gestite dirette a Bologna le quali avevano acquistato ad un corrispettivo
02:39irrisorio e senza esclusiva i diritti di sfruttamento dell'immagine e degli
02:44spazi pubblicitari delle due società di basket.
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