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NovitàTrascrizione
00:00Musica
00:30Benvenuti, una nuova puntata di Un divano per due sta per cominciare. Vediamo subito chi sono gli aspetti di oggi.
00:41Musica
00:41Con una storia di grande passione, il racconto di una grande famiglia di artisti che ancora oggi continua a far
00:49divertire grandi e piccini.
00:52Loro sono Daniela e Giordano Ferrari.
00:56Musica
00:57Ma buonasera. Buonasera a te. Buonasera a te. Tutti bene ragazzi? Benissimo. No perché vi ho visto in passerella un
01:05po'.
01:06Ma è lei, sai, è lei. Io ci tengo sempre a primeggiare rispetto a lui, cioè lui lo si vede
01:10lo stesso. Eh vabbè, andiamo pure a lui.
01:12Io riesco sempre bene in quadratura. Sì, purché ci sia un grandangolo di un certo livello.
01:16Va bene, insomma dai, qua la seduta è comoda direi. Benissimo, comodissimi.
01:21Beh, del resto questi divani...
01:23Sono meravigliosi.
01:25Ragazzi, allora voglio subito partire chiedendo noi solitamente ai nostri ospiti, chiediamo la prima volta, cioè come si sono conosciuti,
01:33in quale contesto.
01:34È ovvio che qua la risposta forse è sottintesa, essendo facente parte della stessa famiglia, probabilmente...
01:41Però c'è una prima volta.
01:42C'è una prima volta anche per voi. Parlo a livello artistico forse.
01:46Sì, allora, è chiaro che essendo cugini la caratteristica è che noi siamo proprio cresciuti nella stessa famiglia, ma proprio
01:52insieme, cioè tutti i giorni insieme.
01:55Quindi più fratelli che cugini da questo punto di vista.
01:57Sì, voi avete pochi anni di differenza.
01:59Sì, lui è molto più giovane.
02:01Ma certo, ma scherziamo.
02:03E la nostra prima volta sta nel aver iniziato insieme a giocare ai burattini, che viene prima del farlo seriamente
02:10anni dopo.
02:11Quindi la nostra prima volta è proprio in questo cortile di Borgo Santo Spirito 1, dove avevamo il nostro laboratorio
02:17storico, che è rimasto lì 30 anni e chiunque sia di Parma l'ha visto.
02:21E lì abbiamo fatto il nostro primo spettacolo insieme, in questo teatrino piccolo, quindi a misura nostra, dove nostro nonno
02:29ci aveva costruito burattini e quant'altro.
02:31E poi lui faceva il sottofondo musicale anche in diretta con la chitarra.
02:35Quindi è stata la nostra prima volta teatrale, dove lì abbiamo avuto, insomma, il nostro battesimo.
02:41E proprio in questa prima volta lui ha preso il primo ceffone da parte mia.
02:44Uno dei tanti poi che sarebbero stati.
02:47Una lunga serie, ma quella in particolare.
02:49Te lo ricordi quel ceffone?
02:51Ma lo ricordo perfettamente, anche perché devi sapere che sono uscito con un burattino, che era appunto per le nostre
02:57dimensioni, quindi piccolissimo, e un bastone lungo così o una spada, ora non ricordo bene.
03:03Per cui lei immediatamente, viste le sproporzioni della cosa, una sberla di quelle belle.
03:09Sì, aveva sbagliato il pezzo e la fa uscire.
03:10C'è da dire anche però il nonno, naturalmente essendo maschio e quindi, diciamo prediligendo, ma non era esattamente questo
03:18l'intento, la figura maschile come burattinaio, aveva fatto il teatrino, ha realizzato il teatrino per noi, però a dimensione
03:27mia.
03:27Per cui lei, essendo molto più alta all'epoca, perché io quando ero piccolo venivo chiamato tappo.
03:32Sì, adesso invece è tappo uguale e io porto tappo, no?
03:36E quindi era lei che poi sbucava di tanto.
03:39Io in ginocchio scomoda sotto e lui comodamente in piedi.
03:43Questa era stata la nostra prima volta.
03:45Vero.
03:46Però tu Dani, già da allora iniziavi, eh?
03:50Sì, capo comico.
03:50Capo comico, capo comico.
03:52Dietro le tende a blu.
03:53Parliamone, parliamone.
03:54No, quantomeno allora, adesso anche, volevo dire, però insomma, questa è un'altra...
03:58Vado fuori?
03:59Sì.
04:01E c'ho il foglio, il microfono, oh, pop, dov'è?
