00:02La pazienza del regime è finita. Nella serata di venerdì a Bangkok, agenti antisommossa hanno
00:07disperso con idranti lacrimogeni la protesta dei manifestanti, giunta al terzo giorno,
00:11arrestando i pochi attivisti che si rifiutavano di abbandonare l'area occupata, in sfida allo
00:16stato di emergenza. Il segnale è che il governo non vuole cedere il potere, pece di fronte a un
00:20movimento già decapitato negli ultimi due giorni, nell'arresto di decine dei suoi leader. Sotto una
00:25pioggia battente, poco prima delle 19 locali, centinaia di agenti della polizia di frontiera,
00:30un'unità paramilitare, sono avanzati in linee compatte presso la Patu One Intersection, dove si
00:35erano radunati da alcune ore centinaia di manifestanti, cambiando all'ultimo il sito della protesta,
00:40dopo che la polizia aveva chiuso i punti di accesso alla destinazione originaria. I poliziotti hanno
00:44gradualmente liberato la piazza, portando via sulle camionette i pochi dimostranti che si
00:49ostinavano a rimanere. Nel frattempo, il generale golpista Prayuth, che ha dichiarato di non voler
00:54dimettersi, ha esortato i giovani a non sfidare la morte perché si può morire in ogni momento,
00:59e ha scelto la strategia del progressivo giro di vite per strozzare le proteste. Il piano potrebbe
01:04funzionare. Per quanto l'entusiasmo e la determinazione dei giovani provochino ammirazione
01:08all'estero, la realtà è che la protesta è il momento senza leader.
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