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  • 5 anni fa
Il sindacato di polizia penitenziaria: "Scritte lettere ai ministri Lamorgese e Bonafede, moltissimi casi anche fra gli agenti"

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Trascrizione
00:00Abbiamo inoltrato questa mattina due missive, uno all'indirizzo del Ministro dell'Interno
00:05Lamorgese, in ragione del fatto che, viste le misure assunte in Consiglio dei Ministri,
00:12il presidio delle misure per prevenire il Covid è stato affidato ai prefetti per tutto
00:20il territorio nazionale, ma non per le carceri.
00:23E l'altro, il Ministro della Giustizia, ha atteso che, nonostante un incremento del
00:26600% dei contagi in ambito nazionale in due settimane tra personale e detenuti, misure
00:37assunte, coordinamenti operativi e quant'altro, secondo noi, per creare una unitarietà di
00:45indirizzo erano indispensabili, l'amministrazione penitenziaria centrale non le ha assunti,
00:49ne risulta che il Ministro della Giustizia Bonafede abbia impartito le necessarie disposizioni.
00:55Secondo noi, questa incertezza è legata al timore che ci siano le proteste, che già
01:00si sono verificate il 7-8, ma insomma che nelle carceri si tema per le proteste, laddove
01:04c'è un contagio, secondo noi, di tale gravissima rilevanza.
01:09Dobbiamo pensare che se ci sono 728 poliziotti penitenziari, non voglio dire i 540 detenuti,
01:14728 poliziotti penitenziari a domenica, stiamo aspettando i dati nuovi da un momento
01:18all'altro, contagiati, significa che almeno altri 2.000 poliziotti penitenziari, e questo
01:22parliamo di sicurezza, sono almeno in isolamento volontario o fiduciario.
01:30Stiamo chiedendo interventi, ad esempio per quanto riguarda i colloqui deviso in persona,
01:35visto che ci segnalano che molti contagi avverrebbero perché arrivano i familiari congiunti dall'esterno,
01:40anche da regioni diverse da quelle di sede dei detenuti, e le traduzioni allo stesso tempo,
01:47cioè lo spostamento dei detenuti da una sede all'altra attraverso le domenze dell'amministrazione
01:50nello stesso modo possono, e in realtà sono fonti di contagio, questa cosa ci preoccupa
01:55moltissimo. Indobbiamente ci sono strumenti per far sì che i detenuti effettuino regolarmente
02:02i colloqui attraverso strumenti video di visione da remoto, cosa che era stata adottata
02:12già a marzo-aprile, questo aveva impedito di molto il contagio, sicuramente le traduzioni
02:18non strettamente indispensabili, ad esempio quelle verso le aule di giustizia. Il timore
02:22è che si tema appunto che queste proteste avvengano nuovamente, ovvero che si attendano
02:28le proteste in questo caso, visto che già a marzo molti detenuti avevano, a marzo-aprile
02:33di quest'anno molti detenuti avevano espresso appunto, si erano espressi in riguardo a una,
02:39dice non è necessario che venga il familiare visto che c'è il pericolo del contagio, che
02:43si attende appunto a una nuova protesta prima di agire, cioè voglio dire ci si muove successivamente
02:47quando andrebbero invece le misure adottate preventivamente, cosa che nelle carceri in questo
02:52momento non si sta facendo. I detenuti non vestono mascherine, fanno socialità, fanno i passeggi
02:57ben al di sopra del mantenimento della distanza di sicurezza perché non si mantiene. Ci sono
03:02situazioni che preoccupano più di altre in questo momento? Sicuramente la situazione di Termi,
03:09piuttosto che la situazione di Milano-San Vittore, in Lombardia ci segnalano decine e decine di
03:17agenti contagiati, la situazione di Poggio Reale, di Napoli-Poggio Reale piuttosto che quella di
03:24Palermo-Poggio Reale ci sono tante situazioni sul territorio che destano preoccupazione,
03:28ma ciò che destra maggiore preoccupazione è l'assenza di qualsivoglia intervento. Cioè
03:33c'è una corsa a dimostrare una normalità che nel carcere non esiste, non è mai esistita,
03:38né tantomeno questa normalità esiste adesso.
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