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NovitàTrascrizione
00:00:19Buonasera, benvenuti. Stasera presentiamo un libro, a mio modo di vedere, molto interessante
00:00:24perché tratta un tema che è working on web, lavorare sul web, che è già di strettissima importanza
00:00:34ma che nel passare degli anni o mesi diventerà fondamentale perché stiamo vivendo un'epoca di cambiamenti epocali
00:00:43lo vedete, l'avete sotto gli occhi, i quotidiani, i grandi giornaloni italiani fino a dieci anni fa
00:00:50avevano una tiratura che era il quadruplo, il quintuplo di quello che è adesso
00:00:54e oggi vedete cosa sta accadendo. Cosa sta accadendo? Sta accadendo che naturalmente la carta sta via via scomparendo
00:01:01non è più, non ha più la forza di stare, come si dice in gergo giornalistico, sul pezzo
00:01:06perché esce molte ore dopo l'accadimento e ormai tutti, di qualsiasi fascia d'età mi verrebbe da dire
00:01:13ormai per informarsi immediatamente vanno sul web. Il web che però, stasera presentiamo questo libro
00:01:21con due dei tre autori, con Daniele Chieffi e con Marco Renzi che sono qui e li ringrazio
00:01:28potrete vedere nel libro il loro lungo curriculum, comunque Daniele Chieffi è un giornalista online
00:01:33insegna nell'università, si occupa dell'ufficio stampa versione digital di una grande azienda come Eni
00:01:39mentre Marco Renzi è un giornalista, un blogger, speaker, radio televisivo, cura la comunicazione
00:01:45per la politica, insomma è uno che sta naturalmente in questo mondo a pieno titolo e con grande
00:01:52cognizione di causa. Io partirei subito con la prima domanda, quanto velocemente sta cambiando
00:01:58il mondo, quanto velocemente vedremo scomparire la figura professionale del giornalista come
00:02:03l'abbiamo sempre intesa e che cosa sta nascendo? Buonasera innanzitutto a tutti, grazie dell'invito
00:02:13e dell'ospitalità. Quanto velocemente, è già sparita? È già in qualche maniera quello che era?
00:02:23Allora racconto un aneddoto che è abbastanza semplice, io ho iniziato facendo il giornalista
00:02:28Repubblica quotidiano e ho iniziato in fin dei conti non tanto tempo fa perché avevo
00:02:35vent'anni, adesso ne ho quaranta, quindi una ventina di anni fa e ho iniziato con quella
00:02:40a cui siamo abituati un po' tutti quanti, la vita di redazione, si andava in redazione
00:02:44tardi, si faceva la riunione, si scriveva il pezzo, alle sette si mandava via il pezzo
00:02:49con molta calma, se si era di turno di notte si faceva un po' più tardi, altrimenti verso
00:02:54le otto e mezza nove si tornava serenamente a casa per ricominciare la mattina dopo a
00:02:58mezzogiorno. Il massimo dell'impegno e il massimo della conoscenza che c'era richiesta
00:03:02era quella di saper scrivere un articolo, di avere un fiuto per la notizia, saper magari
00:03:07titolare, vedere un attimo gli equilibri che avevamo davanti e poi mandavamo via il pezzo
00:03:15e al resto ci pensavano i tipografi, i fotocompositori, i grafici eccetera. Oggi un giornalista
00:03:25deve lavorare su turni perché entra nelle redazioni alle otto del mattino e finisce
00:03:30di lavorare alle quattro del pomeriggio e non si alza da un computer, deve pensare alle
00:03:37foto, deve pensare all'impaginazione, nel senso proprio a disegnare il posizionamento
00:03:43del suo articolo all'interno della pagina web del suo quotidiano, deve pensare a trovare
00:03:47magari il video di accompagnamento, deve pensare magari a trovare il grafico, deve pensare
00:03:51magari a trovare il link al pezzo precedente che per fare la storia è diventato già di
00:03:59per sé un altro mestiere. Semplicemente perché quello che è richiesto oggi al giornalista
00:04:05non è più tanto quello di informare o di essere uno storico del presente come diceva un grande
00:04:13maestro del giornalismo italiano ma è costretto da una parte ed è portato dall'altra a essere un
00:04:20narratore del presente che è diverso. Deve essere in grado di intercettare il flusso di informazione
00:04:27che tutti quanti noi abbiamo sotto gli occhi in ogni secondo e riuscire in qualche modo a renderlo
00:04:35fruibile a un pubblico che per la prima volta, e poi ne parleremo adesso non voglio spingermi troppo avanti
00:04:40per la prima volta non si limiterà a leggere solo l'articolo sul giornale ma magari gli metterà sotto un
00:04:45commento
00:04:46dicendo che non gli piace l'articolo o che semplicemente le cose non stanno così
00:04:50e questa è una rivoluzione copernicana per un giornalista perché pensate, e chiudo, pensate con
00:04:56la grande firma del grande quotidiano nazionale che pensava di essere in qualche maniera un portatore sano
00:05:03di verità. Pensate al pezzo di questa grande firma che improvvisamente si trova a doversi confrontare
00:05:11col suo pubblico di lettori che esprime il suo disappunto per un articolo che non gli piace ed è un
00:05:18disappunto
00:05:19che è visibile a tutti. Per cui in questo senso oltre a non essere più il giornalista come era prima
00:05:25da un punto di vista tecnico non lo è più neanche come ruolo perché non è più solamente un, come
00:05:31dire,
00:05:31non fa più parte di un'elite staccata dalla realtà, è all'interno di un processo di comunità molto complesso
00:05:39che poi magari cercheremo di approfondire dopo. Marco? E viva Dio nel senso, cioè non fa più parte
00:05:46di un'elite e viva Dio che le cose stanno così, insomma.
00:05:53No, grazie, buonasera. Io sono appunto Marco Renzi e mi sono occupato di progettare questo libro,
00:06:01nel senso che me lo sono inventato, poi ho trovato per strada Daniele e Claudia che hanno voluto
00:06:07per fortuna condividere con me questo percorso e abbiamo scritto questo libro cercando di raccontare
00:06:16appunto questo momento di grande transizione e la necessità di trasformare delle figure professionali
00:06:25e di crearne delle nuove. Il viva Dio che dicevo, insomma, era evidentemente una provocazione,
00:06:32però insomma è così, no? Cioè la rete ci avvicina, avvicina noi a chi produce le cose, a chi produce
00:06:40le notizie
00:06:40in questo caso e contemporaneamente avvicina chi fa le notizie alle persone in modo tale che queste possano
00:06:48certo commentare ma possano poi costruire nuove notizie insieme all'estensore della prima notizia.
00:06:54quindi il ruolo delle comunità, per esempio, tanto per buttare lì un po' di parole, è uno degli aspetti
00:07:03fondamentali di come sta cambiando questa professione, cioè le comunità collaborano attivamente assieme
00:07:10a chi produce le notizie professionalmente e senza andare a scomodare il citizen journalism, non voglio entrare
00:07:18in quella parte, ma semplicemente così, come ruolo attivo e partecipato al processo di costruzione della notizia.
00:07:26Quindi è evidente che, come ha detto Daniele, insomma, il mestiere è già cambiato, è già cambiato molto.
00:07:36i giornalisti non se ne sono ancora accorti e questo è un pochino un guaio, nel senso che bisognerebbe
00:07:42che, soprattutto nell'aspetto mainstream dell'editoria, insomma, dove ci sono poi i soldi grossi,
00:07:49si facessero un po' più cose. Qualcosa sta succedendo, è un po' tardi, ma insomma speriamo di riuscire
00:07:57a fare tesoro delle esperienze che invece in altre parti del mondo si stanno già facendo
00:08:05da molti anni. C'è un pezzo che è in rete proprio in queste ore, l'ha scritto una nostra
00:08:13amica
00:08:14che tra l'altro abbiamo intervistato nel libro, si chiama Paola Bacchiddu e collabora con l'Espresso Online
00:08:20ed è un pezzo interessantissimo perché, oltre ad essere un'intervista a un sociologo
00:08:26che tra l'altro è italiano ma che non lavora in Italia, vedi fuga di cervelli, insomma, come sottotitolo
00:08:33e sottotesto, ma che è molto bravo e capace, conosce molto bene le dinamiche del web e dice cose
00:08:42estremamente importanti perché parla di una condizione reale, di una condizione quotidiana
00:08:48che stiamo vivendo oramai da 15 anni, forse addirittura di più, che invece nel nostro paese
00:08:56è ancora il futuro remoto per quello che riguarda gli ambiti in cui operiamo, cioè quelli del giornalismo,
00:09:03della comunicazione e dell'editoria. E quindi questi aspetti che poi nell'intervista portano
00:09:10anche a delle riflessioni, insomma, come dire, profonde perché lui mette in moto delle riflessioni toste,
00:09:26ci fa pensare di essere sfruttati dai grandi social network, dai motori di ricerca, insomma,
00:09:32di essere veramente carne da cannone tutti noi, sia chi sta nei panni del professionista
00:09:38che chi invece partecipa alla costruzione delle notizie come cittadino e quindi evidentemente
00:09:45scatenerà, ha già scatenato un forte dibattito. Però a parte questo, lui ha scritto proprio su questa cosa
00:09:52una riflessione proprio oggi, però a parte questo, insomma, a parte le provocazioni, c'è quello che è invece
00:09:59molto importante nelle parole di questo sociologo, è la presa di coscienza, cioè il riuscire a definire
00:10:08in modo molto preciso il nostro campo d'azione. E questo secondo me dovrebbe essere la base da cui partire,
00:10:16dovrebbe essere già quello di cui ci stiamo occupando tutti i giorni e che invece purtroppo in Italia non è
00:10:21esattamente così.
00:10:23L'Italia è sempre fanalino di coda su queste cose, in Inghilterra Amazon ha balicato le vendite di ebook
00:10:32rispetto al cartaceo, io non entro nel merito se sia un bene o male, semplicemente facciamo un'analisi
00:10:38di ciò che accade. Il sottotitolo del vostro libro è giornalisti e comunicatori come non si inventa una professione.
00:10:45Immagino che abbiate deciso questo sottotitolo pensando a ciò che accade nel web e cosa accade nel web.
00:10:50Accade che se prima uno non avrebbe mai avuto il coraggio di firmare un pezzo su Repubblica
00:10:54per non sentirsi all'altezza, sul web tutti si sentono all'altezza di dire qualsiasi cosa
00:10:59a qualsiasi interlocutore. Ecco, perché come non si inventano professioni?
