00:07Siamo nei quartieri spagnoli, mentre noi siamo qui altri colleghi sono invece in giro per altri punti
00:13dei dintorni della scuola e stiamo facendo scuola. Quello che è il nostro modo naturale di fare scuola,
00:20la nostra scuola che dalla parte dei bambini da sempre agito in questa direzione, cioè la scuola
00:26può essere fatta ovunque, la scuola può essere diffusa, può essere il bottegaio sotto la nostra casa,
00:32può essere la piazza, la strada o il balcone. Perché il balcone? Perché quando c'è stata l'ordinanza
00:38dell'Ajuso delle Scuole le telefonate dei bambini si sono susseguite, disperati, che non volevano
00:44ritornare alla didattica a distanza e quindi mentre con la scuola stavamo già improntando
00:51come poter fare lo stesso didattica senza metterci davanti agli schermi, abbiamo fatto
00:57un collegio docenti dove ognuno di noi si è confrontato su proposte e idee, c'era questo
01:01lunedì che prima che il martedì sarebbe partita l'iniziativa della scuola dove stavamo ancora
01:07organizzando e quindi mi sono detto cominciamo ad andare. Quindi siccome c'erano dei bambini
01:12affacciati ai balconi ho pensato così senza neanche pensarla troppo ma al momento di poter
01:19dire oggi ho fatto la didattica dal balcone perché i bambini si affacciavano dai balconi
01:23qualcuno dal cortile o dal vicolo e qui sono andato a leggere i rodari, lo stavo facendo
01:27in classe, ho continuato a fare la lettura di rodari per le strade.
01:31E poi a cavallo del blu scendi giù, più giù, più giù. Ecco il mare.
01:39Ma in realtà io penso che non mi sono inventato proprio nulla, forse ho inventato, o meglio
01:45mi è venuto per fortuna questo nome didattica dal balcone.
01:48Quando Tonino ha proposto a noi genitori di fare questa didattica ai balconi c'è stato
01:56un entusiasmo ovviamente da parte di tutti, soprattutto dei bambini, che ha l'idea di
02:03ritornare davanti a un computer e non poter avere la relazione con i maestri e con i compagni
02:15e hanno avuto crisi di pianto.
02:19C'era una volta un omino di niente.
02:21Sono felici di poter sostituire la DAD tanto odiata con un incontro reale, anche se breve,
02:29però che comunque lascia il tempo di un incontro, di un'azione, di un ragionamento e di una
02:36missione successiva, che è quello che chiediamo loro. Quindi li tiene ancora coinvolti e tiene
02:41unito quel filo che la scuola rappresenta, il percorso della scuola, non tanto la lezione
02:47frontale. In questo caso, e questa è una delle modalità, veniamo qui, chiediamo al nostro alunno,
02:53al nostro bambino di affacciarsi o di scendere giù, condividendo un testo che sarà poi l'oggetto
02:58del lavoro del giorno o della settimana.
03:08quest'anno ho la necessità anche di raggiungere un buon livello di lettura e quindi di comprensione,
03:15per cui non mi sto fermando, sto facendo fuori quello che avrei fatto in classe.
03:19Il problema della dispersione scolastica è un problema ormai tabico e che noi stiamo provando
03:27a fare il nostro piccolo affinché i ragazzi non abbandonino.
03:32Ma dopo incide la chiusura della scuola con questo ordinato?
03:36Incide tantissimo perché, a differenza di questi ragazzini più piccolini con i quali sto stamattina,
03:42che ancora sono gestiti dalle madri, il bambino più grande non è seguito alla stregua di un
03:48bambino così piccolo, per cui resta a casa. Di notte, i nostri bambini, la notte la passano
03:53davanti alla Playstation, si addormentano tardissimo di mattina e poi l'indomani non riescono a svegliarsi,
04:01per cui anche se noi li contattiamo con la didattica a distanza, su una classe di 15 bambini in media
04:07ne acchiappiamo 6. È inutile dire che la didattica a distanza e questo stop della scuola
04:13crea ancora di più, come dire, un divario tra chi può e chi non può, chi ha i mezzi e
04:18chi non ha i mezzi
04:19e chi è sostenuto dalla famiglia. Come biasimarli poi, coloro che non riescono a sostenere i figli
04:25se al mattino devono andare a lavorare e non ce la fanno.
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