04:04Vuoi metterlo sulla colonna?
04:06Ah, questo dell'altra puntata, ah ok, lo nascondiamo.
04:08Sì, no, c'è tempo per questo.
04:09C'è tempo adesso, c'ho i miei Ferrari qua.
04:14Vado?
04:14Sì, la prossima rispondi tu prima.
04:16Cosa?
04:17Poi tu, la prossima risponde prima lui, se no gli prendo sempre la scena.
04:21E lui è l'educato dei due.
04:22No, ma non preoccuparti, so come sbaragliarti.
04:25Sì, sì.
04:26No, ma io adesso lo voglio, però, questa cosa.
04:28Sì, sì, tanto.
04:28Io voglio un colpo di scena.
04:30Te l'hai?
04:30Vai tranquilla.
04:31Te l'hai in canna?
04:32Occhio a cosa tiri fuori.
04:33No, no.
04:34Sul colpo di scena.
04:35Piaceremo.
04:38Allora, da grandi, ragazzi, allora si parlava di quando eravate piccini e all'epoca
04:43avevate già in mente che la vostra strada sarebbe stata quella comunque di portare avanti
04:48una tradizione di famiglia importante, dunque a livello artistico?
04:53Oppure avevate altri progetti?
04:55Aspettate un attimo.
04:57E salute!
05:00È allergica ai progetti?
05:02È la prima volta!
05:04Vabbè, però vedi?
05:05Va bene così, vedi?
05:06È andata bene così.
05:08Ma questo è un ingresso?
05:10Rispondi tu.
05:11Rispondo io?
05:12Sì, ma là.
05:13Vedi?
05:14Vedi che poi alla fine mi ha detto rispondi tu?
05:16Scusate, ragazzi.
05:19Era proprio un momento così, di sternuto.
05:24Salute ancora.
05:25Ciao, buongiorno.
05:27Buongiorno.
05:27Buongiorno.
05:28Buongiorno.
05:29Ma guarda, ci eravamo appena interrotti perché io ho sternutito, dunque.
05:33Ripeti la domanda o ti fermi?
05:36Grazie.
05:37Ciao.
05:37E Ale, ricominciamo dalla risposta.
05:39No, mi era venuta bene, sì.
05:40Facciamo la risposta.
05:42Parto io, allora.
05:43Come sempre.
05:43Appena detto che parto io, l'ha detto lui.
05:45Vai, vai, vai.
05:46Guarda che ti arriva un ceffone in diretta davanti alla telecamera e poi...
05:50Dai, replichiamo.
05:51Sì.
05:51Vai.
05:53No, in realtà...
05:54In realtà parlo io, scusa.
05:55No, se permetti questa...
05:57Un attimino.
05:57Hai risposto prima e adesso rispondo io.
06:00Breve, però.
06:00Breve, perché quelle cose tu non le sai.
06:01Allora, in realtà...
06:02Scusa, cos'è che mi ha chiesto?
06:04No, appunto, rispondere io.
06:06Allora, te lo spiego in un altro momento.
06:09In realtà la strada era tracciata perché io penso sempre che vivere o nascere meglio in una famiglia
06:15come la nostra lasci poche porte aperte anche per scappare.
06:19Ma in realtà è che ti diverti talmente tanto a guardare il mestiere dei tuoi genitori perché è un gioco
06:26nel gioco.
06:26Quindi non riesci quasi a capire qual è la vera differenza tra un'ipotetica realtà lavorativa e il gioco
06:32che te ne innamori e quindi diventa tutto estremamente naturale.
06:36E poi non ne puoi più fare a meno.
06:38Almeno io credo che sia stato così per me ma anche per lui.
06:40Mi trovi pienamente d'accordo.
06:42Sicuramente è qualcosa che hai nel sangue, nel DNA.
06:45È qualcosa che comunque non è stato imposto.
06:49E questo penso sia la cosa...
06:50La cosa principale.
06:52C'è anche una sorta di responsabilità che uno si sente magari...
06:54Beh, la responsabilità è grandissima, è grandissima.
06:57Anzi, spesso e volentieri ci viene chiesto ma quando mettete in scena un nuovo spettacolo?
07:02E devo dire che qui entra un po' in gioco la paura, il timore di quello che è stato il
07:08passato
07:08e cercare di mantenere sempre quella coerenza che abbiamo sempre dimostrato in famiglia.
07:15Il confronto dunque è un po' a volte duro.
07:19Essere...
07:20E' proprio figli d'arte.
