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00:00:06Hanno coniato un neologismo, femminicidio, l'hanno coniato per dare un nome agli omicidi,
00:00:15le violenze, tutto quanto di cattivo facciamo contro le donne. Ormai non passa giorno che
00:00:22la cronaca non ci presenti un caso di questo tipo, uomini che magari perché abbandonati
00:00:28dalle loro mogli o dalle loro compagne non sanno resistere alla tentazione di fare del
00:00:34male fino alla morte alla persona alla quale prima avevano addirittura giurato amore.
00:00:41Che cosa sta succedendo? È sempre stato così? Oppure siamo noi che diamo più spazio sui
00:00:48giornali e nei media a notizie di questo tipo? Ne parliamo questa sera a lettere al direttore,
00:00:53anche perché c'è stato un caso anche recentissimo nel nostro territorio a Mezzani dove un uomo
00:01:01è stato condannato un anno e sei mesi per avere picchiato la propria moglie perfino al battesimo
00:01:08della figlia. Il prossimo 25 novembre in piazza Garibaldi a Parma ci sarà una manifestazione
00:01:14promossa dai maschi contro la violenza sulle donne. Si chiamerà maschi che si immischiano e
00:01:21cioè che non stanno zitti, che non lasciano alle sole donne questa battaglia di civiltà
00:01:28e di sopravvivenza che è fondamentale. Ne parliamo questa sera a lettere al direttore
00:01:35che sarà condotta come sempre da Giuseppe Milano con alcuni ospiti, Samuela Frigeri del
00:01:40Centro Antiviolenza di Parma, Carla Verrotti e Gio Di Libanti rispettivamente responsabile
00:01:46e psicologo del Centro dell'Ausle Liberiamoci della violenza. Voi potrete come sempre intervenire
00:01:53in diretta con sms o con whatsapp al numero 333 9200170. Buona serata e buona visione di lettere al direttore.
00:02:36Buonasera, ben trovati con Lettera al direttore. C'è chi parla di amore malato, c'è chi dice
00:02:42che quando si considera l'amore come il possesso verso un'altra persona sono tutte considerazioni
00:02:48che si fanno attorno ad un problema che è quello della violenza sulle donne. Il nostro direttore
00:02:52ha parlato giustamente di questo termine che molto spesso vi proponiamo nei nostri servizi
00:02:57di femminicidio. Il 25 novembre sarà la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza
00:03:04sulle donne. Anche Parma vuole sensibilizzare il più possibile i nostri cittadini su questo
00:03:10tema, lo farà con una manifestazione, parleremo di questo, ma cercheremo anche questa sera di
00:03:15fare il punto su questo fenomeno che ahimè è sempre più che mai recente. Proprio il caso
00:03:19di ieri lo accennava il nostro direttore che ha visto ahimè vittima una donna di 27 anni,
00:03:25pensate picchiata dal proprio compagno anche al battesimo di uno dei loro figli. Un caso
00:03:30emblematico di come purtroppo la violenza nella nostra provincia sulle donne è molto spessa
00:03:36legata proprio alle dinamiche familiari. Ne parleremo questa sera con Samuela Frigieri
00:03:40del centro antiviolenza di Parma, buonasera. Buonasera a voi, grazie. Buonasera a Marco
00:03:44De Rio del gruppo Maschi che si mischiano, sociologo, insomma componente anche dell'associazione
00:03:50Maschile Plurale, buonasera. Buonasera. Con lei parleremo in particolare proprio di quanto
00:03:54farete il 25, ma non solo voi, mi avete già tirato le orecchie per dire chi organizza
00:03:58questa importantissima manifestazione. Poi Danilo Esposti del gruppo Il Cerchio dei Papà,
00:04:03buonasera. Buonasera. Dicevamo prima, purtroppo molto spesso le violenze sono in famiglia
00:04:07e le associazioni per parlare di genitorialità sono importanti anche su questo tema. In collegamento
00:04:13avremo lo staff, parte dello staff del centro LDV, cioè liberiamoci dalla violenza, un centro
00:04:21molto importante dell'azienda USL, un'eccellenza del nostro territorio e ci fa piacere ogni tanto
00:04:27parlare delle cose positive che sono presenti nel nostro territorio. Non ci dovrebbe essere
00:04:30questo centro, ma purtroppo abbiamo detto che la violenza sulle donne è un fenomeno presente
00:04:35e più che mai attuale. Ne parleremo con la responsabile, la dottoressa Carla Verrotti.
00:04:40Buonasera. Buonasera. E buonasera a Giody Libanti, psicologo del centro LDV. Impareremo a utilizzare
00:04:46questa sigla. Buonasera. Buonasera. E ovviamente microfoni aperti perché, allora, lo abbiamo detto,
00:04:54cercheremo di focalizzare l'attenzione non solo su chi subisce violenza, ma sul tema principale
00:05:00che è anche quello che concentrerà l'attenzione il prossimo 25 novembre Parmo, ovvero questa dicitura
00:05:07maschi che si immischiano. Se questo un uomo ha utilizzato qualcun altro questo tema, sono gli uomini
00:05:14purtroppo che provocano spesso queste violenze e sono la nostra categoria, diciamo così, il nostro genere
00:05:20che deve soprattutto interrogarsi su cosa si può fare perché questo non succeda più.
00:05:24Quindi, microfoni aperti, potete farci delle domande da casa e le riceverà come al solito.
00:05:28Giulia Viviani. Buonasera Giulia.
00:05:30Buonasera Giuseppe, buonasera a chi ci guarda da casa. Come sempre, anche stasera, potrete
00:05:35intervenire con domande e considerazioni via sms e whatsapp al 333 9200 170. Abbiamo già detto
00:05:44che la parola femminicidio è purtroppo una parola che abbiamo dovuto usare spesso negli ultimi
00:05:50anni, raccontandovi vicende drammatiche, parlandovi di cronaca. Facciamo allora il punto intanto
00:05:56nella scheda.
00:06:01È tristemente lunga la sfilza di donne uccise nella nostra provincia dagli uomini che dicevano
00:06:06di amarle. L'ultima storia che ha riempito le pagine di cronaca è quella di Elisa Pavarani,
00:06:10accoltellata lo scorso settembre dall'ex fidanzato Luigi Colla, che l'aveva tirata un'ultima
00:06:15volta nel suo appartamento con la richiesta di un incontro chiarificatore. I volti di tutte
00:06:20le vittime come lei ricompaiono ogni volta che la tragica lista viene aggiornata. Partiamo
00:06:25da Emilia Cosmina Burlano, uccisa a Noceto da un cliente. La sua vita sulla strada era
00:06:30già abbastanza difficile prima di incontrare il cinquantenne parmigiano che si invaghisce
00:06:34di lei arrivando ad ammazzarla per gelosia. Era il 2011, anno sorribilis per le donne di
00:06:39Parma. Dopo pochi mesi tocca a Guesh Ghebreiwot, 24 anni, ritrovata in una buca a Pellegrino.
00:06:45Confesserà il delitto un 46enne di Varano Melegari. Il 3 ottobre invece a Sala Baganza
00:06:50Simonetta Moise, 57 anni, da 25 sulla sedia a rotelle, viene freddata da due colpi di fucile
00:06:56sparati dal marito, Pietro Amighetti, che poi si toglie la vita. A febbraio 2012 muoiono
00:07:01Domenica Menna, Mimì, 24 anni, da tempo ossessionata dall'ex Salvo Chirullo, una guardia
00:07:06giurata che la ferisce a morte sparandole in via Cremonese, e Ave Ferraguti, 72 anni, strangolata
00:07:12dal marito nell'appartamento di via Buffolara. Aveva ancora tutta la vita davanti Michelle
00:07:17Campos, 20 anni, ammazzata a martellate e nascosta sotto il letto il 17 luglio 2013 dal
00:07:23fidanzato Alberto Mugnoz, nell'appartamento di via Solferino. Storia diversa, ma stesso
00:07:28destino per Dolores Leonardi, trovata morta in via Pacinotti il 27 dicembre 2013, ad ucciderla
00:07:34il figlio Gabriele Montanari, di 24 anni, facendo poi un passo indietro nelle cronache impossibile
00:07:39non ricordare i volti e le storie di due ragazze che hanno segnato Parma nel 2006, Silvia
00:07:44Mantovani, uccisa da Aldo Cagna, l'ex che per anni l'aveva perseguitata e anche picchiata.
00:07:49Silvia aveva trovato la forza di denunciarlo, ma non è stata protetta a dovere. Infine
00:07:53la giovane Maria Virginia Ferreoli, colpita a morte a Felino con 470 coltellate inferte da
00:07:59Stefano Rossi, che nella fuga si lascia alle spalle anche un altro morto, il tassista Andrea
00:08:03Salvarani. Condannato all'ergastolo Rossi, si è ucciso in carcere nel 2012.