00:11:04Qui ci sono le regole anche, perché essere giornalisti sul web o in questo nuovo mondo
00:11:10non significa improvvisarsi, la qualità serve sempre come una volta.
00:11:15Direi che forse paradossalmente serve anche di più, nel senso che come non si inventa una professione
00:11:24nasce da una riflessione amara, nel senso che nasce dalla riflessione sulla logica che tendeva
00:11:33nei primi anni dell'avvento della rete, ma forse anche adesso, a pensare che internet fosse un'attività residuale.
00:11:43A me è capitato di sentire che a gestire le pagine Facebook o i siti istituzionali di aziende medio-grandi
00:11:55veniva messo il nipote giovane dall'amministrato delegato perché è tanto bravo sul computer.
00:12:01Nipote giovane, giovane assai, cioè parliamo magari anche di 18-20 anni.
00:12:07Dall'altra parte il mondo del giornalismo, e io ne ho vissuto sulla pelle questa cosa,
00:12:14ha sempre vissuto in una prima fase l'andare a fare il cronista a Repubblica.it
00:12:21piuttosto che al Corriere.it come una sorta di esilio in Cayenne, perché era anche fisicamente
00:12:28strutturato nel sottoscala del giornale. Le altre redazioni erano nei piani alti,
00:12:34belle finestre, grandi spazi, arredi importanti, e Repubblica.it o il Corriere.it
00:12:40erano infilate in questi sottoscala umidi e bui dove 5-6 piccoli topi da biblioteca puniti
00:12:48venivano mandati a lavorare. Oggi e già non è più così. Però rimane questa percezione
00:12:57di, da una parte, di scarsa importanza della professionalità in questo mondo.
00:13:04Dall'altra, molta ignoranza, ignoranza nel senso latino del termine, nel senso non conoscenza,
00:13:11di che cosa significhi effettivamente lavorare e portare anche un'attività sulla rete,
00:13:16da parte, ad esempio, delle aziende, delle grandi aziende, che tende a lasciare spazio
00:13:23a persone che così esperte e così professionali non sono. Per venire a una domanda di Luca,
00:13:32in realtà serve molta più professionalità, perché sulla rete, e tu hai colto secondo me
00:13:36un aspetto estremamente importante, sulla rete c'è una necessità di consapevolezza
00:13:42di responsabilità molto più ampia, perché in realtà ognuno di noi è vero che può scrivere
00:13:47quello che vuole a chiunque. Ma proprio per questo, proprio perché siamo estremamente
00:13:51più visibili e proprio perché siamo estremamente più potenti, da un punto di vista di capacità
00:13:57di rapporto e di comunicazione con i nostri interlocutori sulla rete, questo ci chiede
00:14:02una maggiore responsabilità, una maggiore consapevolezza del potere che abbiamo in mano.
00:14:08Io parlo anche di qualsiasi semplice cittadino, perché se oggi io scrivo un commento negativo
00:14:14sulla pagina della mia azienda, cioè se qualcuno scrive un commento negativo sulla pagina
00:14:18di Eni, questo è un problema reputazionale per l'azienda, mentre prima il massimo che
00:14:26potevamo fare era telefonare al call center e magari farci mandare a quel paese molto
00:14:30allegramente e la cosa rimaneva circoscritta fra due persone. Questo cambio di prospettiva
00:14:36è esiziale da una parte per il mondo della comunicazione, ma dall'altra per chi ci agisce
00:14:42dentro. E quindi imparare a gestire questi flussi di comunicazione chiede grandissima
00:14:47professionalità e chiede delle competenze, è quello che poi decidemmo con Marco di tagliare
00:14:53il libro in maniera diversa. Noi decidemmo di non raccontare quali erano i nomi delle nuove
00:15:00professioni sulla rete, perché non ha senso. Perché se io vi dico che sulla rete esistono
00:15:04i social media manager, esistono i content provider, esistono i social media content provider,
00:15:10esistono qualsiasi altro nome altisonante in inglese, non vi ho detto nulla, non vi abbiamo
00:15:16detto nulla. Quello che abbiamo cercato di raccontare è quali sono le competenze che servono
00:15:23per lavorare in rete e sono venuti fuori dei profili estremamente di altissimo livello
00:15:31professionale. Perché un comunicatore, una figura che fa comunicazione in rete deve saper
00:15:37scrivere, ma scrivere bene, deve saper scrivere secondo i dettami della rete che non è esattamente
00:15:42la stessa cosa che scrivere un articolo su un giornale. Deve saper riprendere video, deve
00:15:49saper montare video, deve saper fare le fotografie, deve saper aggiustare e fare in post produzione,
00:15:56deve saper gestire i rapporti e le conversazioni con le persone online, che non è banale, vi
00:16:02assicuro, perché non è assolutamente banale, non basta rispondere a qualcuno, bisogna sapere
00:16:08come rispondere, quali possono essere le conseguenze della nostra risposta, sapendo che noi rappresentiamo
00:16:15magari un'azienda, piuttosto che un giornale, eccetera, eccetera. Allora, la morale che esce
00:16:20fuori dal nostro lavoro e il motivo che sta dietro a questo sottotitolo è proprio che la
00:16:28rete, invece che semplificare e abbassare il livello delle professionalità richieste, le
00:16:33sta alzando molto. Nel mondo anglosassone lo hanno capito, tant'è vero che chi è un
00:16:40professionista di comunicazione digitale è pagato molto bene ed è richiesto e c'è un
00:16:45mercato di lavoro floridissimo. In Italia, in alcuni settori lo stiamo capendo, forse,
00:16:54in altri siamo ancora col figlio o col nipote tanto bravo dell'amministratore delegato. Quindi
00:17:00il messaggio che noi vogliamo cercare di mandare con questo sottotitolo e col libro è attenzione,
00:17:04non stiamo parlando di un gioco, ma stiamo parlando di una professionalità di altissimo
00:17:09livello che chiede fatica, chiede studio, chiede abnegazione, chiede esperienza, chiede
00:17:14impegno quotidiano e continuo, che però ha mille possibilità di sviluppo perché questo
00:17:19è un settore che sta crescendo a vista d'occhio e vi posso assicurare, lo vedo io dal punto
00:17:26di vista del mondo delle aziende, io sono tra virgolette l'incarnazione di come in un
00:17:33mercato del lavoro completamente asfittico, questo settore si stia muovendo a velocità
00:17:38invece inaspettate, perché io sono stato cercato dall'azienda in cui lavoro adesso e
00:17:46l'azienda sta cercando persone che lavorino in questo settore e solamente in questo settore.
00:17:52Eni, sapete che cosa fa? Eni cerca ingegneri estrattivi e tecnici della comunicazione digitale.
00:17:58Bene, basta. Tutto il resto delle figure professionali sono ferme. Allora questo è un segnale
00:18:04secondo me estremamente importante che va tenuto presente in una visione da qui a cinque anni
00:18:12sono troppi, diciamo due anni, in cui un fenomeno ormai sta attecchendo in Italia in maniera
00:18:18molto molto decisa e sta aprendo delle prospettive professionali nuove che secondo me vanno sfruttate.
00:18:27Mi fai un'altra domanda o devo andare avanti? Mi sembra lui abbia detto diverse cose.
00:18:32In attesa che coloro che stanno nel seminterrato vadano ai piani alti con la vetrata e coloro
00:18:38che oggi sono su saranno nei seminterrati e visti un po' come il museo delle cere, allora
00:18:43ti chiedo, faccio una declinazione diversa della domanda. Il lettore, che prima aveva dei punti
00:18:51di riferimento perché, come diceva Daniele prima, erano storici del presente, quindi avevamo
00:18:58i Montanelli eccetera, i grandi nomi che erano un riferimento, erano un tornare a casa, tu sapevi
00:19:04cosa trovavi, uno preferiva Montanelli, l'altro preferiva Bocca e trovavi. Sull'online il rischio
00:19:09è che il punto di riferimento venga meno perché il frazionamento della risposta, diciamo, della
00:19:16notizia è frammentata in 200 blog, social network, riviste che nascono, non si sa da
00:19:21chi, non si sa da come. Come fa il lettore a districarsi di più in questa giungla vastissima?
00:19:29Intanto credo che quello che ha citato Daniele fosse Umberto Eco che diceva questa cosa da
00:19:35giornalista e lo storico del presente. No, no, vabbè, me lo sono ricordato io adesso, era da quando l'hai
00:19:44citato
00:19:45che ci stavo pensando sopra. Dunque, come fa il lettore a districarsi? Beh, intanto il lettore
00:19:53secondo me ha molto meno bisogno di districarsi, nel senso che è vero che da una parte c'è
00:19:59questa gran massa di informazioni sempre maggiore che arriva addosso e quindi è difficile
00:20:07riuscire a capire quali sono davvero le notizie interessanti e qual è la fuffa. Però è anche
00:20:14vero che il lettore, oltre a partecipare attivamente alla costruzione della notizia, quasi sempre,
00:20:21perché basta che commenti e già entra nel giro della notizia, ha poi una serie di strumenti
00:20:28e ce ne sono veramente tanti, che gli permettono di selezionare in modo automatico, quindi proprio
00:20:37di attivare una sorta di setaccio elettronico che canalizza verso di lui, sempre in modo automatico,
00:20:43solo i contenuti che gli interessano. E quindi, come dire, è chiaro, se vogliamo farlo per
00:20:52professione, se vogliamo essere davvero al centro della notizia perché siamo professionisti
00:20:56dell'informazione, abbiamo magari maggiori difficoltà in questo senso perché dobbiamo
00:21:02tenere conto davvero di troppe cose. Ma se è il semplice lettore, non semplice perché,
00:21:08come dire, ma che si accosta alla lettura perché ha interessi in determinate cose, beh, allora
00:21:14il web aiuta tantissimo in questo senso. E non solo il web, ma soprattutto la tecnologia
00:21:21digitale, che non è sempre legata al web, evidentemente, è semplicemente un upgrade
00:21:26della tecnologia. Quindi questo tipo, che ne so, le applicazioni per il mobile ti permettono
00:21:35di avere già confezionate le cose che stai cercando. Ci sono delle piattaforme che, penso a
00:21:44Scupit, per esempio, che selezionano proprio, ti permettono, tu vai sulla piattaforma, ti registri
00:21:51e ti crei la tua gabbia di riferimento con tutti gli interessi, te la disegni praticamente da solo
00:22:00e quindi a quel punto dalla piattaforma ricevi solo i contenuti che tu ritieni interessanti.