07:21Essere figli d'arte sicuramente comporta qualche responsabilità maggiore.
07:27A volte anche capita nei cantanti, no?
07:30Sì, è così.
07:30Che siano messe a dura prova proprio anche...
07:33Lo sai, lo sai perché la gente si aspetta da te.
07:35Tanto nel caso del teatro dei Burattini, a differenza di altre arti,
07:39è un'arte che si svolge prettamente dietro le tende.
07:42Quindi il vero punto di domanda è che tutto ciò che accade dietro non si è dato di sapere fuori.
07:49Per cui nessuno fuori sa chi muove cosa e che cosa sta succedendo dietro.
07:53E quanti ceffoni prende Giordano?
07:55O viceversa, o viceversa.
07:57Perché in quel caso si dietro diventiamo...
08:00Ma allora il problema non sono tanti i ceffoni perché ahimè io ho quasi sempre tutte e due le braccia
08:05impegnate.
08:06Sono i calci che fanno male, quelli vanno agli stinchi direttamente.
08:10Quello che dico invece seriamente è che, mi rivendo una frase storica della nostra famiglia,
08:14che l'applauso lo prende sempre il burattino, mai il burattinaio,
08:18proprio perché è lui il protagonista, è lui l'attore, colui che fa ridere, che fa piangere, che fa paura.
08:23Quindi tu dietro ti prendi tutte le responsabilità di quello che stai facendo.
08:27E questo aiuta perché è una sorta di copertura, ma in qualche modo ti limita nel far capire anche le
08:35tue capacità.
08:35Certo è che nella continuità quello che si vede se funziona funziona, diversamente si perde.
08:41Non dimentichiamo che la capacità non la vedi più nell'uomo, ma la vedi poi nel burattino.
08:45È così, è così.
08:47Però entrambi avete altre attività, dunque è facile a volte scendere come è stato per te oggi, no?
08:53Sì.
08:54Mi riesco dall'ufficio e mi devo comunque trasformare invece in quella che so, che è l'artista, no?
08:59Sì, sì, che poi è nella mia più profonda natura.
09:02Diciamo che forse io nel gioco del double face faccio più fatica, o meglio, porto molto più di me, di
09:11quella parte,
09:11adesso non scomodiamo l'artista, diciamo di quella parte legata all'arte, la porto nella mia vita quotidiana in ufficio,
09:18che non viceversa.
09:20Anche se devo dire che le due sono un ottimo equilibrio per capire.
09:24È come girare il palcoscenico.
09:26Una volta sei in platea, una volta sei sul palco.
09:29Mentre invece io, al contrario, sono nato burattinaio e finirò burattinaio.
09:34Sì, eh?
09:34Non ho una seconda attività.
09:36No, tu niente, no, fai solo questo.
09:38Scolpisco, dipingo e via discorre.
09:41Però è sempre un'arte.
09:42È quello che poi è sempre l'arte del burattinaio, perché il burattinaio deve essere in grado di fare tutto.
09:46Il burattinaio si deve fare tutto.
09:47Dunque coerenza proprio totale con la vostra infanzia.
09:52Che continua e morirà così.
09:55Beh, questo è proprio il bello di questo mestiere.
09:58È bello.
09:58Restare comunque sempre un po' bambini.
10:01È molto bello.
10:02E a te viene benissimo.
10:04Benissimo.
10:04Benissimo.
10:05Ma magari ci fosse sempre un po' di bambino in noi.
10:08Quello sì.
10:08Secondo me purtroppo a volte manca.
10:10Vuol dire che noi due, ammesso che ci siamo qualche momento di serietà o di seriosità,
10:16mai, tra di noi scatta inevitabilmente quel fattore del gioco, nonostante poi ci facciamo molto seri durante lo spettacolo,
10:25perché in realtà è proprio sguardo, concentrazione e controllo di tutta la situazione.
10:32Però rimane sempre, prima di tutto, un gioco.
10:36Questo non lo smette mai.
10:38Sì, assolutamente.
10:38Molto bello, è quello che vi manchino anche i giovani.
10:40Sì, soprattutto io.
10:42Sì, sì, sì.
10:42Sì, guardando che non si direi.
10:45Non c'entra, perché mangio un po' di pasta in più.
10:47Bravi, per adesso cosa vuol dire?
10:49Vai tranquillo, sarà così anche per il futuro.
10:52Sì, sì.
10:52Nostro regista, per adesso avete la sufficienza.