00:08:08Tra poco meno di un mese sarà invece passato un anno dalla morte di Alessia Della Pia, brutalmente
00:08:13picchiata a lungo con calci e pugni. Il convivente accusato del delitto, Mohamed Gella, risulta
00:08:19ancora latitante.
00:08:28E questi sono tragicamente solamente i casi più eclatanti di una situazione che purtroppo
00:08:34continua a essere presente non solo nelle nostre cronache, ma nelle nostre realtà. Purtroppo
00:08:42tutte le volte che mi viene fatta questa domanda non posso che confermare che la situazione
00:08:48non muta, nel senso che comunque c'è una costanza rispetto alle storie che noi ci confrontiamo
00:08:56quotidianamente e non cambiano i racconti, non cambiano le sofferenze, non cambiano i protagonisti
00:09:02di queste storie, quindi donne che si trovano a dover subire violenze all'interno di relazioni
00:09:11affettive, quindi all'interno del matrimonio, in rapporti di convivenza. Comunque, come ci diceva
00:09:19prima, la maggior parte dei casi che noi conosciamo sono casi di violenza all'interno intrafamiliare
00:09:25o comunque all'interno di reti amicali, cioè difficilmente chi agisce violenza è una persona
00:09:30sconosciuta per la donna.
00:09:32Sì, purtroppo le dinamiche affettive hanno un cortocircuito che poi arriva appunto a queste
00:09:39situazioni.
00:09:40Sì, forse non è così, come dire, è semplicissimo pensare che ci possono essere delle dinamiche
00:09:48che a un certo punto arrivano al cortocircuito. Probabilmente è un percorso in realtà che si
00:09:51sviluppa nel tempo in cui c'è una graduale sopraffazione, una graduale controllo da parte
00:09:57del maltrattante nei confronti della donna, della convivente, della compagna, della moglie
00:10:03e in qualche modo è un percorso tracciato. Quello che noi diciamo purtroppo di fronte
00:10:11a queste situazioni che hanno raggiunto chiaramente il punto più grave di quello che può essere
00:10:16della storia di una donna che subisce violenza è che non è mai un episodio a sé stante.
00:10:21Prima ci sono storie di anni, di situazioni che difficilmente vengono anche lette come
00:10:29violenza e come sopraffazione perché si creano appunto in queste storie così lunghe,
00:10:37contrassegnate da momenti di grande idilio, da momenti invece di grande violenza.
00:10:44C'è quindi questo alternarsi di situazioni per cui difficilmente a volte c'è la lettura
00:10:52di questa situazione di violenza effettiva e quindi diciamo che possono arrivare a delle
00:10:58situazioni così gravi come quelle delle storie che ci siamo appena sentiti raccontare.
00:11:05Ogni storia è un dramma in sé ma giornalisticamente io chiedo anche qualche numero perché per fare
00:11:11capire a chi è a casa veramente che stiamo parlando di situazioni purtroppo concrete e
00:11:15reali. I numeri che riguardano il centro antiviolenza di Parma.
00:11:19Allora noi oggi possiamo dare i numeri del 2015 perché i numeri che verranno presentati
00:11:25prossimamente il 25 di novembre saranno invece quelli che stiamo elaborando adesso e che arrivano
00:11:31al 31 ottobre di quest'anno quindi dal 1 gennaio 2016 al 31 ottobre. Ad oggi dato che noi abbiamo
00:11:37più vicino a noi è quello del 2015 dove abbiamo avuto un accesso al centro da parte
00:11:43di 282 donne, quindi 282 donne che vivono in mezzo a noi, che magari noi conosciamo e
00:11:49non sappiamo che hanno questo tipo di situazione alle spalle e che magari hanno avuto la capacità
00:11:55loro stesse di nascondere per vergogna, perché si sentono responsabili in primis di questa
00:12:02situazione. Io penso sempre 282 persone che trovano il coraggio di denunciare e quindi di
00:12:10uscire allo scoperto, penso sempre i numeri del sommerso che è preoccupante questo. Anche
00:12:15perché i dati Istat è stata pubblicata recentemente, la seconda indagine che l'Istat ha dedicato
00:12:20a questo tipo di situazione ci dicono che il numero di donne che si rivolgono al centro
00:12:25antiviolenza, comunque a strutture di questo tipo, siamo attorno al 5%. È vero che rispetto
00:12:31alla precedente indagine Istat c'è stato un raddoppio, eravamo attorno al 2,5%, quindi
00:12:36comunque questi anni in cui in qualche modo si è lavorato sulla diffusione di questo tipo
00:12:40di informazione alle donne rispetto ai servizi, rispetto alle strutture, appunto alle associazioni
00:12:46come i centri antiviolenza che possono aiutarle, ha evidentemente avuto un risultato positivo
00:12:52perché c'è stato questo raddoppio di accessi. C'è una maggiore consapevolezza, ci dicono
00:12:58i dati Istat, anche da parte delle donne.
00:13:00Io ho fatto un calcolo veloce, 280 arrivo a 5.600, se 280 è il 5% arrivo a 5
00:13:08.600 su una
00:13:10popolazione di 460.000 abitanti, è un numero impressionante.
00:13:15Impressionante, è impressionante proprio perché ci rendiamo conto che c'è una normalità
00:13:20accanto a noi, è una normalità. E quindi quello che noi diciamo sempre, non pensiamo
00:13:26alla situazione della violenza contro le donne come una situazione emergenziale, tutto quello
00:13:30che è un approccio emergenziale è un approccio che è sbagliato nelle premesse e che quindi
00:13:35inevitabilmente rischia di non essere efficace, rischia di non dare dei risultati, perché se
00:13:40noi immaginiamo di affrontare il problema della violenza sulle donne come una situazione
00:13:44di repressione piuttosto che, da un punto di vista sicuritario, rischiamo di tralasciare
00:13:52le cause, di tralasciare i percorsi che ci sono dietro a questo tipo di situazioni e rischiamo
00:13:58di non essere efficaci. Noi dobbiamo lavorare molto prima che la situazione diventi tale
00:14:03da dover intervenire in manteriore.
00:14:05E questo è un po' il tema anche della manifestazione del 25 di novembre di cui parleremo fra poco.
00:14:10Abbiamo adesso analizzato i dati del centro antiviolenza, quindi abbiamo focalizzato in
00:14:15questo momento sulla situazione femminile, sulle vittime, ma c'è un altro centro che
00:14:20sta lavorando invece su chi purtroppo è protagonista di queste violenze. Quindi io mi collego subito
00:14:25con la dottoressa Verrotti per capire esattamente che cos'è questo centro LDV, perché fortunatamente
00:14:34dicevo prima è un'eccellenza del nostro territorio, non dovrebbe esistere, perché vuol dire
00:14:38che il problema non c'è, ma insomma spieghiamo esattamente cos'è questo, è brutale dirlo,
00:14:43ma cosa è la differenza del centro antiviolenza? Ma insomma capiamo esattamente di cosa si
00:14:46tratta. Buonasera prima di tutto.
00:14:48Sì, buonasera. Allora il centro LDV, quindi liberiamoci dalla violenza, è un centro che fa parte
00:14:56dei servizi dell'azienda USL di Parma. È stato istituito all'inizio del 2015, quindi
00:15:02un centro abbastanza giovane, lavoriamo da circa un anno e mezzo. È il secondo centro
00:15:07pubblico in Emilia-Romagna e rientra in rete nelle azioni di prevenzione e di contrasto
00:15:14alla violenza di genere. In modo particolare quella parte di violenza domestica che poi è
00:15:20la parte più ampia di casistica di violenza. Il centro, come si vede anche nel nostro logo,
00:15:28è un centro di accompagnamento al cambiamento per uomini. Uomini che quindi agiscono comportamenti
00:15:36violenti all'interno di una relazione di coppia, di una relazione affettiva e non solo, anche
00:15:43in quelle relazioni che sono già terminate, quindi nei confronti delle ex mogli, delle
00:15:48ex partner. La regione Emilia-Romagna ha voluto questo centro, quindi dal 2011 ha iniziato
00:15:56una formazione degli operatori presso l'AS di Modena. Invece su Parma è iniziato un paio
00:16:03d'anni dopo, quindi con una formazione che è durata un paio d'anni ha portato poi all'inizio
00:16:09del 2015 all'apertura di questo centro. Gli operatori formati sono psicologi, psicoterapeuti
00:16:16dell'azienda USL di Parma e la formazione è stata svolta da un gruppo, diciamo simile
00:16:25a noi, alla quale noi ci rifacciamo, norvegese di Oslo. All'estero, in alcune realtà europee,
00:16:33anche negli Stati Uniti, questi centri si sono sviluppati prima che da noi, quindi questi
00:16:38centri, soprattutto il primo, quello di Oslo, è già una ventina d'anni.