00:22:07te la personalizzi, insomma. Prima c'erano i feed RSS, no, ci sono ancora in realtà, però
00:22:14insomma è una tecnologia che oramai è abbastanza superata, però già con quelli avevi la possibilità
00:22:22di scatenare questi segugi informatici sulla rete e attraverso di loro ricevere appunto in
00:22:30modo automatico le segnalazioni, i link, tutto quello che ti interessava appunto a seconda dei tuoi
00:22:38interessi. Quindi le tecnologie aiutano moltissimo da questo punto di vista. Altra cosa è invece,
00:22:47ritornando alla questione delle professioni, accostarsi in modo intelligente alla preparazione
00:22:55professionale. Questo è un pochino più difficile soprattutto nel nostro paese. Uno perché non esiste
00:23:01un percorso di studi che ti formi in nessun modo rispetto a questo tipo di professioni. Due perché
00:23:09quei corsi di formazione di cui c'è grande abbondanza nel nostro paese sono per il 90% delle truffe,
00:23:19degli imbrogli. Quindi bisogna anche stare molto molto attenti e spesso anche nomi altisonanti che
00:23:26vengono spesi o che si spendono all'interno di questo tipo di corsi magari non sanno nemmeno
00:23:32loro di essere imbrogliati e sono loro stessi, no? Cioè di far parte di questo meccanismo dell'imbroglio.
00:23:41Gli ordini professionali, mi riferisco all'ordine dei giornalisti, i comunicatori hanno una
00:23:46federazione, la FERPI, ma insomma ci sono, come dire, da una parte miopia nel senso che
00:23:52proprio ignorano l'esistenza delle uniche professioni, dall'altra mancano anche lì delle
00:23:59strutture che abbiano la capacità di preparare o comunque di interagire con gli ordini professionali
00:24:09per preparare questi nuovi professionisti. Sono tutte cose che stanno cominciando a nascere
00:24:14ora, insomma, da un punto di vista, come dire, strutturale. Fino adesso sono state tutte cose
00:24:20episodiche e purtroppo nella maggior parte dei casi truffaldine, indubbiamente truffaldine.
00:24:28Quindi intanto cominciare a capire quali sono le figure di riferimento per le aziende, sia da un punto
00:24:36di vista giornalistico che editoriale, che anche però della comunicazione e quindi tutte le aziende,
00:24:43quale azienda non fa comunicazione? Certo, le agenzie di pubblicità sono quelle delegate a farlo,
00:24:48però un'azienda medio-grande ha al proprio interno un ufficio comunicazione e quindi all'interno di un ufficio
00:24:55comunicazione, prima un'azienda aveva bisogno forse di un grafico, certamente di un ufficio stampa,
00:25:01adesso ha bisogno di altro tipo di figure professionali. Stamattina, non mi ricordo su che sito,
00:25:09ho trovato un'azienda seria che cercava un social media editor. Ecco, mi ha fatto un gran piacere,
00:25:16insomma, vuol dire che piano piano stanno succedendo cose. Un'azienda tra l'altro di moda di Firenze
00:25:21sta cercando un social media editor, sul serio, non è una finta, insomma.
00:25:26Che cosa fa un social media editor? Un social media editor è la persona che gestisce il rapporto
00:25:36fra l'azienda, fra il marchio e i prodotti e le comunità sociali della rete. Quindi se l'azienda è
00:25:44presente
00:25:44su Twitter, su Facebook, su Pinterest, su tutti questi, su Tumblr, su LinkedIn, su quelli che sono appunto
00:25:54i social network attualmente esistenti, il social media editor è quello che fa da mediatore, da una parte
00:26:03scrive le cose per l'azienda, dall'altra però gestisce i discorsi dell'azienda attraverso la rete
00:26:09e la comunità. Costruisce la comunità che segue i prodotti e l'azienda stessa
00:26:16ma soprattutto, ed è il ruolo più importante, ma anche l'aspetto più difficile della professione,
00:26:22risponde alle critiche. Perché naturalmente il web permette, l'abbiamo detto all'inizio di questa chiacchierata,
00:26:30permette alle persone di interagire direttamente in tempo reale con i propri interlocutori.
00:26:37E quindi anche la grande azienda, a maggior ragione, deve rispondere.
00:26:45C'è un paragrafo del vostro libro che è intitolato
00:26:48Per scrivere sul web non è sufficiente mettere in fila una buona frase.
00:26:53Mi verrebbe da dire che neanche per scrivere sulla carta è sufficiente mettere in fila una buona frase.
00:26:58Ma quello che vorrei chiedervi è questo.
00:27:00Secondo voi come cambierà la professione del comunicatore e del giornalista sul web?
00:27:04E lo chiedo perché naturalmente sul cartaccio aveva dei tempi dilatati
00:27:09e da tempi dilatati si arriva allo storico del presente e c'è anche la maniera di scrivere.
00:27:13Mentre la velocità mostruosa e sempre più veloce della comunicazione online
00:27:19è tesa, a mio modo di vedere, a far sì che le notizie siano brevissime,
00:27:24che siano quasi dei lanci ansa, brevissime.
00:27:28Quindi come si ritaglia la figura del giornalista in una velocità così
00:27:33dove magari sono concesse dieci righe per scrivere una cosa?
00:27:41Diciamo che ci sono molte persone che sostengono che in realtà il futuro della rete sia visuale,
00:27:49che la parola scritta stia morendo su internet.
00:27:55Se già adesso circa il 70% della quantità di informazioni,
00:28:03intendo come dati caricati su internet, sono video e foto,
00:28:12questo in parte è dato dal fatto che questo tipo di contenuti prendono più spazio,
00:28:19sono tecnicamente più pesanti come file,
00:28:22quindi hanno bisogno di un maggiore spazio di informazione e di dati per vivere sulla rete.
00:28:28Però dall'altro c'è inevitabilmente una deriva visuale, come l'ho chiamata io tempo fa,
00:28:35che porta la rete a diventare sempre più un qualcosa da vedere e non da leggere.
00:28:43Questo nasce da due problematiche.
00:28:46La prima problematica è che è ormai accertata, è un dato certo,
00:28:51che noi di partenza abbiamo un debito di capacità di concentrazione,
00:28:56di capacità di lettura su quello che abbiamo a schermo piuttosto che sulla carta del 25%.
00:29:01Quindi nella sostanza dei fatti, se noi sulla carta leggiamo una cartella che sono 1800 battute,
00:29:07cioè 30 righe per capirci, quindi 30 righe tipografiche,
00:29:10su internet ci stanchiamo dopo averne letti semplicemente il 75%,
00:29:17quindi poco più che 20 righe.
00:29:21A questo dobbiamo aggiungere che la rete provoca un gigantesco overload di informazioni.
00:29:31Noi sulla rete troviamo quantità enormi di informazioni.
00:29:35Se voi passate, come purtroppo faccio io, buona parte della giornata davanti
00:29:43allo streaming dei social network o dei giornali online,
00:29:47vi rendete conto che è un flusso infinito.
00:29:50Quindi trovare qualcosa che catturi la tua attenzione
00:29:53e che ti porti a dedicare del tempo e appunto dell'attenzione a quel contenuto
00:29:58piuttosto che un altro diventa sempre più complesso.
00:30:01E ovviamente è più semplice che la mia attenzione venga catturata
00:30:06da un'immagine, dal grande potere visivo
00:30:09o da un video che è particolarmente impattante,
00:30:12perché è una modalità di comunicazione che c'è più semplice da vedere.
00:30:16In più, non dimentichiamo che internet, per la maggior parte,
00:30:21da qui e nei prossimi due anni, sarà sempre più questo.
00:30:24O quello che ha sotto gli occhiali.
00:30:28Questi due strani aggeggi, che sono di fatto
00:30:32dei terminali di mobilità della rete,
00:30:37chiedono perché un'ulteriore difficoltà di lettura
00:30:40o un'ulteriore difficoltà di fruizione dei contenuti c'è,
00:30:43perché questo è piccolissimo, lo potete vedere,
00:30:45quindi io mi stanco il doppio a leggere,
00:30:48mentre invece guardare una foto o far passare a un video
00:30:50è sicuramente più semplice, sull'iPad è più o meno la stessa cosa.
00:30:53Quindi c'è tutta una problematica legata ai device,
00:30:58quindi agli strumenti che utilizziamo,
00:30:59e tutta una problematica legata alla nostra capacità di attenzione.
00:31:06Che cosa succederà da qui in poi?
00:31:09E' che il testo diventerà probabilmente sempre più stretto,
00:31:12hai ragione,
00:31:13sempre più costruito da una parte in maniera fortemente evocativa,
00:31:20tipo molto stretto, molto stringato, molto aggressivo,
00:31:25così come possono essere le agenzie stampa,
00:31:27nel senso che un testo che ti porta esattamente il messaggio e basta,
00:31:32e sia il testo diventi sempre più di complemento agli oggetti multimediali,
00:31:38come sono chiamati in gergo tecnico.
00:31:41Già oggi, nel mio lavoro,
00:31:42io quando, mentre prima c'era il comunicato stampa classico,
00:31:45io oggi non faccio un comunicato stampa senza un video e una foto,
00:31:50perché non ha più senso.
00:31:52Anzi, tecnicamente, quello che comunico è l'immagine,
00:31:55e il testo diventa quasi di da scalico rispetto all'immagine.
00:32:01E' un bene o un male?
00:32:03Io che sono nato cartaceo,
00:32:05come disse un mio amico presentandomi in un altro convegno,
00:32:09e come credo gli amici che ho al tavolo con me,
00:32:13a me la cosa non piace,
00:32:15perché il concetto della parola scritta e dell'approfondimento
00:32:20rimane, secondo me, una cosa di grande importanza.
