00:00Nessuno gli comunicò che il suo stato di salute era a rischio e ci fu una sottovalutazione
00:05di due evidenti fattori d'allarme, l'ipoglicemia e la bradicardia.
00:09È un duro attacco di accusa ai medici del Pertini, che ebbero in cura Stefano Cucchi,
00:13quello messo nero su bianco dai giudici della Corte d'Appello di Roma nelle 69 pagine di
00:17motivazioni della sentenza, con cui nel novembre 2019 hanno dichiarato prescritte le contestazioni
00:22nei confronti del primario del reparto di medicina protetta dell'ospedale Aldo Fierro
00:27e di altri quattro medici. I giudici di secondo grado scrivono che lo stato ha certamente
00:31il diritto di fare un prigioniero, ma non di disinteressarsene. Questo è il terreno del
00:36tutto trascurato, in cui una vicenda, dal punto di vista giudiziario banale, volge in pochi
00:41giorni in tragedia. In modo più diretto, i magistrati di Piazzale Clodio sostengono che
00:45i detenuti non vanno considerati un semplice numero del procedimento, ma esseri umani e sempre
00:50doverosamente meritevoli, proprio in ragione del loro stato detentivo, di un'attenzione anche
00:55superiore a quella dedicata ad un uomo libero nella persona. Il geometra romano, morto il 22
01:00ottobre del 2009 a sei giorni dall'arresto, rappresentava un paziente di difficile approccio,
01:04è scritto nella sentenza. Per i magistrati però è troppo sbrigativo e semplice affermare a questo
01:09punto che rifiutava le cure e i trattamenti e quindi nulla può contestarsi ai sanitari.
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