00:16:46Sì, siamo arrivati un pochino dopo rispetto agli altri, quindi questo centro di Oslo
00:16:55ha già dei buoni risultati. Intanto il programma con cui lavora è quello di rendere gli uomini
00:17:02consapevoli e responsabili delle loro razioni, quindi nei confronti delle donne e anche nei
00:17:08confronti dei propri figli. Viedo anche a voi, non so se a lei o al dottor Libanti, psicologo
00:17:14che opera nel servizio, un po' di numeri, perché prima abbiamo chiesto alla dottoressa
00:17:18Frigeri qualche numero, anche il numero delle vostre attività, anche se voi avete iniziato
00:17:22da meno ovviamente ad operare sul territorio.
00:17:25Sì, allora il numero di contatti, quindi dall'inizio dell'attività del centro, è di
00:17:2986, quindi sono stati 24 gli uomini che hanno chiesto direttamente un appuntamento, come caratteristiche
00:17:41rispecchiano quelle internazionali, quindi sono trasversali per tipo di studio, situazione
00:17:47socio-economica, nazionalità.
00:17:50Ma non si salva nessuno?
00:17:53No, è proprio un fenomeno, la violenza che è trasversale, assolutamente, quindi sia per
00:18:00condizioni economiche, professionali, religiose, culturali. Il 40% della nostra utenza è coniugato
00:18:13e il 23% è convivente, quindi vivono ancora in un contesto, diciamo, familiare. Mentre invece
00:18:20il 20% è costituito da uomini separati e il 17% da single.
00:18:26Dottor Livanti, oggi invece attualmente con quanti maschi operati? Uso questo termine apposta
00:18:33perché poi lo utilizzeremo anche dopo per parlare della manifestazione.
00:18:37Degli uomini che hanno preso contatto, al momento sono 10 le situazioni che hanno iniziato
00:18:43il percorso di trattamento. Noi diciamo che dal contatto al centro, che ha un numero di
00:18:48riferimento, una segreteria attiva ogni giorno dall'1 alle 3 con un numero dedicato, inizia
00:18:56il percorso di valutazione. Quindi diamo uno spazio prima dell'accesso al trattamento
00:19:02per valutare quelle che sono adeguatamente le motivazioni che portano l'uomo, se ci sono
00:19:08dei criteri che consentono di fare un lavoro adeguato o di costruire, quando non ci sono
00:19:14quei criteri minimi per poter accedere al percorso di accompagnamento al cambiamento.
00:19:20Ci deve essere ovviamente la volontà per iniziare un percorso di questo tipo, chiaramente.
00:19:24Certo.
00:19:25Grazie, torniamo da voi dopo. Marco De Rio, sociologo, già questo fa capire in che ambito
00:19:33ci muoviamo per quanto faremo il 25. La giornata internazionale per l'eliminazione dell'avvivenza
00:19:37sulle donne, c'è una manifestazione, prima di tutto partiamo dal nome che avete coordinato
00:19:42assieme ai colleghi del centro antiviolenza. Maschi che si immischiano. Stasera cercheremo
00:19:47di focalizzare l'attenzione, non ce ne vuole la dottoressa Frigeri, su chi purtroppo causa
00:19:52tutto questo. Perché avete scelto questo nome per questa manifestazione e soprattutto
00:19:55perché puntare l'attenzione su maschi, sui maschi?
00:19:59Ma sì, intanto diciamo una cosa importante che noi abbiamo scelto quest'anno di affiancare
00:20:07un'attività come quella appunto della manifestazione il 25 novembre che tutti gli anni viene organizzata
00:20:13dal centro antiviolenza. Quindi di fatto noi affianchiamo, addirittura ci saranno due
00:20:21cortei che si uniscono. Poi racconteremo i dettagli a cui dobbiamo tutti partecipare.
00:20:26Quindi diciamo la manifestazione è stata organizzata dal centro antiviolenza e noi abbiamo scelto
00:20:31appunto quest'anno di partecipare anche come uomini. Perché? Perché quando ci troviamo di fronte
00:20:38al problema della violenza sulle donne rischiamo a volte di dimenticare gli autori di questa
00:20:45violenza che sono appunto gli uomini. Si parla di tante cose ma si dimentica di fissare
00:20:51il fuoco su chi questa violenza la commette. Questo è importante non tanto per così diciamo
00:20:59incolpare un intero genere o un sesso ma per comprendere quali possono essere le relazioni
00:21:06tra un certo tipo di cultura della mascolinità o della maschilità e le problematiche di violenza.
00:21:15Perché credo che questi episodi che riguardano appunto la violenza in famiglia ma anche la
00:21:21violenza più in generale diciamo nelle relazioni di prossimità o anche la violenza che possiamo
00:21:28incontrare in altri contesti, nelle strade o altri tipi di violenza, mettono comunque un
00:21:34interrogativo sul perché gli uomini nelle relazioni con l'altro sesso ma anche forse
00:21:40col proprio sono così consueti ad utilizzare delle modalità violente di sopraffazione e di
00:21:48dominio. Quindi fare un richiamo di attenzione a questo significa che superare il problema
00:21:56della violenza maschile sulle donne richiede un'assunzione di responsabilità da parte degli
00:22:01uomini che significa intanto riconoscere più a fondo il problema della violenza perché
00:22:09una delle questioni che emerge in tutte le ricerche sociali e psicologiche è che molto
00:22:15spesso questa violenza non è riconosciuta. Quindi c'è una grandissima parte di questa violenza
00:22:23che non è neanche compresa e riconosciuta come violenza dagli autori di questa violenza
00:22:28a volte anche dalle vittime e spesso anche dal contesto sociale attorno a queste situazioni.
00:22:35Io nelle mie ricerche ho avuto modo di incontrare e intervistare molti uomini con problemi di
00:22:39violenza sia nelle carceri sia fuori e devo dire una delle cose che colpisce di più è
00:22:44perfino di fronte a casi comprovati la fatica a riconoscere di aver commesso la violenza e
00:22:52quindi l'assunzione di responsabilità rispetto a questo. Questo elemento ci suggerisce anche
00:22:59come sia importante che esista un centro come l'EDI perché significa che quella parte di uomini
00:23:07che arriva a riconoscere un qualche problema e una qualche responsabilità con la violenza
00:23:14può aprire un percorso di cambiamento. Credo che al di là di questi centri, di questa attività
00:23:20che intercettano una piccola percentuale così come accade poi per i centrati di violenza
00:23:28di questa problematica c'è un enorme lavoro da fare in termini di prevenzione, in termini
00:23:35di educazione, in termini di lavoro culturale e forse anche civile perché certamente i fatti
00:23:41che sentiamo appunto nei media, nell'informazione e che riguardano purtroppo anche la nostra
00:23:49città parlano secondo me non solo di una sconfitta dentro le relazioni di coppia, dentro
00:23:55le relazioni familiari ma parlano un pochino anche di una sconfitta di una comunità.
00:23:59Assolutamente sì.
00:24:00Se c'è una violenza che diventa così consueta vuol dire che anche attorno a queste situazioni
00:24:09c'è una fatica a intercettare e intervenire su questi casi.
00:24:12Da giornalista c'è un tema e questo poi lo chiedo anche a Danilo Esposti. Tutte le
00:24:18volte che andiamo a raccontare un fatto più o meno tragico, più o meno con un finale
00:24:24tragico, purtroppo si va a sentire che o il vicino di casa o l'amico o addirittura qualcuno
00:24:31all'interno della famiglia si lascia dire ma sì io so che c'era qualche problema, c'era
00:24:36qualcosa. Queste dinamiche assolutamente non devono più avvenire. Questo è l'elemento
00:24:40che fa pensare come al di là di quelle che sono purtroppo ahimè le difficoltà legate
00:24:45al sistema giuridico, sappiamo l'allontanamento, molto spesso non funzionano questi sistemi,
00:24:53molto spesso non ci sono state denunce, nessuno che ha avuto la forza o il coraggio di segnalare
00:24:58comunque questa situazione. Queste dinamiche sono le dinamiche che però occupano di più
00:25:02e questo potrebbe aiutare come punto di partenza per la manifestazione del 25.
00:25:07Esattamente, uno dei temi che abbiamo trattato nei nostri incontri quando ci troviamo per
00:25:12organizzare questa manifestazione ed uno dei temi che sta a cuore è al cerchio dei papà
00:25:17perché come il cerchio dei papà che ha un gruppo di papà che si ritrova a parlare
00:25:21di genitorialità, la preoccupazione è che cosa possiamo fare perché adesso arriveremo
00:25:27al 25 aprile, 25 novembre e ci sarà la manifestazione ma vorremmo che ci fosse anche un dopo.
00:25:34Ogni tanto dire 25 aprile fa bene, bisogna ricordarla quella data.