00:32:22Ci sono delle nicchie che si salvano,
00:32:26perché ancora,
00:32:27e ne discutiamo proprio prima al tavolo,
00:32:30c'è una classe anagrafica,
00:32:34perdonatemi,
00:32:34mi metto all'interno di questa classe anagrafica,
00:32:38che non è nativa digitale,
00:32:40ma è migrata digitale,
00:32:43che ha ancora il gusto di approfondire,
00:32:45e quindi utilizza la rete per quello che poi in realtà è nata,
00:32:48cioè uno strumento di approfondimento e di intelligenza collettiva,
00:32:51che l'intelligenza collettiva è sempre superiore alla singola somma,
00:32:56alla semplice somma dei suoi addendi,
00:32:59che riesce ancora a utilizzare e a sfruttare dei luoghi dove i testi sono più ricchi,
00:33:07sono più approfonditi,
00:33:08sono scritti in una certa maniera,
00:33:10e che resistono questi testi a tutta una serie di notazioni tecniche,
00:33:15che si chiamano SEO compliant,
00:33:19e cose tecniche di questo tipo,
00:33:20che servono a far sì che quei testi vengano trovati dai motori di ricerca,
00:33:23sono cose complicatissime e noiosissime che vi risparmio,
00:33:27però sappiate che per esempio quando su internet si scrive qualcosa,
00:33:31bisogna tenere presente queste regole,
00:33:33bisogna tenere anche queste regole tecniche,
00:33:36perché altrimenti il testo non appare nei motori di ricerca,
00:33:38è il testo, l'articolo, il sito non appare nei motori di ricerca,
00:33:42il che vuol dire che praticamente se non è nei motori di ricerca non esiste,
00:33:45per cui bisogna tenere presente anche questo.
00:33:48Quello che ci preoccupava,
00:33:49e lo discutiamo prima di iniziare questo incontro,
00:33:52è che invece la generazione dei nativi digitali puri,
00:33:57la classe che va dall'85-90 in poi,
00:34:01quindi i ragazzi giovani sul serio,
00:34:04questo tipo di approccio con la rete,
00:34:06col testo un po' più organizzato,
00:34:10col vecchio ipertesto magari,
00:34:12quello che era agli albori della rete,
00:34:14lo stanno perdendo,
00:34:15perché si stanno abituando a sfruttare,
00:34:18a leggere messaggi brevi,
00:34:19cioè la lunghezza dei tweet
00:34:21o la lunghezza degli aggiornamenti di stato di Facebook,
00:34:23che sono normalmente molto corti,
00:34:28didascalici alle immagini.
00:34:30Questa non è una buona cosa,
00:34:32a mio modo di vedere,
00:34:33perché rischia di impoverire il portato culturale della rete,
00:34:37da un punto di vista di,
00:34:39diciamo,
00:34:42competenza professionale,
00:34:43per rimanere in tema del libro,
00:34:46chiede in maniera,
00:34:47lo diciamo più volte durante il libro,
00:34:49chiede in maniera assolutamente prioritaria
00:34:52il fatto che chi si avventura sulla rete
00:34:55sappia maneggiare video,
00:34:57sappia maneggiare immagini,
00:34:58sappia pensare
00:35:01di comunicare,
00:35:02sappia pensare e comunicare in forma iconografica,
00:35:06perché è a tutti gli effetti ormai
00:35:08il cuore di un certo tipo di dinamica di comunicazione della rete.
00:35:12Poi magari faremo un altro incontro,
00:35:14perché ce ne potrebbe veramente tanto,
00:35:16per parlare se questo è un bene o un male,
00:35:19io mi taccio dicendo che secondo me
00:35:21è assolutamente una cosa non positiva.
00:35:26Cambio domanda o vuoi aggiungere qualcosa?
00:35:29Volevo aggiungere un paio di cose.
00:35:31Una cosa,
00:35:32quando ha detto Daniele,
00:35:34il testo diventa molto più corto,
00:35:37molto più stretto,
00:35:38molto più cattivo,
00:35:39hai usato proprio il termine.
00:35:42Sì,
00:35:43naturalmente sì,
00:35:44anche perché asciuga,
00:35:45asciuga,
00:35:45alla fine devi dare veramente il distillato,
00:35:48però di contro potrebbe diventare anche pura poesia,
00:35:51quindi,
00:35:52perché insomma,
00:35:53ora,
00:35:54io sono il surreale del gruppo,
00:35:56quindi ogni tanto butto lì delle provocazioni,
00:35:59però nel senso che è chiaro,
00:36:03se uno riesce davvero a distillare quello che scrive,
00:36:06riesce a dire delle cose con pochissime parole,
00:36:10quindi non è detto che per forza di cose si impoverisca,
00:36:14potrebbe tranquillamente invece guadagnarci
00:36:19anche in gran valore,
00:36:21no?
00:36:22E vabbè,
00:36:22e questa è una provocazione.
00:36:23Poi,
00:36:23rispetto al discorso del,
00:36:27del come si costruiscono le notizie in rete,
00:36:30quello che dice Daniele del SEO,
00:36:32eccetera,
00:36:33sono cose sì,
00:36:35abbastanza tecniche,
00:36:36però sono cose fondamentali,
00:36:37nel senso che,
00:36:40riferendomi proprio ai giornalisti e comunicatori,
00:36:42cioè a chi fa informazione e comunicazione sulla rete per mestiere,
00:36:46perché io sto facendo per il Corecom della Toscana,
00:36:52che sono quelli che sovrintendono a tutto quello che viene messo sui giornali,
00:36:57sulle radio,
00:36:58sulle televisioni e anche sul web,
00:37:00il comitato di controllo che poi fa capo all'Agenzia per le Comunicazioni,
00:37:05io sto facendo con alcuni ricercatori del Dipartimento di Scienze Politiche
00:37:11dell'Università di Firenze,
00:37:12una ricerca e un censimento delle testate online della Toscana.
00:37:16È una prima cosa,
00:37:18non è mai successo in Italia,
00:37:20che si esplori,
00:37:22come dire,
00:37:23istituzionalmente questo universo,
00:37:26quindi è una cosa che stiamo facendo in Toscana
00:37:28e che dovrebbe servire addirittura da modello
00:37:31per poi replicarla a livello nazionale.
00:37:36Ci siamo accorti,
00:37:37è sei mesi che lavoriamo su questo progetto,
00:37:39lo stiamo per concludere,
00:37:41ci siamo accorti che tutte le testate online
00:37:45che abbiamo incontrato
00:37:47e abbiamo cercato di censirle veramente tutte,
00:37:50di capire effettivamente chi fa informazione sul web
00:37:54nella regione dove io vivo,
00:37:58ecco,
00:37:58tutte le testate online che abbiamo censito,
00:38:02nessuna di queste utilizza la rete in modo congruo.
00:38:06Cosa vuol dire?
00:38:07vuol dire che molte di queste testate
00:38:10hanno difficoltà a trattare le notizie
00:38:13in modo giornalistico
00:38:15e questo, come dire,
00:38:16può essere sintomo di pochezza,
00:38:20sintomo di, che ne so,
00:38:21anche scarsi investimenti,
00:38:23gente che lavora ma che non ha ben chiara la professione,
00:38:26insomma, può succedere, voglio dire,
00:38:27ma succede anche nel mondo analogico.
00:38:29Quello che inoltre succede
00:38:32è che invece tutte queste persone
00:38:34che lavorano esclusivamente online,
00:38:37queste sono tutte testate nate in rete
00:38:39e per la rete,
00:38:41quindi per fare informazione in rete,
00:38:42non sanno che stanno facendo informazione in rete.
00:38:45E questo è molto grave, no?
00:38:47Cioè, significa che
00:38:49quel discorso che faceva Daniele prima
00:38:51rispetto a, appunto,
00:38:52la costruzione della notizia
00:38:54seguendo i tag, le parole chiave
00:38:56per poter essere ritrovati
00:38:58dai motori di ricerca
00:38:59e quindi indicizzati
00:39:00e quindi visti dalla gente
00:39:02perché se non
00:39:03finiamo sui motori di ricerca
00:39:04la gente non ci vede
00:39:05perché sono poche le persone
00:39:07che sanno navigare internet
00:39:08non utilizzando i motori di ricerca
00:39:11che poi adesso è uno.
00:39:13Perché poi, alla fin fine,
00:39:15tutti i motori sono stati battuti
00:39:17dalla presenza
00:39:21potentissima di Google
00:39:22e quindi a questo punto
00:39:23oramai è una monarchia assoluta,
00:39:25no?
00:39:25quella di Google.
00:39:26Quindi, se non veniamo
00:39:30scoperti da Google
00:39:31e Google è un algoritmo
00:39:32quindi è una
00:39:34essenza automatica
00:39:35che lavora
00:39:36secondo dei calcoli
00:39:38molto precisi
00:39:39quindi se non riusciamo
00:39:40a farci scoprire da Google
00:39:41non esistiamo
00:39:42e questo è molto grave evidentemente
00:39:43ma non solo.
00:39:45Quando si scrive un pezzo per la rete
00:39:47a parte, vabbè,
00:39:48la sintesi è evidentemente fondamentale
00:39:51ne abbiamo parlato fino adesso
00:39:52ma bisogna inserire i link
00:39:56cioè
00:39:57io in due righe di pezzo
00:39:58che scrivo per la rete
00:40:00posso metterci dieci link
00:40:01e a quel punto
00:40:02ho scritto un'enciclopedia
00:40:04perché se poi i link
00:40:05sono, come dire,
00:40:08realmente parte integrante
00:40:09del pezzo
00:40:10e non soltanto una citazione
00:40:12e la persona che legge
00:40:14non si limita a leggere
00:40:15le mie due righe
00:40:16ma va a capire
00:40:17attraverso i link
00:40:18che io gli suggerisco
00:40:19qual è il percorso
00:40:21per una comprensione
00:40:22davvero reale
00:40:23delle cose che sto scrivendo.
00:40:25E questa è una seconda cosa.
00:40:27La terza cosa
00:40:28ne ha parlato a lungo anche Daniele
00:40:30ci sono le foto
00:40:31vabbè
00:40:31ma le foto le troviamo anche
00:40:33sui giornali analogici
00:40:35ma la foto che io metto
00:40:37a corredo di un pezzo
00:40:38che scrivo per l'online
00:40:41è una foto
00:40:42che quasi mai
00:40:43è ferma
00:40:44ma non perché
00:40:45metto il video al posto della foto
00:40:46ma perché è una foto
00:40:48che magari
00:40:49sono più foto
00:40:51cioè è una foto
00:40:52che è già
00:40:53un altro elemento
00:40:56multimediale
00:40:57all'interno del pezzo stesso
00:40:58cioè
00:40:58è una foto
00:40:59di una galleria di foto
00:41:01che qualcuno
00:41:01ha scattato
00:41:03per raccontare
00:41:04quella cosa
00:41:05che io sto scrivendo
00:41:05oppure altre cose
00:41:07insieme a quella
00:41:08che io sto scrivendo
00:41:08e quindi
00:41:09un'integrazione
00:41:10molto forte
00:41:10non è soltanto
00:41:11la foto statica
00:41:13a corredo
00:41:14delle due colonne
00:41:15in cronaca.
