00:01Conversazioni e altri dati intercettati dalle procure di mezza Italia durante le attività
00:05di indagine che, invece di rimanere sui server installati negli uffici giudiziari, finivano
00:10direttamente in Oregon. Questo quanto ha scoperto nei mesi scorsi il pool cybercrime della procura
00:15di Napoli, che alla fine di febbraio ha messo sotto indagine quattro persone ed ottenuto
00:20dal GIP il sequestro di due società, la eServe SRL di Catanzaro e la STM SRL. Tutto ruotava
00:27attorno al sistema spyware Exodus, realizzato da eServe e commercializzato dalla STM, uno
00:33strumento in dotazione agli uffici inquirenti di numerose procure con il quale era possibile
00:37tenere sotto totale controllo le attività telematiche degli indagati e anche le cosiddette
00:42non intercettabili. Le informazioni giudiziarie però, invece di essere stoccate nelle unità
00:47di storage e installate delle procure, venivano trasferite su un'area cloud di Amazon, illegalmente
00:52di esclusivo appannaggio della eServe. I quattro indagati sono il rappresentante legale e l'amministratore
00:58di fatto di STM SRL, oltre ad amministratore legale e direttore delle infrastrutture IT di
01:04eServe. A tutti vengono contestati tra l'altro la violazione delle norme sul trattamento dei
01:09dati personali e la frode in pubblica attività.
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