00:25:38Vorremmo che ci fosse anche un dopo e i maschi che si mischiano vuol dire anche quello, cioè
00:25:43oltre a immischiarsi nella manifestazione organizzata dalle donne, immischiamoci anche quando veniamo
00:25:50a conoscenza della violenza di un amico, di un collega, di un conoscente che vediamo al
00:25:56bar perché il silenzio nostro, omertoso per menefreghismo, per disinteresse, per cultura,
00:26:04perché è normale, vorremmo che smettesse.
00:26:08La battuta da maschi, da spogliatoio, ma un po' di botte nella coppia fanno bene, cerchiamo
00:26:16di dimenticarla.
00:26:18Come ha detto la dottoressa Frigeri, il femminicidio è il culmine di un percorso, noi maschi mischiandoci
00:26:24possiamo intervenire durante quel percorso perché non si arrivi al culmine e il cerchio
00:26:30dei papà può intervenire, uno perché ci si ritrova tra papà e siamo tutti maschi e
00:26:36tra i problemi della paternità e il confronto che abbiamo c'è anche quello dei contrasti
00:26:44che ci possono essere all'interno della coppia e quindi si va a sfiorare quel tema e poi perché
00:26:50anche con l'educazione dei bambini si può cominciare a fare un lavoro che porti a un cambiamento
00:26:57perché il silenzio e la normalità vengono anche da un'educazione per cui la dicotomia
00:27:04maschio-femmina, forte-debole, picchiare la bambina, ci può stare, piangere da bambina,
00:27:11essere forti da maschietti, sfocia poi anche in queste cose.
00:27:15Assolutamente sì.
00:27:16Allora, questa sera vi mostreremo, tante persone hanno deciso di mettersi in gioco in vista
00:27:23della manifestazione del 25 di novembre.
00:27:26il gruppo maschi che si mischiano, probabilmente dal punto di vista marketing ha più forza
00:27:30rispetto al centro antivelezza, una battuta però, insomma c'è una pagina Facebook su questo
00:27:35tema, in tanti hanno lasciato il loro messaggio, partiamo, visto che lo conoscete tutti, dal
00:27:40capitano del Parma Alessandro Lucarelli, ecco il suo invito alla manifestazione del prossimo
00:27:4525 di novembre, vi ricordo ore 18, poi ci faremo dire esattamente dove.
00:27:49Partiamo da lui.
00:27:51Sentirsi fragili non è da deboli.
00:27:56Maschi che si mischiano contro la violenza sulle donne.
00:27:59Vieni anche tu, in piazza Garivaldi a Parma, il 25 novembre 2016.
00:28:06Questo è il messaggio di Lucarelli, sentiremo tanti messaggi politici, altri sportivi, musicisti,
00:28:12insomma abbiamo cercato di riassumerne alcuni perché sono davvero in tanti quelli che hanno
00:28:16promesso di essere in piazza il 25 di novembre.
00:28:19Giulia, qualche messaggio e poi insomma parliamo un po' anche di cosa fa il mondo dello sport,
00:28:23no?
00:28:23Perché il Parma non si ferma alla battuta di Lucarelli.
00:28:27Esatto.
00:28:28Io vorrei leggervi intanto un messaggio che è arrivato perché è una testimonianza abbastanza
00:28:34importante.
00:28:35Prima parlavi, Giuseppe, anche delle lentezze della giustizia nel intercettare certi problemi
00:28:40e agire di conseguenza.
00:28:42Leggo questo messaggio.
00:28:44Bisogna fermarli prima che possano commettere un atto estremo.
00:28:47Ovviamente si riferisce agli uomini violenti.
00:28:50Ma la giustizia ha tempi troppo lunghi.
00:28:52La mia compagna ha denunciato il suo ex marito alla procura di Parma con referto del pronto
00:28:57soccorso di Percosse ad agosto 2015 e ad oggi non è ancora stata notificata la denuncia.
00:29:03Il suo ex detiene regolarmente armi che non sono state sequestrate in via cautelare.
00:29:08Questa è una denuncia forte grazie di averla assolutamente letta e dicevamo sul Parma Calcio
00:29:18e poi dopo, anzi facciamo una cosa, non è un caso raro questo?
00:29:25No, c'è di denunce che vengono fatte che magari non hanno una risposta immediata.
00:29:32È anche vero che dobbiamo sempre valutare, qua diventa una questione un po' tecnica perché
00:29:36non tutte le denunce integrano lo stesso tipo di reato.
00:29:39Il sistema, la normativa non ci consente e non consente a nessuno di intervenire in quella
00:29:45stessa efficacia con delle misure cautelari quando non ci sono le condizioni previste dal
00:29:50codice penale.
00:29:52Quindi certamente quello che secondo me è importante sottolineare è che spesso le denunce, o meglio
00:30:01le querele, vengano fatte pensando che questo immediatamente porti a delle conseguenze.
00:30:07Allora, noi quello che diciamo sempre alle donne è prima di fare dei passi, informatevi
00:30:13perché le risposte della giustizia piuttosto che le risposte delle forze dell'ordine sono
00:30:18diverse perché sono disciplinate in maniera differente dai codici.
00:30:23Quindi non è che qualsiasi tipo di denuncia automaticamente porta all'attivazione di una
00:30:29serie di misure che mettano in sicurezza la donna.
00:30:33Allora, io dico sempre, perché è molto semplice dire denunciate, in realtà quello che a me viene
00:30:38da dire di solito è informatevi, cioè capite che cosa significa quello che vi è accaduto
00:30:44e che tipo di possibilità vi dà per riuscire a tutelarvi e per riuscire a avere delle risposte
00:30:50magari in maniera più efficace o in maniera più appropriata.
00:30:54Quindi questo, anche perché dobbiamo, adesso io non mi sto riferendo certamente al caso della
00:30:58della signora. Spesso c'è giustamente peraltro una grande attesa rispetto alla richiesta
00:31:06o alla querela che io presento, alla denuncia che presento, senza sapere quelli che sono
00:31:11gli aspetti tecnici che ci sono dietro a questa querela. Così come spesso le donne non sanno
00:31:17che certi tipi di denunce o di querele innescano dei meccanismi di reati perseguibili d'ufficio
00:31:23dove effettivamente si hanno delle risposte molto efficaci e molto perentorie
00:31:29ma che dal quale non si torna più indietro. Perché è una cosa che va sempre tenuta presente
00:31:34che la donna che chiede aiuto e che comunque inizia il percorso di uscita dalla violenza
00:31:41e quindi che fa un percorso di questo tipo vuole sempre sapere cosa succederà
00:31:47perché vuole anche avere la possibilità di fare delle scelte diverse, di tornare sui
00:31:52suoi passi. Allora nel momento in cui io non informo questa donna che quel tipo di scelta
00:31:57che lei sta facendo le comporterà un percorso da un punto di vista giudiziario piuttosto
00:32:04che di intervento dei servizi sociali, piuttosto che altri tipi di situazioni, rischio che questa
00:32:10donna in qualche modo si trovi poi impreparata rispetto a quello che accade.
00:32:14In un caso del genere, Giulia, la denuncia è stata fatta quando?
00:32:17Ad agosto 2015.
00:32:19Allora io credo che questa donna da più di un anno sta vivendo una situazione di paura
00:32:25quindi il consiglio che, senza entrare ovviamente nel caso particolare, ovviamente non conosciamo
00:32:30le dinamiche. Che cosa le consiglia di fare?
00:32:33Al di là di quello che ha fatto?
00:32:34Quello che dicevo, la signora se pensa che in qualche modo c'è una situazione che la sta preoccupando
00:32:39perché non chiama il centro antiviolenza e parla con l'operatrice
00:32:43non deve dire il suo nome di battesimo, può dirci un nome di fantasia, nessuno le chiede.
00:32:47Allora, visto che ci sta ascoltando, ricordi il numero di telefono?
00:32:510521 23 88 85.
00:32:5423 88 85.
00:32:55Racconta la sua storia, parla con le ragazze e magari con loro può capire, può immaginare,
00:33:02può trovare delle soluzioni rispetto a come essere lei più tranquilla e come affrontare
00:33:06questa situazione. Anche perché lo scopo fondamentalmente è quello di fare in modo
00:33:11che queste persone vivano questi momenti d'attesa, queste donne, in qualche modo sapendo di non
00:33:16essere sole. È questa la cosa importante.
00:33:18Assolutamente sì, ma abbiamo fatto giustamente, credo che, insomma...
00:33:21Perché giustamente, immaginiamo che questa persona si trova ad aver fatto una denuncia,
00:33:26non capisce cosa sta succedendo, non capisce perché non c'è una risposta immediata
00:33:31e contemporaneamente si trova sicuramente in ansia, in apprensione, perché magari succedono
00:33:37altri episodi, magari meno gravi di quello, ma che in qualche modo generano preoccupazione.