00:41:17Un'altra cosa ancora
00:41:18vabbè naturalmente
00:41:19i video
00:41:19i video sono
00:41:20un mondo a parte
00:41:22però i video del web
00:41:23non è televisione
00:41:26sono
00:41:27una parte
00:41:28del pezzo
00:41:29che sto scrivendo
00:41:30quindi
00:41:31il video
00:41:32che io metto
00:41:33a corredo
00:41:33e anche lì
00:41:34purtroppo
00:41:34nel lavoro
00:41:35che abbiamo fatto
00:41:36in Toscana
00:41:36quei pochi video
00:41:38che vengono inseriti
00:41:39non sono mai
00:41:41quello che sto cercando
00:41:42di dire adesso
00:41:43cioè
00:41:44sono dei video
00:41:45cioè
00:41:46sono l'intervista
00:41:47a qualcuno
00:41:48sono
00:41:50magari anche
00:41:52il video
00:41:52che tenta di raccontare
00:41:53la notizia
00:41:54ma non la racconta
00:41:55come la sto raccontando
00:41:56io mentre scrivo il pezzo
00:41:57la racconta
00:41:57come qualcuno
00:41:58quando ha fatto il video
00:41:59l'ha girato
00:42:00e l'ha pensato
00:42:01e non è la stessa cosa
00:42:03quindi
00:42:03quel video
00:42:04certo
00:42:05arricchisce
00:42:06il racconto
00:42:07arricchisce la narrazione
00:42:08ma io che lo inserisco
00:42:10dovrei avere il tempo
00:42:11e spesso il tempo
00:42:12non ce l'ho
00:42:13e la capacità
00:42:14la conoscenza
00:42:15degli strumenti
00:42:16per poterlo tagliare
00:42:18se è possibile
00:42:19rimodellare
00:42:20in modo che sia
00:42:21davvero complementare
00:42:22la notizia
00:42:22e non una cosa
00:42:23che talvolta
00:42:25fuorvia
00:42:25o addirittura
00:42:26non c'entra niente
00:42:27anche se magari
00:42:29è attinente
00:42:29alla notizia
00:42:30però
00:42:30cioè
00:42:31io ho scritto la notizia
00:42:32il video non l'ho fatto io
00:42:36e mi fermerei
00:42:39dunque
00:42:40questo nuovo universo
00:42:42questo nuovo orizzonte
00:42:43porta in seno
00:42:45anche tantissime insidie
00:42:47vorrei citare un esempio
00:42:49che tutti conoscono
00:42:50di poche settimane fa
00:42:52un imprenditore
00:42:53fa una telefonata
00:42:55una trasmissione televisiva
00:42:56e da una frase infelice
00:42:58da un inciampo
00:42:59cosa capita
00:43:00capita
00:43:01una cosa virale
00:43:04come si dice
00:43:04sul web
00:43:07ecco
00:43:07quando
00:43:09e questa cosa
00:43:10mi ha fatto riflettere
00:43:11non tanto
00:43:12sul fatto che
00:43:14uno possa avere un inciampo
00:43:16o non ci siano i rimedi
00:43:17per rimediare
00:43:17perché poi
00:43:18naturalmente stiamo parlando
00:43:20di Guido Barilla
00:43:20hanno rimediato
00:43:22parlando
00:43:24forse
00:43:24una figura del futuro
00:43:26sarà anche quella
00:43:28di prevedere
00:43:30che a una parola
00:43:32una frase
00:43:32non c'è una conseguenza
00:43:34come c'era prima
00:43:34ma si dovrebbe accendere
00:43:35una spia rossa
00:43:36molto prima
00:43:37prima che la cosa
00:43:38rotoli
00:43:39a velocità
00:43:40ingovernabile
00:43:41quello è stato un esempio
00:43:42ma non è l'unico
00:43:43ce ne sono stati altri
00:43:44recentemente
00:43:45quando da
00:43:46una piccolissima cosa
00:43:48il classico sassolino
00:43:49che fa cadere
00:43:50una frana
00:43:51ecco
00:43:52come proteggersi
00:43:53di fronte
00:43:54a questa brutalità
00:43:55del web
00:43:56questa è una brutalità
00:43:56assoluta
00:43:57così come spesso
00:43:58e non stiamo parlando
00:43:59di cose illegali
00:43:59perché poi c'è tutto
00:44:00il mondo dell'illegale
00:44:01naturalmente
00:44:02i social media
00:44:02i ragazzini
00:44:04che vengono forviati
00:44:05eccetera
00:44:05io parlo di una cosa legale
00:44:06qui c'è uno
00:44:07che dice una parola
00:44:08in un secondo dopo
00:44:09la sa tutto il mondo
00:44:10portando conseguenze
00:44:12ciclopiche
00:44:12rispetto a quello
00:44:14che era metabolizzato prima
00:44:15io dicevo una frase
00:44:16veniva fuori un articolo
00:44:17sul giornale
00:44:19comunicavo nuovamente
00:44:20ma qui in una frazione
00:44:21di secondo
00:44:22cade la frana
00:44:23come cautelarsi
00:44:25rispetto a questi rischi
00:44:27ora scusami
00:44:29poi ti scedo subito
00:44:30la parola
00:44:31perché lui su Barilla
00:44:32ci ha scritto anche
00:44:33un articolo
00:44:34molto interessante
00:44:35quindi si è
00:44:37documentato
00:44:37no
00:44:38una cosa
00:44:40importante
00:44:41è
00:44:43e guarda caso
00:44:44l'abbiamo messo nel libro
00:44:45è utilizzare
00:44:47le figure professionali
00:44:48necessarie
00:44:48che è una cosa
00:44:49che non sta succedendo
00:44:50ma davvero
00:44:51cioè non sta succedendo
00:44:52da nessuna parte
00:44:53non sta succedendo
00:44:55nei giornali
00:44:55ed è gravissimo
00:44:56perché i giornali
00:44:58nel frattempo
00:44:58stanno chiudendo
00:44:59e quindi sono
00:45:00evidentemente
00:45:00molto grave
00:45:01cioè stanno licenziando
00:45:02tutti
00:45:03quindi bisognerebbe
00:45:04che se ne accorgessero
00:45:05che utilizzare
00:45:06le figure giuste
00:45:08probabilmente
00:45:08non è detto
00:45:09che risolva
00:45:10tutti i mali
00:45:11però certamente
00:45:12li pone
00:45:13in una condizione
00:45:13un po' diversa
00:45:14da quella di
00:45:15chiudi la redazione
00:45:16alle 7
00:45:17per risparmiare
00:45:17due ore di corrente
00:45:18manda a casa
00:45:19tutti quelli
00:45:19che posso prepensionare
00:45:21e adesso
00:45:22non lo possono più fare
00:45:23perché l'Inci
00:45:24ha già comunicato
00:45:25che li copre
00:45:26fino a febbraio
00:45:26del 2014
00:45:27dopodiché
00:45:28perché i prepensionati
00:45:29vabbè questa è una cosa
00:45:30molto giornalistica
00:45:31quindi
00:45:31ve la risparmio
00:45:32ma insomma
00:45:32cioè per mandare
00:45:34in pensione un giornalista
00:45:35c'è una cassa
00:45:36apposta
00:45:37che paga
00:45:37i prepensionamenti
00:45:39ma se la cassa
00:45:40ha finito i soldi
00:45:41l'azienda
00:45:42non si può permettere
00:45:43di prepensionare
00:45:43quindi diventa difficile
00:45:45poi
00:45:46attuare questo tipo
00:45:47di
00:45:48di tagli
00:45:49e quindi risparmiare
00:45:50allora
00:45:50utilizzare le persone giuste
00:45:52è veramente
00:45:53molto importante
00:45:54e potrebbe
00:45:55poteva essere importante
00:45:57anche in un caso
00:45:58come quello
00:45:58e poi
00:46:00e poi naturalmente
00:46:01c'è tutta la questione
00:46:02della reputazione
00:46:04mi lasci la patata bollente
00:46:06ah ho capito
00:46:07è certo
00:46:09ecco scusa
00:46:11Daniele
00:46:11una cosa sulla reputazione
00:46:12cosa accade anche
00:46:14aggiungo un'altra cosa
00:46:15così mi puoi dare
00:46:15una risposta più completa
00:46:16cosa accade
00:46:17che una persona
00:46:19che è un manager
00:46:20di un'azienda pubblica
00:46:20di un'azienda privata
00:46:21oppure fa un percorso politico
00:46:23capita che in questo
00:46:24tragitto
00:46:25fatto di tantissime insidie
00:46:27capita che possa
00:46:27nascere un'indagine
00:46:28della procura
00:46:30quante volte
00:46:31capita poi
00:46:32che l'indagine
00:46:32della procura
00:46:33finisce con un'archiviazione
00:46:34però sul nome
00:46:35di quella persona
00:46:36o di quelle persone
00:46:37inconsapevoli
00:46:38di ciò che stava accadendo
00:46:39per sei mesi
00:46:40digitando il loro nome
00:46:41su google
00:46:42la parola che viene