10:56Il burattino si muove dal basso verso l'alto, la marionetta si muove dall'alto verso il basso attraverso i
11:01fili,
11:02mentre invece il burattinaio inguanta il burattino.
11:04E questa è la prima.
11:06La seconda è che comunque c'è una differenza socioculturale dei due.
11:12Cioè, la marionetta era per la nobilità, quindi rappresentava e rappresenta ancora oggi, probabilmente, opere.
11:18E scimmiotta l'uomo.
11:19E scimmiotta l'uomo.
11:21Vuole essere uguale e perfezionare un po' l'uomo, mentre invece il burattinaio lo prende in giro.
11:26E come diceva mio padre, gli hanno dato una testa più grande, forse per dargli un maggior cervello.
11:33Ecco, questo è il concetto.
11:35E poi è grottesco, il burattino è proprio la satira dell'uomo, è la presa in giro.
11:40E poi una marionetta non fa mai ridere.
11:43Cioè, forse è la differenza più stringendo al massimo.
11:46Difficilmente.
11:47La marionetta fa molto più fatica a far ridere.
11:48Il burattino nasce per far ridere.
11:51Poi può fare anche paura, può fare altre cose, ma nasce per quello, insomma.
11:55D'altro canto il burattino si è sempre visto per il popolo.
12:00Cioè, nelle piazze.
12:01È molto più popolare.
12:02Il burattinaio era un pochettino il giornale dell'epoca.
12:06Portava le notizie da un paesino all'altro.
12:09Mentre invece la marionetta, ripeto, lavorava per la nobiltà, per il clero.
12:12Infatti, se tu vuoi vedere uno spettacolo di marionette,
12:15mediamente vedrai delle riproduzioni liriche, piuttosto che dei classici del teatro.
12:20Proprio perché la marionetta si presta.
12:22A Salisburgo, che c'è un teatro bellissimo di marionetti,
12:25io ci sono stata tante volte, sono stata anche dietro il palco con loro,
12:28dei tecnici pazzeschi, però immaginati la glacialità dell'azione, no?
12:36Cioè, molto bello, molto estetico, molto ben fatto, non divertente.
12:41Freddo.
12:42Sì, bellissimo, ma non divertente.
12:44Però se fossi in te la domanda che dovresti porre è sostanzialmente sono la stessa cosa.
12:50Così l'ammazzo.
12:50Che dillo, dillo, che così.
12:52Ci pensa poi lei dopo.
12:56Sì, dai, ho capito, è la stessa cosa.
12:58Io mi alzo e ti faccio fuori.
13:00Prendo la telecamera, la giro verso di te, così si vede.
13:03E io che sopra di te, a mani così sul collo.
13:07E io che tento di fermarti.
13:09Sopra, appunto, sì.
13:10Se ti interessa cambiare un attimo il finale di questo format, vedi tu.
13:15È un attimo quella, Daniela, state attenti.
13:17Sì, sì.
13:19Va bene, andiamo oltre.
13:20Mezza minuto, mezza, mezza, mezza, mezza minuto.
13:22Yes.
13:24Eccovi qua.
13:28Eccoci qua.
13:29Allora, stavamo parlando dei vostri spettacoli, arriviamo anche a chiedervi la musica.
13:37Che rapporto ha il burattino con la musica, durante i vostri spettacoli la utilizzate e se sì, quale genere?
13:48Allora, qui le rispondo io perché tanto lei non sa niente di questo.
13:51È sicuro.
13:52Qua faccio un salto indietro, vado al bisnonno, Italo Ferrari, il quale già all'epoca era accompagnato da personaggi che
14:01poi sono diventati di fama nazionale, importantissimi.
14:04Immaginiamo solamente parlando del... davanti alla baracca di Italo Ferrari suonava Gorni Kramer, Volmer Bertrami, comunque musicisti di spicco.
14:16La musica è importantissima per il teatro di Burattino, o quantomeno lo è diventata dai primi del Novecento ad oggi.
14:24È importante, noi nei nostri spettacoli utilizziamo spesso la musica e quando non è scritta appositamente per noi,
14:33ascoltiamo sinfonie, decine di sinfonie, se non centinaia, per andare a estrapolare magari dieci secondi per quel momento.
14:41Quindi non è mai casuale, ma è scelta, è studiata, è elaborata per quell'attimo.
14:47È un po' come quando si guarda un film e c'è sempre quella musica di sottofondo che spesso e
14:52volentieri ignoriamo, ma che però sotto sta.
14:56Colonna sonora.