00:33:42Allora, perché non provare a chiedere intanto come posso io affrontare questa situazione,
00:33:48io che mi ci trovo, ma anche come potrebbe essere che si stanno sviluppando le cose.
00:33:53Ottimo, assolutamente. Quindi il consiglio davvero è telefonare al centro antiviolenza
00:33:56per avere un consiglio di persone esperte. Giulia, oltre a questa segnalazione parlavamo
00:34:03prima del mondo dello sport. Cosa farà il Parma Calcio in futuro?
00:34:07Parlavamo del mondo dello sport perché abbiamo visto il messaggio di Capitan Lucarelli, abbiamo
00:34:13visto alle sue scarpe quelle stringhe rosa che sono un po' il simbolo della campagna
00:34:17maschi che si mischiano, che hai anche tu.
00:34:20Eccolo qua. Non l'ho messo alla scarpa perché tanto la scarpa non viene ripresa.
00:34:23E la stringa rosa sarà protagonista anche domani della conferenza stampa che precede la
00:34:29partita Parma-Padova, quindi anche a Polloni ci metterà la faccia in qualche modo.
00:34:34In più il Parma Calcio seguirà tutta la manifestazione del fine settimana, del 25,
00:34:41facendo giocare le squadre giovanili con al braccio sempre questa stringa rosa.
00:34:46Quindi un messaggio forte da parte del mondo del pallone.
00:34:48Ottimo, complimenti al Parma Calcio per aver aderito più che mai a questa iniziativa.
00:34:54Giulia, in qualsiasi momento quando arrivassero altri messaggi di questo tipo interrompimi subito
00:34:59perché diventa molto importante anche dare questo, perché insomma questa deve essere
00:35:04anche una trasmissione di servizio.
00:35:05Chi si sta guardando da casa in qualunque situazione, che sia un maschio che ha deciso finalmente di
00:35:10mischiarsi e quindi vuole partire con un programma come abbiamo sentito, oppure una donna che
00:35:16vuole avere aiuti per capire esattamente qual è la situazione, qui davvero vi ripeteremo
00:35:21più volte anche i numeri di telefono.
00:35:23Anzi, facciamo così.
00:35:24Dottoressa Verotti, ricordiamo subito anche i vostri riferimenti telefonici.
00:35:28Sì, intanto la sede, il centro LDV è ubicato all'interno della Casa della Salute Parma Centro
00:35:35presso i servizi del consultorio familiare.
00:35:39Questo perché i consultori si sono sempre occupati di problemi che riguardano la salute
00:35:44della donna, della coppia, della famiglia e dei bambini.
00:35:48Il centro risponde a un numero di cellulare che è 335 65 27 746 dal lunedì al venerdì
00:35:58dalle 13 alle 15.
00:36:00Abbiamo anche un indirizzo mail alla quale si può scrivere sempre, quindi ldv-ausl.pr.it.
00:36:09Il centro è aperto tutti i mercoledì pomeriggio, su appuntamento per gli utenti che abbiamo.
00:36:17Bene, lo faremo anche dopo di ricordare questi numeri, 335 65 27 746 ldv-ausl.pr.it.
00:36:28Adesso ci fermiamo un po' di pubblicità, ma prima vi facciamo vedere, abbiamo visto
00:36:31Luca Relli, ma insomma si sono messi in gioco anche i politici, quindi guardiamo questo
00:36:36messaggio che ha raccolto in comune Gabriele Balestrazi, poi ci fermiamo per un po' di pubblicità,
00:36:41poi torniamo con i nostri ospiti in studio.
00:36:43In politica si litiga quasi ogni giorno, ma almeno per una volta non si può non essere
00:36:49tutti d'accordo.
00:36:51E ora che gli uomini cancellano la violenza sulle donne.
00:36:55Maschi che si mischiano, venite tutti, venerdì 25 alle ore 18 in piazza Garibaldi.
00:37:14Vi ricordo ancora una volta sms e whatsapp a 333 9200 170, fra poco torneremo da Giulia
00:37:20perché ci sono altri messaggi.
00:37:21Dario voleva aggiungere qualcosa sull'argomento di cui trattavamo prima.
00:37:29Penso che una cosa importante da dire quando parliamo appunto di una violenza diffusa, del
00:37:37numero così elevato di vittime, è che dobbiamo continuare a insistere sul fatto che parallelamente
00:37:46a questo enorme numero di vittime evidentemente c'è un enorme numero di perpetranti, di abusanti,
00:37:53di maltrattanti.
00:37:55Oggi le rilevazioni Istat parlano di 6-7 milioni di donne che in Italia hanno subito forme di
00:38:02violenza.
00:38:04Sappiamo che ogni anno ci sono centinaia di femminicidi e si calcola che negli ultimi 15
00:38:09anni più di 2500-2600 donne sono state uccise per mano di partner o di conoscenti.
00:38:17questo vuol dire che contemporaneamente c'è un enorme numero di uomini che agiscono
00:38:23violenza nelle relazioni di coppia, nelle relazioni familiari, in situazioni di lavoro o in altre
00:38:30situazioni.
00:38:31E su questo dobbiamo lavorare perché la situazione che veniva raccontata prima da questo messaggio
00:38:38che è giunto in redazione ci parla appunto anche di una solitudine dentro un contesto
00:38:44sociale, perché purtroppo come si accennava prima evidentemente c'è scarsa attenzione
00:38:52dentro i contesti familiari, dentro i contesti di vicinato, dentro i contesti delle relazioni
00:38:59sociali verso le situazioni di violenza, di maltrattamento, di svalorizzazione, di umiliazione
00:39:08e invece deve crescere questa attenzione e in qualche modo va disonorata la violenza.
00:39:14E quindi è molto importante che dentro alla comunità di persone, a partire dagli uomini,
00:39:19ci sia un gesto e un'esplicitazione che quel tipo di atteggiamenti, non solo i casi
00:39:28più gravi, ma anche nel linguaggio, nelle modalità, nelle relazioni di lavoro, nelle
00:39:33relazioni affettive, non si possa più tollerare o lasciar passare come qualcosa di consueto
00:39:39forme di svalorizzazione o di violenza.
00:39:43Il dibattito oggi si dice parità dei sessi, insomma abbiamo raggiunto la parità, pari opportunità
00:39:49che non è assolutamente vero, mi fa ridere a livello giornalistico anche il dibattito
00:39:54stupido su chi dice ma no si è sempre detto sindaco perché adesso dobbiamo dire sindaca,
00:39:59è un passaggio dei tempi positivo e mi fa ridere che qualcuno dica ancora beh perché
00:40:04si deve dire sindaca, abbiamo sempre detto sindaca, no la società cambia e cambia anche
00:40:08la lingua voglio dire, forse noi maschi questo passaggio ufficialmente diciamo di averlo
00:40:12accettato, siamo tutti pari, assolutamente opportunità, le donne devono lavorare tutti, poi alla fine
00:40:18forse la violenza è la dimostrazione di come tutto questo passaggio non l'abbiamo digerito
00:40:22assolutamente.
00:40:22Sì, infatti da questo punto di vista c'è un dato sociologico molto evidente che per
00:40:30esempio in certi tipi di violenze in particolare rispetto ai femminicidi noi vediamo che l'incidenza
00:40:37di questo tipo di violenze è più alto in contesti che magari non ci aspetteremmo, per esempio in Italia
00:40:44è più alto nel nord Italia piuttosto che al sud Italia, è più alto nelle grandi metropoli
00:40:48o nelle città più sviluppate piuttosto che in contesti di campagna o in piccole cittadine,
00:40:55è più alto addirittura nei paesi del nord Europa dove sul piano giuridico, sul piano civile
00:41:01c'è un avanzamento, c'è una maggior parità dal punto di vista economico, dal punto di vista
00:41:06delle leggi, dal punto di vista anche della presenza politica.
00:41:09Quindi di cosa stiamo parlando? Non è semplicemente un residuo di una tradizione patriarcale, c'è
00:41:17anche questo ovviamente, ma stiamo parlando di una violenza che colpisce in situazioni in
00:41:23cui le relazioni si vanno trasformando, in passato le relazioni che conoscevamo, i matrimoni,
00:41:29le famiglie, eccetera, erano dominate anche dal punto di vista legale, diciamo da una potestà
00:41:36del capofamiglia che aveva diritto di correzione, che aveva diritto di abusare sessualmente
00:41:43della propria compagna e non veniva riconosciuto come violenza, stiamo parlando di cose cambiate
00:41:49negli ultimi decenni, non di cose del secolo scorso. Quindi stiamo invece incontrando una
00:41:56fatica culturale, sociale, psicologica, esistenziale forse di adattamento, una trasformazione delle
00:42:04relazioni in cui ci sono due soggetti, due autonomie, due libertà, due aspirazioni, due
00:42:10desideri, due bisogni, due richieste e questo richiede naturalmente più contrattazione, forse
00:42:17più conflitto, ma anche più capacità di ascoltarsi, di mettersi in gioco e di trovare
00:42:22delle situazioni di mediazione. Senza questo andremo incontro a forme di resistenza.