00:46:43attaccata dopo
00:46:44è indagato
00:46:45per sei mesi
00:46:45per sei anni
00:46:46per sessanta anni
00:46:48volendo
00:46:49allora
00:46:51la domanda
00:46:52è di quelle
00:46:53capitali
00:46:54per chi fa il mio mestiere
00:46:57dietro alla telecamera
00:46:58c'è una persona
00:46:59che sa che
00:46:59ne abbiamo parlato
00:47:00a lungo
00:47:01una carissima amica
00:47:01che sa che
00:47:02ne abbiamo parlato
00:47:03a lungo
00:47:03in altre situazioni
00:47:06allora
00:47:07cerco di andare
00:47:08per ordine
00:47:09cercando di essere
00:47:09il più breve possibile
00:47:10il caso Barilla
00:47:13io
00:47:15ho scritto
00:47:16sul caso Barilla
00:47:18un articolo
00:47:19molto tecnico
00:47:20da comunicatore
00:47:22rivolto a
00:47:23colleghi
00:47:23che stavano gestendo
00:47:25o stavano provando
00:47:26a gestire
00:47:27l'enorme imbroglio
00:47:28che era nato
00:47:29da quella cosa
00:47:31in questo ruolo
00:47:32cioè nel ruolo
00:47:33di essere
00:47:33seduto qui
00:47:34di fronte a voi
00:47:35io vi dico
00:47:35ma meno male
00:47:36che c'è stato
00:47:37un caso Barilla
00:47:37ma meno male
00:47:39che ci sono
00:47:39tanti altri casi
00:47:40ma perché
00:47:41non perché adesso
00:47:42voglia
00:47:43come dire
00:47:44presentare le mie dimissioni
00:47:45al mio amministrato delegato
00:47:46domani
00:47:48è semplicemente
00:47:49questo
00:47:49che
00:47:50il fatto che
00:47:51un fenomeno
00:47:54una frase
00:47:54infelice
00:47:55di un capitano
00:47:56di industria
00:47:57come è stato
00:47:58Guido Barilla
00:48:00abbia trovato
00:48:01una così
00:48:03potente
00:48:04immediata
00:48:04e penetrante
00:48:06eco
00:48:06in tutto il mondo
00:48:07è la prova provata
00:48:09che noi siamo
00:48:10di fronte
00:48:10non più
00:48:11a un fenomeno
00:48:13di comunicazione
00:48:13perché la rete
00:48:14non è più
00:48:14un fenomeno
00:48:15di comunicazione
00:48:16ma siamo
00:48:16di fronte
00:48:17a un fenomeno
00:48:18di tipo sociale
00:48:19che ha restituito
00:48:20a tutti quanti noi
00:48:22o meglio
00:48:23ci ha dato
00:48:24a tutti quanti noi
00:48:25un potere
00:48:26che non avevamo
00:48:26era il discorso
00:48:27che facevo prima
00:48:29oggi
00:48:29quello che dice
00:48:31Guido Barilla
00:48:31non lo riprende
00:48:33solo il Repubblica
00:48:34e Corriere della Sera
00:48:35scrivendoci l'articolo
00:48:36escono il giorno dopo
00:48:37e poi magari
00:48:38ci fa il servizio
00:48:39la televisione
00:48:40e la cosa
00:48:41rimane all'interno
00:48:42di un mondo
00:48:45circoscritto
00:48:45ai lettori
00:48:46dei giornali
00:48:47ai giornalisti
00:48:48e agli opinion leader
00:48:49che leggevano il giornale
00:48:50oggi
00:48:51la battuta
00:48:52infelice
00:48:53Guido Barilla
00:48:53arriva ovunque
00:48:54arriva sui telefonini
00:48:55di ognuno di noi
00:48:57la registrazione audio
00:48:59di quell'infelicissima
00:49:00intervista
00:49:01arriva sui telefonini
00:49:03di ognuno di noi
00:49:03il che significa
00:49:05che noi abbiamo il potere
00:49:06di stigmatizzare
00:49:08una cosa
00:49:09che non ci piace
00:49:11che è stata detta
00:49:12e fatta
00:49:13da un personaggio pubblico
00:49:14questo ha
00:49:15da un punto
00:49:16come ogni cosa
00:49:17nella vita
00:49:17d'altronde
00:49:18è una medaglia
00:49:19con due facce
00:49:20perché se da una parte
00:49:22questo permette
00:49:23a chiunque di noi
00:49:23di approcciare
00:49:25finalmente
00:49:25dico io
00:49:26le grandi aziende
00:49:28o le persone
00:49:29che sono normalmente
00:49:31inarrivabili
00:49:32o inavvicinabili
00:49:33con una capacità
00:49:34di impatto
00:49:34che nessuno
00:49:34aveva mai avuto
00:49:35perché ripeto
00:49:36l'esempio
00:49:36del post critico
00:49:38sulla pagina di Eni
00:49:39piuttosto che di
00:49:40qualsiasi altra azienda
00:49:41che costringe
00:49:42l'azienda a rispondere
00:49:43cosa che prima
00:49:44era assolutamente
00:49:45fuori da ogni logica
00:49:49l'altro lato
00:49:51della medaglia
00:49:51che è quello
00:49:52che citava anche lui
00:49:53e che ovviamente
00:49:56scatta anche
00:49:57la rete di venta
00:49:58in qualche maniera
00:49:58una sorta di
00:49:59quello che chiamo io
00:50:00l'effetto abitacolo
00:50:02che cos'era l'effetto abitacolo
00:50:03voi se vivete
00:50:04in una città bellissima
00:50:05in cui il traffico
00:50:06non esiste
00:50:07io vivo a Roma
00:50:08sì
00:50:09vi posso assicurare
00:50:11che quello che voi avete
00:50:12non è il traffico
00:50:14parliamone
00:50:15a Roma
00:50:16il traffico di Roma
00:50:18i tre milioni
00:50:19di abitanti di Roma
00:50:20vivono
00:50:21delle trasformazioni
00:50:22caffiane
00:50:23quando entrano
00:50:24nelle macchine
00:50:25perché entrano
00:50:26in giacca e cravatta
00:50:27persone serie
00:50:28rispettabilissimi
00:50:29padri di famiglia
00:50:30chiudono lo sportello
00:50:31e diventano delle belve
00:50:32assedate di sangue
00:50:34l'effetto abitacolo
00:50:35in realtà
00:50:36questa è una battuta
00:50:37è studiata sociologicamente
00:50:39come dire
00:50:40lo straniamento
00:50:41dal contesto sociale
00:50:42quindi la distanza
00:50:43la percezione
00:50:44di sentirsi protetti
00:50:45dal contatto fisico
00:50:47diretto
00:50:48con le altre persone
00:50:48ci porta
00:50:50a comportarci
00:50:51come normalmente
00:50:51non ci comporteremmo
00:50:53cioè io
00:50:53in questa situazione
00:50:55non direi mai
00:50:56delle cose
00:50:56che probabilmente
00:50:57se fossi chiuso
00:50:58dentro una macchina
00:50:58magari mi scapperebbero
00:51:00la rete funziona
00:51:01esattamente
00:51:01nella stessa maniera
00:51:02quindi innesca
00:51:03delle dinamiche
00:51:06brutali
00:51:07a volte
00:51:08di critiche
00:51:09che è
00:51:10diciamo
00:51:11la coda negativa
00:51:13non so se vi ricordate
00:51:14il caso delle critiche
00:51:15alla presidente
00:51:15della camera Boldrini
00:51:16non so se vi ricordate
00:51:18l'addio a twitter
00:51:18di Mentana
00:51:19non so se vi ricordate
00:51:20mille altri episodi
00:51:22che sono capitati
00:51:23legati a un utilizzo
00:51:25estremamente aggressivo
00:51:26e guerriero
00:51:28di questo potere
00:51:30che ognuno di noi ha
00:51:30e qua torna
00:51:32il problema
00:51:33della responsabilità
00:51:34perché se ognuno di noi
00:51:35fosse un po' più consapevole
00:51:37di quello che fa
00:51:37probabilmente
00:51:38questo tipo di fenomeni
00:51:39non accadrebbero
00:51:42il problema
00:51:43della reputazione
00:51:45che è poi
00:51:46la tua domanda
00:51:47no?
00:51:50è un problema vero
00:51:52perché io
00:51:53vengo da un'azienda
00:51:56prima di Eniero
00:51:57in Unicredit
00:51:58questa azienda
00:52:00ha avuto
00:52:00negli anni passati
00:52:01dei problemi
00:52:02con gli strumenti
00:52:04finanziari
00:52:04chiamati derivati
00:52:05stiamo parlando
00:52:06del 2006
00:52:08se voi
00:52:09lanciate su google
00:52:11una ricerca
00:52:12unendo
00:52:13al nome dell'azienda
00:52:14la parola derivati
00:52:15trovate articoli
00:52:17molto critici
00:52:19di importanti
00:52:21testate nazionali
00:52:22su quel fatto
00:52:23che risalgono
00:52:24alla bellezza
00:52:24di sette anni fa
00:52:25che cosa significa questo?
