00:00Lo sport americano fa nuovamente la storia, fermandosi per la prima volta, almeno temporaneamente,
00:06per unirsi alle proteste razziali. Come 50 anni fa, alle Olimpiadi in Messico, quando
00:10i due velocisti afroamericani, Tommy Smith e John Carlos, mostrarono insieme alle loro
00:15medaglie i pugni guantati di nero. Gli atleti di varie discipline scendono così in campo,
00:20ma solo in senso figurato e a fianco dei manifestanti in queste ore, in seguito al ferimento del
00:2429enne Jacob Blake, che resterà paralizzato dopo essere stato colpito alle spalle con
00:29sette proiettili da un poliziotto mentre tentava di entrare nell'auto dove lo attendevano i
00:34suoi tre figli, il tutto a Kenosha in Wisconsin. L'ennesimo episodio di brutalità della polizia
00:39contro un nero dopo quello di George Floyd. Per primi si sono fermati i giocatori di basket
00:43della NBA che avevano iniziato i playoff dopo il lockdown, inginocchiandosi al suono dell'inno
00:48nazionale e indossando canotte con slogan antirazzisti. Poi è stato il turno delle sorelle della WNBA
00:54che hanno sfoggiato una maglietta con dietro sette buchi simbolici. Li hanno seguiti quelli
00:59della Major League Baseball e della Major League Soccer e la protesta è stata anche
01:03individuale con la campionessa di tennis giapponese Naomi Osaka che ha boicottato la semifinale
01:08degli US Open, twittando di essere una donna afroamericana prima che un atleta. E poco
01:13importa il fatto che nel frattempo l'NBA, dopo la mediazione della leggenda Michael Jordan,
01:18abbia sbloccato la situazione e tornerà a giocare nelle prossime ore e il messaggio che
01:22ha fatto il giro del mondo è stato chiaro e impossibile da equivocare.
01:29Grazie a tutti.
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