00:42:27Ed è molto importante quello che fate voi nel gruppo Il Cerchio dei Papà, quando dite
00:42:33il discorso non è con i genitori, ma il discorso riguarda i figli, perché noi dobbiamo partire
00:42:37con un progetto e poi su questo chiederò anche al Centro Liberi, liberiamoci dalla violenza
00:42:43che sta operando proprio su questo discorso, sulle nuove generazioni, che diventa molto
00:42:47importante.
00:42:48Io sono semplicemente un papà, però vedo, e noi siamo un gruppo di papà, mi si passa
00:42:57il termine, un pochino evoluto, nel senso che ha già fatto il passo di mettersi in gioco,
00:43:03di confrontarsi su delle tematiche che normalmente sono riservate alle mamme e che molti maschi
00:43:11ancora vedono come una cosa che a loro non compete. Vedo che anche nell'educazione
00:43:18oggi, che siamo nel 2016, vivono ancora degli stereotipi che a me mandano in bestia, perché
00:43:26quando vedo il bambino di 5 anni con la mamma che gli dice, su dai, se è un ometto non
00:43:32piangere,
00:43:33perché se è un ometto, oppure la bambina che si deve vestire da femminuccia perché è
00:43:39una femminuccia e non può giocare con le macchine, sono quelle piccole cose che creano
00:43:43quelle differenze che poi sfociano in una violenza verbale o di comportamento senza magari arrivare,
00:43:55ma che fa sì che sia connaturata in noi. Ci siamo cresciuti, siamo stati educati e se
00:44:00vengono educati così oggi i bambini di 3 anni sono adulti di 30 anni fra 25 anni.
00:44:06Il problema è che con le potenziali che una bambina di 3 anni ha un certo tipo di
00:44:12atteggiamento, un uomo di 30 anni può causare quello che sa. Su questo tema state lavorando
00:44:16voi del centro LDV in particolare?
00:44:19Sì, io volevo fare anche un'osservazione a proposito di papà. Il 18% delle forme di
00:44:25violenza domestica esordiscono in gravidanza, quindi un momento delicatissimo della vita
00:44:30della donna, ma anche nella vita di coppia. Si è visto che è proprio un momento di cambiamento
00:44:36e può scatenare l'esordio di questi atti di violenza. Quindi è importante avere anche
00:44:42la massima attenzione.
00:44:44Dottoressa, la brutalizzo. La nostra compagna, la nostra donna, stiamo cominciando a capire
00:44:51che forse non è più solo nostra. La metto giù brutale quando sta arrivando una gravidanza.
00:44:55Sì, e quindi è importante anche per noi, come ostetriche e come ginecologi, affrontare
00:45:04questo problema nel corso anche della gravidanza. Infatti sta partendo una formazione per gli
00:45:12operatori degli ospedali e dei consultori proprio per far emergere questo problema della violenza
00:45:18nelle donne in gravidanza. Ci sarà a breve, il 2 di dicembre, un convegno fatto in collaborazione
00:45:25tra le due aziende sanitarie proprio su questo argomento che io ritengo molto molto importante.
00:45:31Questo, ma cercate di operare anche con i ragazzi, con i più giovani?
00:45:36Sì, questo è anche molto importante. Ci sono dei dati che stanno dimostrando che anche
00:45:43nelle relazioni affettive di minorenni, di adolescenti, già possono esistere delle relazioni
00:45:53di tipo violento. Quindi da quest'anno, coordinato dal dottor Libanti, partirà tra le attività
00:46:01sempre della USL una formazione per i ragazzi delle scuole superiori proprio dedicato a queste
00:46:09tematiche.
00:46:10Sarà interessante, dottor Libanti, sentire le reazioni dei ragazzi?
00:46:14Sarà interessante anche perché il tentativo è proprio quello di cercare di coinvolgerli
00:46:19fin dalla prima fase di lavoro nella progettazione. Cosa voglio dire? Questo progetto utilizza
00:46:26delle metodologie particolari che sono di educazione tra pari, quindi cerca di coinvolgere in prima
00:46:31persona i giovani per essere e diventare degli opinion leader nei loro gruppi sulla tematica
00:46:36della violenza di genere in particolare. È un lavoro che ci permette in collaborazione
00:46:42con altri enti perché c'è un tavolo di lavoro su tutte le attività che riguardano
00:46:48i giovani, anche in collaborazione col centro antiviolenza e altre realtà associative della
00:46:54città che già svolgono da tempo attività di questo tipo nelle scuole, quindi un lavoro
00:46:59che andrà integrato come succede già per il centro LDV. Non è una sola realtà da sola
00:47:04che può cambiare e muovere un sistema culturale radicato, ma è proprio il cercare di essere
00:47:12un gruppo unito che va nella stessa direzione lavorando sul fenomeno da punti di vista e
00:47:17con professionalità e competenze diverse.
00:47:22Giulia, prima di venire da te, facciamo una cosa, cerca qualche messaggio. Abbiamo fatto
00:47:28sentire prima il messaggio di Lucarelli e l'iniziativa del Parma Calcio, ma si è mosso
00:47:33anche il mondo del rugby. I colossi delle zebra hanno lanciato questo messaggio. Sentiamo.
00:47:39Un uomo forte può anche piangere, ma non picchia.
00:47:43Se l'amore diventa possesso, non è più amore.
00:47:46Sentirsi fragili non è da deboli.
00:47:48Contro la violenza sulle donne, diventa anche tu uno dei maschi che si mischiano.
00:47:52Vieni in piazza Garibaldi a Parma il 25 novembre.
00:47:56Allora, i colossi delle zebra, se lo dicono loro, mi raccomando, perché poi i maschi picchiano
00:48:01ma poi quando si trovano di fronte a un colosso stanno attenti. È una battutaccia, perdonatemela.
00:48:05Giulia?
00:48:06Sì, Giuseppe, c'è una domanda sul centro antiviolenza. Una telespettratrice ci scrive
00:48:12ho letto che l'attività dei centri antiviolenza in tutta Italia è a rischio. È vero?
00:48:17E soprattutto, cosa possiamo fare noi cittadini per aiutare?
00:48:21Ora, prima di dare la parola alla dottoressa Frigeri, mi permetto di ricordare anche una
00:48:26campagna che si chiama Un gesto concreto. Quindi, nel concreto, un cittadino può aderire
00:48:32alla raccolta che ha messo in piedi il coordinamento donne della CGL. Si tratta di una raccolta di
00:48:38cose utili che possono servire per le case di accoglienza dove sono ospitate le donne
00:48:44assistite dal centro antiviolenza. Di cosa hanno bisogno? Piccoli elettrodomestici da
00:48:50cucina, phone, ferri da stiro, aerosol, lampade da comodino, pentole, stoviglie e altri
00:48:57elettrodomestici. Per cui, se potete dare una mano, oggetti ovviamente in buon uso, si
00:49:04possono portare alla Camera del Lavoro e lasciarli alla reception negli orari di ufficio.
00:49:09Grazie Giulia. La domanda, la data del 25 viene prima del referendum. Non si sa mai
00:49:16che in questo clima in cui si promette di tutto, potrebbe arrivare dal governo anche
00:49:20la concessione finalmente di qualche fondo in più.
