00:00Il giorno dopo le parole di Mario Draghi, che commentando il Sofa Gate al palazzo presidenziale
00:06di Ankara l'ha definito un dittatore, Erdogan resta in silenzio. La reazione rimane quella
00:11immediata e indignata dell'apparato diplomatico, con la convocazione a tarda serata al Ministero
00:16degli Esteri dell'ambasciatore italiano in Turchia Massimo Gaiani e della folta pattuglia
00:21di suoi scudieri nel governo e nel partito. Se Draghi vuole vedere cosa sia una dittatura,
00:27deve guardare alla storia recente del suo paese e lo vedrà molto chiaramente. Ha rincarato
00:33il vicepresidente turco, la voce istituzionalmente più importante, a tornare sulla vicenda. Eppure,
00:39almeno per ora, Ankara sembra aver puntato su un abbassamento del livello dello scontro.
00:44Il passo indietro chiesto con forza al nostro ambasciatore dal viceministro degli Esteri non
00:49c'è stato, ma il plotone degli agguerriti media filogovernativi di Ankara ha sparato a salve
00:55e le vivaci proteste social, la più diffusa con l'hashtag non potete fermare Erdogan,
01:01condiviso anche dal responsabile della comunicazione presidenziale, si sono perse presto nella rete.
01:07E nella sua unica uscita pubblica di giornata, l'inaugurazione di un museo a Istanbul,
01:12Erdogan non ha fatto cenno al caso.
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