14:57Io direi che poi la musica è proprio dominante perché accompagna dall'inizio alla fine, non perché coesiste con l
15:04'azione teatrale,
15:05ma la musica è quella che ti fa entrare nello spettacolo, ti fa uscire dallo spettacolo, è quella che crea
15:12l'effetto di paura come l'effetto di chiara comicità.
15:16Cioè la musica, in più noi abbiamo dato un'altra interpretazione alla musica che è tipica dei Ferrari e un
15:22po' meno degli altri burattinai in generale,
15:24quello di fare della coreografia con la musica.
15:26Vale a dire, abbandonare nei fine atto, nell'inizio atto, l'azione burattinesca, quindi che magari è sempre fatta di
15:35comicità, di bastonate, ma anche di altre cose,
15:37per dare spazio invece a overture che vengono sceneggiate con luce nera, quindi raggi Wood, con farfalle, con fiori, con
15:45scheletri,
15:46dove la musica ti prende e ti porta anche fuori da quello che è il contesto del teatro dei burattini.
15:51Secondo me è questo, è un altro modo di usarla in modo particolare, in teatro.
15:56Insomma è un po' l'uso che ne ha fatto Disney con fantasia.
15:59Esattamente quello.
16:00Ecco allora mi collego qua per parlare invece di tecnologia.
16:05Ecco, un po' mi dà fastidio, nel senso, mi pare quasi di sporcare un po' l'anima tradizionalista del burattino,
16:15e di calpestare invece, non sei d'accordo Giordano?
16:20Ma allora, sono d'accordo, ho capito perfettamente il senso, però bisogna anche adeguarsi a quello che è la modernità.
16:29D'altro canto tu mi insegni che se guardi un film di 50 anni fa avrà dei ritmi blandi, dei
16:35ritmi lentissimi,
16:36poi si sono sviluppati, adesso un film è accelerato all'ennesima potenza rispetto a quell'epoca,
16:43e quindi vedi sono dei cambiamenti che sono graduali, che però sono importanti.
16:48C'è anche da dire che il nonno, quindi non è che si vada, andiamo indietro di un po' di
16:53anni,
16:54ma già negli anni 50 utilizzava i famosi raggi di Wood, cosa che per tanti burattinai ancora oggi...
16:59Era fantasia, ma lo è ancora oggi, oggi addirittura le luci per tanti burattinai sono ancora ad interruttore,
17:08per capirci, mentre noi ci siamo evoluti, abbiamo voluto aggiungere un qualcosa in più.
17:14Ecco, allora dunque la risposta, se usate la tecnologia, ed è importante anche per i vostri spettacoli,
17:19la usiamo e come? La usiamo a piccole dosi, perché la tecnologia è fatta di un piccolo laser,
17:27è fatto di una stroboscopica... Mai ripetitivi. Esatto. Mai, perché se uno comincia a schiacciare
17:34il pulsante del fumo, per capirci, e lo fai uno, due, tre, quattro, cinque volte, diventa...
17:40No, la magia si rompe, assolutamente. Anche se devo dirti che, nonostante la tecnologia,
17:45quindi di laser, di cose particolari, di luci e di effetti, secondo me gli effetti ancora più fantastici
17:53del teatro dei burattini sono fatti da piccole cose. Faccio un esempio concreto,
17:57c'è questa enorme fiammata che hanno sempre usato tutti i burattinai, che altro non è che
18:01un'aiuta miglior danno, una specie di pipa gigante...
18:06È una candela, sì.
18:06È una candela con questa pipa gigante, con un barattolo traforato, la candela è all'esterno,
18:13all'interno c'è pece greca e zolfo, quindi una roba che raccomandiamo a tutti quanti,
18:18che con una soffiata crea... Fa un'enorme fiammata e questa che è una roba assolutamente
18:23cosiddetta fatta in casa, un fai da te...
18:26Ecco, non fate questo...
18:27Non fatelo voi!
18:28Non fatelo voi!
18:29Non fatelo!
18:29No, ma questo tanto...
18:30Solo...
18:31Solo rigorosamente in teatro con noi che lo facciamo insieme in teatro.
18:34L'ultimo che l'ha fatta è stato Nerone.
18:36Esatto!
18:37E quindi questo però ha un effetto pazzesco che va ben oltre ogni laser, ecco quello...
18:42perché il fuoco è lì in quel momento, è un po' la storia del cerco poi, insomma,
18:47non è che ci allontaniamo tanto, ecco, questo è quanto.
18:50Sì, però sono più belli e buoni.
18:51Eh, sono ancora più ristretti.