00:49:23In realtà la questione è piuttosto complicata. Devo dire che me ne sono occupata in questi
00:49:30termini a livello regionale, avendo io poi un incarico anche a livello regionale come
00:49:36coordinamento dei centri antiviolenza. Allora, i finanziamenti a livello centrale hanno faticato
00:49:43e sono stati bloccati per lungo tempo. Anche a seguito questo ha determinato una indagine
00:49:48della Corte dei Conti. Pare che finalmente, ormai nel giro di poco tempo, dovrebbero essere
00:49:55sbloccati. La situazione è certamente non idilliaca. Devo dire che in Emilia-Romagna c'è
00:50:02un'ottima collaborazione rispetto alla regione, rispetto all'assessore alle opportunità che
00:50:09in qualche modo si è presa carico di questa situazione e quindi ha cercato di sbloccare
00:50:16la situazione a Roma per quello che può una regione che cerca di portare avanti una situazione
00:50:22sicuramente positiva. Perché l'esempio dell'Emilia-Romagna è una regione in cui abbiamo
00:50:28un centro, ogni capoluogo di provincia, addirittura in qualche capoluogo di provincia ce ne sono
00:50:33anche due o tre. Allora, il problema è che questo tipo di finanziamenti intanto rischiano
00:50:39di essere dati in maniera… quando vengono dati, perché ci sono state anche delle situazioni
00:50:45in altre regioni in cui i finanziamenti non sono mai arrivati ai centri ed è per questo
00:50:49che è sorta poi la necessità di un'indagine della Corte dei Conti. In altre situazioni i soldi
00:50:55sono stati distribuiti a pioggia tra una serie di soggetti che si sono definiti, o comunque
00:51:01con dei criteri un po' laschi, sono stati definiti centri antiviolenza e quindi questo
00:51:05ha rischiato di impoverire in realtà l'attività dei centri antiviolenza che effettivamente operano
00:51:12con una certa metodologia. Questo è vero, però è vero che di fatto il ritardo nei finanziamenti
00:51:18che sono arrivati ha impedito alcuni centri della nostra regione di tenere aperto esattamente
00:51:25con le stesse capacità, con le stesse possibilità che hanno fatto per esempio l'anno scorso
00:51:30e quindi qualcuno ha dovuto ridurre l'orario d'apertura e comunque in alcuni casi, come
00:51:36capita anche a noi, ha anticipato, ha cercato di far fronte ai ritardi chiedendo grazie al
00:51:445x1000, grazie alle aziende che fanno donazioni consistenti e quindi che ci hanno veramente aiutato
00:51:51in passato a aiutare donne che devono uscire, ad arredare le nostre case, perché noi sono
00:51:57case che dobbiamo riarredare spesso, perché immaginate che sono case in cui vivono donne
00:52:02con dei bambini, quindi voglio dire i bambini, non è che possiamo legarli, anzi sono bambini
00:52:07che giustamente devono poter finalmente forse in qualche modo esprimersi nella loro...
00:52:12Assolutamente.
00:52:13E quindi comunque c'è necessità veramente di cose quotidiane, quindi la CGL che io ringrazio
00:52:19ci ha chiesto cosa possiamo fare per voi e quindi ci ha chiesto veramente le cose di cui
00:52:24noi abbiamo bisogno e questo per esempio è una... quindi avremo modo poi di ringraziare le
00:52:29anche della CGL, i 24...
00:52:30Speriamo che i fondi del governo arrivino davvero.
00:52:33Pare, pare che effettivamente stiano arrivando, però è chiaro che c'è una grossa responsabilità
00:52:38anche a livello locale nel momento in cui o le regioni non le hanno poi distribuiti, non
00:52:43è il caso, devo dire, dell'Emilia Romagna, o quando poi a livello locale i comuni hanno
00:52:47poi valutato come assegnarli alle...
00:52:51Chiarissimo il concetto.
00:52:54Allora, dobbiamo fermarci ancora per l'ultimo spazio pubblicitario, ma prima guardiamo
00:52:59un altro spot, facciamo questo termine dedicato alla manifestazione del 25 e poi diremo i dettagli
00:53:05della manifestazione, perché ancora non l'abbiamo detto, l'hanno realizzato gli amici di Parma
00:53:09Illustrata, guardatelo, poi ci faremo per un po' di pubblicità.
00:53:11Grazie.
00:53:16Grazie.
00:53:26Grazie.
00:53:34Grazie.
00:53:38Grazie.
00:53:41Grazie.
00:53:51Grazie.
00:53:52Grazie a tutti.
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00:54:39Grazie a tutti.
00:54:52Grazie a tutti.
00:54:56Grazie a tutti.
00:55:00muovendo anche da un punto di vista culturale in questo senso, non basta, non è sufficiente
00:55:04perché vediamo che poi queste situazioni sono anche quelle più ostiche da affrontare
00:55:08perché la motivazione al cambiamento, soprattutto per gli uomini che subiscono una denuncia
00:55:14e ricevono un decreto del Tribunale, molto spesso è scarsa, fanno fatica a riconoscere
00:55:20il ruolo della violenza, in questo caso comunque, in tutti i casi per noi gli uomini hanno comunque
00:55:28sempre un accesso volontario, perché anche con questa dicitura all'interno del decreto
00:55:31loro devono prendere contatto direttamente con il centro e intraprendere poi il percorso
00:55:38di valutazione direttamente con noi.
00:55:41Dottor Libanti, ogni caso ovviamente fa storia a sé, ma mediamente quanto dura un percorso?
00:55:49Cioè quando si può parlare di un percorso completato?
00:55:56Diciamo che non meno di un anno, un percorso completo dovrebbe avere questa tempistica,
00:56:03non meno, nel senso che il modello di accompagnamento si concentra su un lavoro su diverse tematiche,
00:56:11tratta in una prima fase proprio un focus sulla violenza, quello che diceva il dottor
00:56:16De Rio prima, far emergere questo tema, perché anche le persone che spontaneamente si rivolgono
00:56:21a noi portano contenuti molto vari, la tematica del conflitto di coppia, la difficoltà a gestire
00:56:28la propria rabbia in alcune situazioni, arrivano comunque con alti tassi di minimizzazione,
00:56:35di banalizzazione, di normalizzazione di comportamenti che normali e banali non sono e che non vengono
00:56:41riconosciuti come violenza. Per cui una prima fase si svolge proprio sull'approfondimento
00:56:46di questo tema, lavorando, spezzettando tutti i comportamenti in una sorta di moviola, proprio
00:56:53per far riconoscere che di fronte a un atto violento c'è una responsabilità, un'intenzionalità,
00:56:58non una perdita di controllo, come spesso sentiamo dire, c'è un'azione che ha delle aspettative,
00:57:04che ha delle aspettative sull'altro, l'uomo è capace di interrompere immediatamente quel comportamento
00:57:09se qualcuno bussa alla porta o se riceve una telefonata, non è un atto di raptus come
00:57:16viene rappresentato, ma molto spesso questo è un aspetto negato. Poi si lavora sul tema
00:57:22della responsabilità che è centrale, sul tema anche della propria storia personale
00:57:27e sulle conseguenze che le violenze hanno avuto, una cosa che non viene riconosciuta e che è
00:57:34difficile far emergere è il riconoscimento della paura della partner o dei figli di fronte
00:57:41alle azioni e al comportamento dell'uomo, emozioni che non vengono lette, non vengono riconosciute,
00:57:46come internamente non vengono riconosciute delle emozioni che possono essere un senso
00:57:50di impotenza e di vergogna di fronte a un conflitto magari verbale che non riescono a gestire,
00:57:57in cui si sentono in qualche modo perdenti in quel momento gli uomini per cui agiscono,
00:58:02un comportamento invece di trovare altre forme per la risoluzione di una disputa, di quello
00:58:07che è un conflitto che può essere fisiologico rispetto a una relazione di coppia, il conflitto
00:58:14non è di per sé quello che genera la violenza, è la scelta di un comportamento, per cui in
00:58:21questo caso noi lavoriamo su tematiche differenti, adottando questo modello norvegese con i dovuti
00:58:27adattamenti al nostro contesto, perché sono naturalmente contesti diversi in cui anche bisogna
00:58:34stare al passo con quello che è il clima culturale del nostro paese rispetto a questo tema e quindi
00:58:40i tempi vengono anche delineati da questo tipo di lavoro che richiede pazienza, sì, un uomo deve
00:58:47sapere che quando intraprende un percorso come questo non è una cosa che non gli richiede impegno
00:58:56e che non gli chiede di dedicare il giusto tempo a questa tematica.
00:58:59Immagino, il mio risultato finale credo che sia la cosa più bella per tutti.
00:59:04Dottoressa Verotti, lei diceva 80 casi in questo anno e mezzo, no, meno di un anno e mezzo,
00:59:10da quanto tempo siete?
00:59:12Siamo aperti dall'inizio del 2015.
00:59:15Quindi giusto, quasi due anni.
00:59:17Quasi due anni.
00:59:1880 vittorie le avete ottenute, uso questo termine sportivo, me lo consenta.
00:59:22Ma sì, prendiamolo, è anche con un senso di ottimismo, insomma.
00:59:26Noi abbiamo lavorato, una parte del nostro lavoro è dedicata al centro ed è quella più fatta
00:59:33più dagli psicoterapeuti che ci lavorano, però tanta parte del lavoro è proprio quella di diffondere
00:59:42questa cultura del cambiamento.
00:59:45Infatti abbiamo i numeri anche di questo.
00:59:47in questo anno e mezzo praticamente abbiamo svolto 34 eventi, nella maggior parte organizzati
00:59:55da noi, tra convegni, seminari, incontri, anche con le varie professioni sociosanitarie,
01:00:04interviste comparse anche in televisione, prevalentemente nella Parma, nella nostra provincia,
01:00:11ma anche fuori provincia, perché questa è anche un'altra cosa da ricordare, il centro
01:00:16è aperto a tutti, quindi soprattutto da quelli che sono e vivono nelle province limitrofe.
01:00:21Buon lavoro dottoressa, mi raccomando, veramente buon lavoro.