00:52:27significa che in realtà
00:52:28la rete
00:52:29sta diventando
00:52:30un luogo
00:52:31dove
00:52:31la reputazione
00:52:32di ognuno di noi
00:52:33e la reputazione
00:52:34di ogni azienda
00:52:35viene messa in gioco
00:52:37ogni giorno
00:52:37ogni momento
00:52:38e nel momento
00:52:39in cui qualcuno sbaglia
00:52:40questa macchia
00:52:42gli rimane addosso
00:52:43allora senza entrare
00:52:44nelle lunghe
00:52:46disquisizioni
00:52:46sul diritto all'oblio
00:52:47che sarebbero
00:52:49complicate e lunghe
00:52:50quello che registro io
00:52:52è che
00:52:54il prezzo
00:52:55di un rischio
00:52:56reputazionale
00:52:57è molto più alto
00:52:58proprio perché
00:52:59siamo tutti quanti
00:53:00connessi
00:53:01e quindi
00:53:01tutti vengono a sapere
00:53:03quello che facciamo
00:53:04soprattutto se siamo
00:53:05personaggi pubblici
00:53:06o siamo aziende
00:53:07è un prezzo
00:53:08che paghiamo
00:53:09e secondo me
00:53:10tutto sommato
00:53:11ci possiamo anche stare
00:53:13in questa prima fase
00:53:14va assolutamente regolato
00:53:16ma ci possiamo anche stare
00:53:17e lo dico da comunicatore
00:53:18quindi lo dico
00:53:19contro i miei interessi
00:53:21perché la maggior parte
00:53:22del tempo
00:53:22del mio lavoro
00:53:23io lo passo
00:53:23a cercare di tutelare
00:53:24la reputazione
00:53:25della mia azienda
00:53:26quindi cercare di
00:53:26mettere le toppe
00:53:27dove non funziona
00:53:30è un prezzo
00:53:31che paghiamo
00:53:32ha una
00:53:34capacità
00:53:34e un potere
00:53:35che la rete
00:53:35ci ha restituito
00:53:37quello che io dico
00:53:38ed è poi
00:53:39tra l'altro
00:53:39il cuore
00:53:41della conversazione
00:53:42telematica
00:53:43che si è innescata
00:53:44dall'articolo
00:53:45che citava
00:53:45Marco
00:53:46all'inizio
00:53:46della collega
00:53:48è che serve
00:53:49consapevolezza
00:53:50serve cultura
00:53:52cultura della rete
00:53:53non significa solamente
00:53:55imparare
00:53:56a usare
00:53:56social network
00:53:57cultura della rete
00:53:57significa consapevolezza
00:53:59del potere che abbiamo
00:54:00da una parte
00:54:01e che non può
00:54:03prescindere
00:54:03dalla
00:54:04grande
00:54:06professionalità
00:54:07che è richiesta
00:54:08per lavorarci
00:54:10perché se siamo
00:54:11tutti un po'
00:54:12più professionisti
00:54:13siamo tutti
00:54:13un po'
00:54:14più deontologicamente
00:54:15preparati
00:54:15siamo tutti
00:54:16un po'
00:54:17più responsabili
00:54:18e probabilmente
00:54:19la coda negativa
00:54:19esisterà
00:54:20perché l'abitacolo
00:54:21ci farà sempre
00:54:22tirar fuori
00:54:23la parola sbagliata
00:54:24al momento sbagliato
00:54:25ma numericamente
00:54:26probabilmente
00:54:27sarà meno eccessivo
00:54:29rispetto a quanto è adesso
00:54:30vi posso assicurare
00:54:31che se qualcuno di voi
00:54:33si fa una passeggiata
00:54:34su qualche social network
00:54:35trovate delle cose
00:54:37che fanno accapponare la pelle
00:54:38e la cosa divertente
00:54:40è che le trovate
00:54:41scritte
00:54:42da persone
00:54:42che si firmano
00:54:43col nome e cognome
00:54:45questa è una cosa
00:54:46che a me per esempio
00:54:47colpisce tantissimo
00:54:48perché
00:54:48negli albori di internet
00:54:50c'erano i famosi nickname
00:54:51quindi uno si chiama
00:54:52Pippo 64
00:54:53e poteva dire
00:54:54quello che voleva
00:54:55oggi uno si chiama
00:54:56Mario Rossi
00:54:56c'ha tanto di foto
00:54:57sposato
00:54:58quattro figli
00:54:59le bambine
00:55:00sulla caccia
00:55:01eccetera
00:55:01e scrive delle cose
00:55:03inenarrabili
00:55:04contro qualcun altro
00:55:05c'è bisogno
00:55:07di uno scatto
00:55:07da questo punto di vista
00:55:08questo sicuramente
00:55:10siamo
00:55:11al giro di Boa
00:55:12siamo all'ora
00:55:13io vi farei due domande
00:55:14e chiederei due risposte
00:55:15telematiche
00:55:16poi
00:55:18magari
00:55:19telegrafiche
00:55:20scusate
00:55:20ormai siamo
00:55:21siamo nel tema
00:55:22sì
00:55:24e poi magari
00:55:24lasciamo la parola
00:55:25a qualcuno di loro
00:55:26se ha delle domande
00:55:27prima domanda
00:55:28se tutto il mondo
00:55:29sta andando qui
00:55:30e tutta la vita
00:55:31si svolgerà qui
00:55:32prevedete nel giro
00:55:34di poco tempo
00:55:34che non sarà più possibile
00:55:36l'anonimato
00:55:36e sarà obbligatoria
00:55:37l'identità precisa
00:55:38o continuerà
00:55:39l'anonimato
00:55:40secondo voi
00:55:42ebbè proprio
00:55:43nell'intervista
00:55:44ora io non mi ricordo
00:55:46come si chiama lui
00:55:46ma insomma
00:55:48proprio nell'intervista
00:55:49di Paola
00:55:50questo importante
00:55:52sociologo
00:55:53che vive
00:55:54in Svizzera
00:55:55mi sembra
00:55:55o in Francia
00:55:57ma comunque
00:55:57italiano
00:55:58lui dice proprio questo
00:56:00andatevelo a leggere
00:56:01perché è molto interessante
00:56:02lui parla proprio
00:56:03dell'impossibilità
00:56:06di rimanere anonimi
00:56:07quindi della assoluta
00:56:10necessità
00:56:11di essere
00:56:11sempre
00:56:12raggiungibili
00:56:14irreperibili
00:56:14identificabili
00:56:15e lo mette
00:56:16come fatto
00:56:18molto negativo
00:56:19non lo mette certo
00:56:20come fatto positivo
00:56:21quindi
00:56:24denunciando
00:56:25lo sfruttamento
00:56:26da parte
00:56:27di Google
00:56:28da parte
00:56:28delle grosse compagnie
00:56:30che gestiscono
00:56:30i social network
00:56:32quindi Facebook
00:56:33Twitter
00:56:33eccetera
00:56:34di tutti noi
00:56:35nel senso
00:56:36come massa
00:56:37di lavoratori
00:56:38nostro malgrado
00:56:40perché non ce lo dicono
00:56:41ecco
00:56:42Antonio Casilli
00:56:43si chiama
00:56:43il collega
00:56:44mi ha supportato
00:56:48cosa che con la carta
00:56:49non avrebbe potuto fare
00:56:52e quindi insomma
00:56:53secondo lui
00:56:54ci sfruttano
00:56:56e noi non ce ne accorgiamo
00:56:57perché noi
00:56:59mettiamo in rete
00:57:00un sacco di
00:57:01un sacco di materiale
00:57:02utile
00:57:03soprattutto nei social network
00:57:05e loro poi
00:57:06questo materiale
00:57:07lo rivendono
00:57:09al di là poi
00:57:10della nostra stessa identità
00:57:11che viene venduta
00:57:12tutti i nostri gusti
00:57:13i nostri orientamenti
00:57:15di consumo
00:57:16c'è un libro bellissimo
00:57:17che ha scritto
00:57:18un collega
00:57:20e amico
00:57:21che si chiama
00:57:21Vincenzo Cosenza
00:57:22che lavora a Blogmeter
00:57:23che si chiama
00:57:24Big Data
00:57:25e lui racconta
00:57:26molto bene
00:57:27proprio questo aspetto
00:57:29cioè come
00:57:31le aziende
00:57:32ci stanno vendendo
00:57:34pezzettino per pezzettino
00:57:36noi non ne sappiamo
00:57:37assolutamente nulla
00:57:38ma è quello che sta succedendo
00:57:40insomma
00:57:41e lui lo racconta
00:57:42lo analizza
00:57:43e suggerisce anche
00:57:44tutta una serie di sistemi
00:57:45per impedire questa cosa
00:57:47perché secondo
00:57:49non soltanto lui
00:57:50ma c'è una linea di pensiero
00:57:52molto precisa
00:57:53di una serie di studiosi
00:57:54si potrebbe tranquillamente
00:57:55mettere dei correttivi
00:57:57a questa situazione
00:57:59senza bisogno
00:58:00di sconvolgere nulla
00:58:01insomma
00:58:01di scatenare
00:58:03un pandemonio
00:58:06molto telematico
00:58:07no
00:58:10signori
00:58:11la privacy è finita
00:58:14levatevelo dalla testa
00:58:16ma non è finita
00:58:18la privacy
00:58:18nel senso
00:58:19inglese
00:58:20ottocentesco
00:58:20è il termine
00:58:21la bolla sociale
00:58:23di privata vita
00:58:25entro cui
00:58:26nessuno
00:58:26dovesse entrare
00:58:27è finito il concetto
00:58:29stesso di privacy
00:58:30ha tutta un'altra visione
00:58:31cioè se noi siamo
00:58:32ormai in una stagione
00:58:34in cui
00:58:34io metto
00:58:36le foto personali
00:58:37a disposizione
00:58:38del mondo
00:58:39al netto
00:58:40dell'uso
00:58:40che se ne fa
00:58:41non ci voglio entrare
00:58:42perché quello che ha detto
00:58:43Marco è sacrosanto
00:58:44leggetevi il libro
00:58:45di Vincenzo
00:58:46perché è illuminante
00:58:47ma
00:58:47non ci voglio entrare
00:58:49se ognuno di noi
00:58:50mette liberamente
00:58:51queste cose
00:58:52se ognuno di noi
00:58:52si mette
00:58:54su un palcoscenico
00:58:55digitale
00:58:55che è globale
00:58:56il concetto
00:58:57stesso di privacy
00:58:58è un'altra cosa
00:58:59e se ne parlava
00:59:02noi
00:59:02stiamo vendendo
00:59:04pezzi
00:59:05di noi stessi
00:59:06in termini di dati
00:59:07di scelte
00:59:08di apprezzamenti
00:59:11o di non apprezzamenti
00:59:13in termini di scelte
00:59:14di prodotto
00:59:14eccetera
00:59:15eccetera
00:59:16come prezzo
00:59:20verso società
00:59:21che utilizzano
00:59:22che ci danno
00:59:24la possibilità
00:59:24che ci regalano
00:59:26questa ribalta
00:59:27digitale
00:59:28questo è lo scambio
00:59:30che oggi è in corso
00:59:31il dibattito
00:59:32che si sta facendo
00:59:33in queste ore
00:59:33su Twitter
00:59:34fra me
00:59:36e altri colleghi
00:59:37e l'autore
00:59:37intervistato
00:59:38Santilli
00:59:39mi ricordo
00:59:40Santilli
00:59:41intervistato
00:59:41dalla collega
00:59:42è che
00:59:44questo scambio
00:59:45sia o meno
00:59:46alla pari
00:59:46non è alla pari
00:59:48ovviamente
00:59:48perché noi diamo
00:59:49qualcosa
00:59:50a cui
00:59:50soprattutto
00:59:51la giovane generazione
