00:00Il Vangelo che si legge oggi nella liturgia narra che i discepoli di Gesù, inviati da Lui,
00:10ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
00:16Quest'olio ci fa pensare anche al sacramento di unzione dei malati, che dà conforto allo
00:24spirito e al corpo. Ma quest'olio è anche l'ascolto, la vicinanza, la premura, la tenerezza
00:35che si prende cura della persona malata. È come una carezza che fa stare meglio, venisce
00:45il dolore e risolleva. Tutti noi, tutti, abbiamo bisogno prima o poi di questa unzione della
00:58vicinanza e della tenerezza. E tutti noi possiamo donarla a qualcun altro, con una visita, una
01:09telefonata, una mano tessa a cui bisogno d'aiuto. Ricordiamo che nel protocollo del giudizio
01:19finale, Matteo venticinquesimo, una delle cose che ci domanderanno sarà la vicinanza agli
01:26malati. In questi giorni di ricovero in ospedale, ho sperimentato ancora o una volta quanto sia
01:40importante un buon servizio sanitario accessibile a tutti, come c'è in Italia e in altri Paesi. Un
01:52servizio sanitario gratuito, che assicuri un buon servizio accessibile a tutti. Non bisogna
02:03perdere questo bene prezioso, bisogna mantenerlo. E per questo occorre impegnarsi tutti, perché
02:13serve a tutti e chiede il contributo di tutti. Anche nella Chiesa succede a volte che non
02:22qualche istituzione sanitaria, per una non buona gestione, non va bene economicamente,
02:31il primo pensiero che ci viene è venderla. Ma la tua vocazione in Chiesa non è avere
02:40dei quattrini, è fare il servizio, e il servizio è sempre gratuito. Non dimenticatevi
02:48di tutto. Salvare l'istituzione gratuita. Voglio esprimere il mio apprezzamento e il mio incoraggiamento
03:05ai medici e a tutti gli operatori sanitari e al personale di questo ospedale e di altri
03:14ospitali.
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