01:00:25Allora ricorda ancora il numero di telefono del centro LDV, 335 652 7746, dal lunedì al venerdì,
01:00:34dalle 13 alle 15, c'è un indirizzo email, ldv-ausl.pr.it.
01:00:40Spesso l'abbiamo mandato in onda con le nostre immagini, insomma, telefonare assolutamente
01:00:47per parlare, per avere informazioni.
01:00:50Allora, il 25, Deriù è esposti, abbiamo detto Piazza Garibaldi, ma è sbagliato dire
01:00:57Piazza Garibaldi.
01:00:58Allora, cosa succede alle 18, dove dobbiamo trovarci maschiette e femminucce e cosa farete
01:01:05esattamente quella sera?
01:01:08Chi vuole?
01:01:09Oh, facciamo rispondere.
01:01:11No, nel senso che noi abbiamo pensato questa manifestazione perché volevamo in qualche
01:01:16modo portare in piazza la voce delle donne che subiscono violenza e la voce di chi in qualche
01:01:25modo da oltre 20 anni sta cercando di lavorare con le donne e di lavorare anche però con questa
01:01:32città e quindi con la nostra storia ci sono attività di prevenzione nelle scuole, noi
01:01:38lavoriamo da tanto tempo nelle scuole.
01:01:39Quest'anno abbiamo fatto per la prima volta un corso per insegnanti che ha avuto un grandissimo
01:01:45successo, abbiamo dovuto purtroppo dire no a molti insegnanti perché era veramente un
01:01:51corso che voleva sensibilizzare chi più di tutti sta in contatto con i ragazzi e quindi
01:01:56dalle asili alle scuole materne fino alle superiori.
01:02:00Detto questo, la manifestazione a cui gli uomini che si mischiano hanno assolutamente
01:02:06voluto e fortemente voluto aderire e quindi noi li ringraziamo proprio perché c'è questa
01:02:12assunzione, abbiamo detto in questa volontà, in questa fervore che loro hanno avuto rispetto
01:02:17a questo impegno, veramente il tentativo di assumersi una responsabilità culturale di
01:02:24quello che è accaduto e quindi noi abbiamo pensato che la manifestazione potesse essere
01:02:29la rappresentazione di due gruppi di donne, di uomini che effettivamente si trovano nel
01:02:35loro percorso e che insieme arrivano a Piazza Garibaldi.
01:02:38Quindi noi come centro antiviolenza partiremo da Piazzale della Pace o via Pisacane per intenderci,
01:02:45gli uomini partiranno da Piazza Duomo per intersecarci, per trovarci insieme all'incrocio
01:02:52di Via Cavour e insieme arrivare effettivamente a Piazza Garibaldi.
01:02:57Durante questa sfilata ci saranno, noi stiamo preparando delle cose, ci saranno, noi vorremmo
01:03:03ricordare anche le donne, i nomi delle donne che a Parma negli ultimi dieci anni sono state
01:03:09uccise, però vorremmo che sia forse anche una manifestazione che parte da quello che
01:03:16è la nostra storia, noi l'abbiamo chiamata libere sempre, ieri, oggi e domani proprio
01:03:19perché abbiamo poi intenzione di fare una specie brevissima di percorso che ricorda
01:03:25cosa è significato in questo paese e non solo a Parma, il cambiare la cultura che ha permeato
01:03:32l'idea della donna e quindi partire da quelli che erano i processi di violenza per stupro
01:03:40che noi ricordiamo tutti, insomma ci sarà tutto uno svilupparsi di testi, di letture,
01:03:46di partecipazione da parte degli uomini anche in Piazza rispetto a queste tematiche e quindi
01:03:52sarà però, nonostante tutto, vorrà essere un corteo in qualche modo che si faccia sentire
01:03:58e quindi ci saranno gli slogan, ci saranno gli uomini, ci saranno le donne che vorranno
01:04:01in qualche modo ricordare che le donne devono essere libere sempre di poter essere donne,
01:04:07di poter fare la scelta di essere come vogliono essere e che nessuno deve essere lì a controllarle,
01:04:13a imporle un ruolo, a controllare la loro vita.
01:04:20Allora ha detto ci dobbiamo far sentire e si faranno sentire anche quelli della Confusion
01:04:24Band che hanno fatto uno spot apposito su questo tema.
01:04:30Sentirsi fragili non è da debole.
01:04:32Maschi che si mischiano contro la violenza sulle donne.
01:04:36Anche la Confusion Band ti invita in Piazza Garibaldi il 25 novembre.
01:04:44Questo è il messaggio lanciato anche dal mondo della musica, ricordiamo però anche,
01:04:49già che adesso abbiamo dato dei numeri e avremmo fatto la confusione in testa a tutte,
01:04:53anzi ricordo il numero del centro antiviolenza 0521 238885.
01:04:58Facciamo, ricordiamo anche quando si incontra questo gruppo dedicato ai papà.
01:05:03Volentieri.
01:05:03Il cerchio dei papà si incontra ogni 15 giorni, il primo e il terzo venerdì di ogni mese.
01:05:10è un luogo di incontro e di confronto per papà che si vogliono scambiare opinioni, sentimenti e qualsiasi altra cosa
01:05:22inerente alla loro figura di papà.
01:05:25In genere sono neopapà, io non sono quasi più un neopapà perché ho quattro figli,
01:05:30la più grande ne ha 26, però ne ho anche uno di tre.
01:05:35Quindi non siamo dei dottori laureati, però siamo dei papà da battaglia che possono mettersi in campo
01:05:42per confrontarsi, cosa che normalmente il maschio non fa.
01:05:47Dove vi trovate?
01:05:48Ci troviamo presso l'associazione Futura.
01:05:51Ricordiamo l'indirizzo?
01:05:52Ah, mi coglie un preparato adesso.
01:05:54Via Baldini.
01:05:55Sì.
01:05:56Via Baldini 6.
01:05:57Via Baldini 6.
01:05:58Ci sa arrivare ma non sa l'indirizzo.
01:06:01Ultima battuta per De Rio.
01:06:03Allora, tutti con questo, assolutamente questo cordino rosa.
01:06:07Perché avete scelto questo qua?
01:06:10Ci piaceva dare un segno e se vogliamo giocare anche, non farci spaventare dagli stereotipi
01:06:19di ruolo che vedono appunto i maschi sull'azzurro, le femmine sul rosa e sul viola.
01:06:25Abbiamo scelto invece di assumere questo colore perché la cosa ci riguarda, ci interessa
01:06:32e scegliamo appunto di immischiarci in questo tipo di problemi e questo è un simbolo di questa responsabilizzazione.
01:06:39Allora, vi ricordo ancora una volta, 25 di novembre, noi maschietti ci troviamo in piazza del Duomo,
01:06:44le femminucce le mandiamo in via Pisacani in piazza della Pace e poi siamo in questa manifestazione
01:06:49che davvero dobbiamo tutti presenziare.
01:06:52Allora, siamo in conclusione.
01:06:55Giulia, c'è qualche messaggio oppure chiudiamo qui?
01:06:57Ci sono tanti messaggi di persone che diranno che saranno il 25 in piazza, quindi questa è una buona notizia.
01:07:04Allora, segnati i numeri, poi li facciamo chiamare da Marco De Rio, li chiama tutti per avere conferma
01:07:09se sono presenti o meno.
01:07:10Grazie a Giulia Viviani di essere stati con noi, grazie al centro LDV.
01:07:14Allora, chiudiamo con l'ultimo spot, l'hanno fatto gli infermieri, le categorie sono entrate in campo anche loro,
01:07:23infermieri che molto spesso sono anche le prime persone che devono avere a che fare con delle donne
01:07:29che purtroppo si presentano al pronto soccorso perché sono state vittime della violenza.
01:07:32Grazie di essere stati con noi, mi raccomando, lettere al direttore, torna la prossima settimana.
01:07:37Buonasera.
01:07:43La madre della moderna suplina infermieristica si chiamava Florence Nighting.
01:07:50Gli uomini sono entrati in questa professione solo dagli anni 70.
01:07:55Ancora oggi dei colleghi infermiere sono oltre il 70% di noi.
01:07:58Molte delle colleghi infermiere subiscono ogni giorno delle violenze.
01:08:03E molte troppe volte le nostre donne infermiere soccorrono altre donne vittime di violenza.
01:08:09E queste donne sono vittime di violenza, spesso da parte di chi invece dovrebbe amare.
01:08:16Per questo abbiamo deciso di mischiarci anche noi.
01:08:29Piazza Garibaldi Parma, il 25 novembre.
01:08:33Alle ore 18?
01:08:35Aspettiamo anche te.
01:08:37C'è spazio per tutti.
01:08:39Maschi che si mischiano.
01:08:41Maschi che si mischiano.
01:08:44Maschi che si mischiano.
01:08:46Maschi che si mischiano.
01:08:51Maschi che si mischiano.
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