00:59:53dà un valore
00:59:54tutto sommato
00:59:55basso
00:59:56lo diamo
00:59:56a qualcuno
00:59:57che invece
00:59:57lo monetizza
00:59:58e lo fa diventare
00:59:59oro colato
01:00:00ma questo è un altro
01:00:01paio di maniche
01:00:02andiamo a fine
01:00:03discorso della cultura digitale
01:00:04quindi
01:00:05sì
01:00:07esisterà
01:00:07il concetto
01:00:08dell'identità unica
01:00:09è inevitabile
01:00:10che sia così
01:00:10perché
01:00:11la tendenza
01:00:13di tutto il mondo
01:00:15è quella
01:00:15di una digitalizzazione
01:00:17la digitalizzazione
01:00:19chiede necessariamente
01:00:20semplicità
01:00:22e la semplificazione
01:00:23massima
01:00:24è quello che
01:00:24ognuno di noi diventi
01:00:25un nome
01:00:26un cognome
01:00:27un numero di telefono
01:00:28che probabilmente
01:00:29non sarà più
01:00:30un numero di telefono
01:00:30ma sarà un identificativo
01:00:31unico
01:00:33che utilizzeremo
01:00:35per la rete
01:00:35per accedere
01:00:36ai servizi telefonici
01:00:38per comprare
01:00:39cioè
01:00:40con questi
01:00:41si può già acquistare
01:00:42con questi
01:00:43si possono fare
01:00:43biglietti
01:00:44dell'autobus
01:00:45si possono
01:00:45pagare i parcheggi
01:00:47in paesi
01:00:48si possono prenotare
01:00:49i tags
01:00:50possiamo fare tutto
01:00:51da qui
01:00:51diventeremo
01:00:52un seriale
01:00:53la nostra identità
01:00:55diventerà
01:00:55un numero seriale
01:00:56è inevitabile
01:00:58questo caccare
01:00:59anche a breve
01:01:00ultima domanda
01:01:01che faccio sempre
01:01:02con buona pace
01:01:03di George Orwell
01:01:04sì esatto
01:01:07ultima domanda
01:01:08siamo in un luogo
01:01:09dove si vendono
01:01:09libri cartacei
01:01:12abbiamo accenato
01:01:14prima
01:01:14alla vendita
01:01:15dell'ebook
01:01:15nel mondo
01:01:16a una percentuale
01:01:17cospicola
01:01:18in Italia
01:01:18ancora ridotta
01:01:21pronostico
01:01:22chiedo sempre a tutti
01:01:23coloro che intervisto
01:01:24con cui dialogo
01:01:25pronostico
01:01:27quanto ci metterà
01:01:28la carta
01:01:29a rimanere una cosa
01:01:29di nicchia
01:01:30pregiata
01:01:30che non è che
01:01:31magari scomparirà mai
01:01:32insomma
01:01:32però quanto ci metterà
01:01:34secondo voi
01:01:34a far sì
01:01:36che questo luogo
01:01:37non sia più
01:01:37un luogo di scaffali
01:01:38di libri
01:01:38ma sia un'altra cosa
01:01:40non succederà
01:01:42sei convinto
01:01:43che tra 15 anni
01:01:44ci saranno ancora
01:01:44tre piani di libri
01:01:45c'è un fatto
01:01:46tecnico
01:01:47scientifico
01:01:48molto preciso
01:01:48l'abbiamo dibattuto
01:01:49un mesetto fa
01:01:51a Firenze
01:01:52durante un convegno
01:01:53che io organizzo
01:01:55insieme ad altre persone
01:01:56che si chiama Digit
01:01:57il supporto digitale
01:01:59non è eterno
01:02:00è una balla
01:02:01i supporti analogici
01:02:02sono molto più eterni
01:02:04non lo sono evidentemente
01:02:05non si può neanche dire
01:02:06molto più eterni
01:02:07ma concedetemelo
01:02:09e quindi
01:02:10tutto quello
01:02:11che ci hanno raccontato
01:02:12non è vero
01:02:16la masterizzazione
01:02:17dei dischi
01:02:18dall'analogico
01:02:19al digitale
01:02:20così li conserviamo
01:02:20per sempre
01:02:21e poi non fanno più
01:02:22i rumori
01:02:23la puntina
01:02:24salta
01:02:25le cose
01:02:26non è vero
01:02:27cioè
01:02:28è vero naturalmente
01:02:30ma è vero
01:02:30nel medio periodo
01:02:31non è vero
01:02:32che il supporto digitale
01:02:34è permanente
01:02:35anzi
01:02:36si guasta
01:02:38molto prima
01:02:39dei supporti analogici
01:02:40e quindi
01:02:41finché la scienza
01:02:42non troverà
01:02:43un supporto
01:02:43veramente permanente
01:02:45questo tipo di discorso
01:02:47cioè
01:02:47quando è che i libri di carta
01:02:48diventeranno
01:02:49questo non è possibile
01:02:50anzi
01:02:51meno male
01:02:52allora rincaro la dose
01:02:53ma
01:02:54già oggi
01:02:56escono dei libri
01:02:56solo in formato digitale
01:02:58e non si stanno preoccupando
01:02:59se dureranno
01:03:00o non dureranno
01:03:00ma così è
01:03:04che non sono libri
01:03:09attenzione
01:03:10quelli che stanno scendo
01:03:12i formati
01:03:13che si stanno affermando
01:03:14e che da qui a due anni
01:03:15diventeranno
01:03:16prioritarie
01:03:17cioè
01:03:17le evoluzioni
01:03:19dei formati pub
01:03:19tanto per capirci
01:03:20non sono libri
01:03:22sono
01:03:23strutture
01:03:25sono contenuti
01:03:27che sono in realtà
01:03:28aggregati
01:03:28di contenuti
01:03:29multimediali
01:03:31che avranno qualcosa
01:03:33che saranno
01:03:33profondamente diversi
01:03:35da quelli che sono
01:03:36su questi scaffali
01:03:37cosa accadrà
01:03:38accadrà
01:03:39che la divulgazione
01:03:43lascerà
01:03:45probabilmente
01:03:46un tallone forte
01:03:48in questo sono
01:03:48parzialmente d'accordo
01:03:49con Marco
01:03:50nel senso che secondo me
01:03:51è vero
01:03:51un tallone forte
01:03:53di
01:03:54narrazione
01:03:55analogica
01:03:57di nicchia
01:03:58e su questo
01:03:58sono d'accordo
01:03:59con te
01:03:59nel senso che alla fine
01:04:00verrà ristretta
01:04:01la platea
01:04:02quello che si
01:04:05affermerà
01:04:06da qui
01:04:06ai prossimi
01:04:07due
01:04:07tre anni
01:04:08forse quattro
01:04:09perché quello
01:04:09è un settore
01:04:10che sta andando
01:04:10più lentamente
01:04:13è una forma
01:04:14di pubblicazione
01:04:15che non si può
01:04:16chiamare libro
01:04:16non si potrà
01:04:17chiamare libro
01:04:18sarà un'altra cosa
01:04:18sarà probabilmente
01:04:20la prima forma
01:04:21di contenuto
01:04:22a pagamento
01:04:23digitale
01:04:25organizzata
01:04:25e accettata
01:04:27in termini
01:04:28generali
01:04:29dal pubblico
01:04:30perché oggi
01:04:31noi non paghiamo
01:04:32quasi nulla
01:04:33sulla rete
01:04:34tanto meno
01:04:34informazione
01:04:35quelli che vengono
01:04:36chiamati book
01:04:37ma che sono
01:04:38sempre meno book
01:04:39sono sempre
01:04:40più qualcos'altro
01:04:41sono in realtà
01:04:42delle strutture
01:04:43multimediali
01:04:44a pagamento
01:04:45e quindi quelle
01:04:46saranno probabilmente
01:04:47l'unico vero
01:04:48l'unica vera forma
01:04:49di contenuto
01:04:50informativo
01:04:51che finiremo
01:04:51per pagare
01:04:52quindi mi state
01:04:52dicendo che
01:04:53mentre il grafico
01:04:54delle vendite
01:04:55del cartaceo
01:04:55ha questa linea
01:04:57e il grafico
01:04:58della vendita
01:04:58dell'ebook
01:04:59ha questa linea
01:05:00voi dite che
01:05:01arriveremo a un punto
01:05:01invece dove
01:05:02si invertiranno ancora
01:05:04si stabilizzeranno
01:05:07quindi se oggi
01:05:09abbiamo un ebook
01:05:09ogni 100 libri
01:05:10avremo 30 ebook
01:05:11su 100 libri
01:05:13vedremo
01:05:14chi fa realmente
01:05:15ebook
01:05:15perché poi
01:05:17c'è tutto questo
01:05:18fenomeno in corso
01:05:19e andrà avanti
01:05:21ancora per molto
01:05:22di conversione
01:05:23ma chi fa realmente
01:05:25ebook
01:05:25cioè chi progetta
01:05:26contenuti
01:05:27esclusivamente
01:05:28in forma elettronica
01:05:31la pensa
01:05:32come ha detto
01:05:34Daniele
01:05:34cioè
01:05:35è sperimentazione
01:05:36non è
01:05:37la traslazione
01:05:38di un formato
01:05:39perché è un errore grave
01:05:41è lo stesso errore
01:05:41che hanno fatto i giornali
01:05:42fino adesso in Italia
01:05:43e non solo in Italia
01:05:45perché
01:05:45questo è un errore
01:05:46che hanno fatto
01:05:46anche all'estero
01:05:47cioè
01:05:48se continuiamo a pensare
01:05:50al web
01:05:51come a
01:05:52un altro modo
01:05:53di fare
01:05:54le stesse cose
01:05:56è un errore
01:05:56gravissimo
01:05:57il web
01:05:58è un altro mondo
01:05:59è un problema
01:06:01culturale
01:06:02profondo
01:06:03perché i nativi
01:06:05io volevo aggiungere
01:06:07una cosa
01:06:07la aggiungo adesso
01:06:08brevissimamente
01:06:09sulla cosa dell'identità
01:06:10che ha detto
01:06:11che ha detto Daniele
01:06:13con buona pace
01:06:14di Orwell
01:06:15nel senso che
01:06:15va bene
01:06:16lui l'aveva previsto
01:06:17eccetera
01:06:17ma
01:06:19i nativi digitali
01:06:20invece
01:06:21siccome sono
01:06:23culturalmente
01:06:23evoluti
01:06:24da questo punto di vista
01:06:25che poi sia un'evoluzione
01:06:26positiva o negativa
01:06:27quello lo stabilirà
01:06:29la storia
01:06:29però
01:06:30siccome le persone
01:06:31che nascono
01:06:32con questo tipo di cultura
01:06:34che non è la nostra
01:06:36ragionano
01:06:37utilizzando in modo
01:06:38congruo
01:06:39quegli strumenti
01:06:40mentre noi
01:06:41dobbiamo adattarci
01:06:42a questi strumenti
01:06:43perché
01:06:43proveniamo da una cultura
01:06:45diversa
01:06:46loro forniranno
01:06:47a tutti noi
01:06:48delle risposte
01:06:49non saremo certamente
01:06:51noi a dare
01:06:51queste risposte
01:06:54bene
01:06:55abbiamo concluso
01:06:57se ci sono domande
01:06:59da voi
01:07:01gentili
01:07:01ascoltatori
01:07:02noi siamo qua
01:07:03loro sono qua
01:07:04se non ci sono domande
01:07:06qui c'è il libro
01:07:08ve lo consiglio
01:07:09perché
01:07:09per entrare in questo mondo
01:07:11è fondamentale
01:07:12grazie
01:07:14working on web
01:07:15Franco Angeli
01:07:16editore
01:07:17siamo qua
01:07:18grazie loro
01:07:19grazie
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