18:54Devo dire, giusto per chiuderti il discorso tecnologico, sì, è ancora bello invece vedere
19:00i bambini, nonostante tutta la tecnologia che abbiamo, vederli affascinati davanti ad un
19:06pezzo di te.
19:07Ecco, bravo, sono pienamente d'accordo.
19:10Dunque, io...
19:11Beh, anche perché hai pochi minuti per fare ridere e fare paura, e poi è lì, è a
19:17qualche metro da te, per cui tutto ciò che esce, anche solo a livello sonoro, di poche
19:22immagini, il sentire l'urlo di paura del bambino o lo stringersi o fare un... ecco, per
19:29noi è ancora estremamente piacevole.
19:31C'è stato chi addirittura, a livello tecnologico, dopo aver visto un nostro spettacolo durante
19:36una scena coreografica...
19:39Sì, non lo so cosa stai per dire.
19:40Siamo stati accusati e ci hanno detto, e beh, sono capaci tutti, quella è una proiezione
19:44cinematografica.
19:45In realtà, no.
19:46Eravamo noi con le mani a muovere cose, ecco, però...
19:50perché un po' perfezionisti li siamo da questo punto di vista, sì.
19:54No.
19:54Tu, no.
19:55Assolutamente no.
19:56Ma no, ma no.
19:57Sì, sì, ma anche lui molto.
19:58Anche lui, sì, sì, anche lui.
19:59No, no, noi sul lavoro siamo veramente abbastanza, anzi, ci critichiamo ed è giusto che sia
20:05così continuamente, perché credo che se si vuole raggiungere...
20:10Esatto.
20:10Se si vuole raggiungere il meglio, nonostante la gente non se ne accorga assolutamente.
20:14No, no, però è così.
20:29I vestiti, no, del burattino, o il burattino stesso, no, il personaggio, con che criterio
20:36lo inventate o...
20:38Per quanto riguarda i costumi, noi abbiamo sempre avuto la nostra costumista di famiglia,
20:41che era la nostra prozia, che ha sempre fatto la costumista, quindi i costumi sono in realtà
20:47un'arte assai ben precisa, dove ogni costume viene creato appositamente per quel burattino.
20:53Studiato.
20:53Studiato.
20:54Sia per la, come dire, manualità con la quale si deve muovere.
20:58Faccio un esempio, una principessa, una duchessina che solitamente ha degli abiti imponenti,
21:04però deve essere anche leggera, non deve essere estremamente pesante.
21:08Se, a seconda dei movimenti che deve fare, deve avere delle stoffe che possono volteggiare
21:11piuttosto che no.
21:12Sulla figura maschile è stessa cosa, quindi nulla è al caso.
21:18E i personaggi che noi abbiamo sempre usato sono prettamente le maschere della commedia dell'arte,
21:24che però poi per ogni spettacolo ci sono i personaggi di quello spettacolo dove ognuno ha il suo costume.
21:29Diciamo che, sì, come abbiamo detto prima sulla musica, ci possiamo agganciare tranquillamente anche sulla scultura.
21:37Sì.
21:37Non nasce nulla a caso, ma viene studiato prima a tavolino, viene disegnato, bisogna dargli un carattere al personaggio.
21:45Non puoi creare un personaggio così, come viene, viene.
21:49No.
21:49No, deve essere quello, deve avere quella voce, non può avere un'altra voce, è studiato.
21:55E per ultimo deve avere quella camminata, che può sembrare strano, posto che il buratino non ha le gambe,
22:00ma la camminata deve averla, altrimenti si scivola in scena.
22:04Quindi la camminata è proprio che il braccio, invece di fare questo movimento che sarebbe un effetto di scivolamento,
22:10deve camminare, quindi a seconda se è vecchio camminerà in modo più lento, se è giovane è più veloce, se
22:16è zoppo in un modo, se è nobile in un altro.
22:20Cioè un re non entra in scena così, un re è un re, entra comunque in modo, e anche il
22:25burattino re entra così.
22:27È uno spettacolo che, vabbè, anche qua mi rivendo una frase.
22:31Beh, anche la durata di un film, perché mediamente durano un'ora e mezza.
22:35Sì, sì, ecco, ma i bambini tendono a perdere poi l'attenzione.
22:39È proprio qui il bello, è proprio qui il bello quando ti dicevo che un bambino resta affascinato da un
22:44pezzo di legno.
22:45Un pezzo di legno può dire tante cose se sapientemente è animato, assolutamente.
22:50E il riuscire a catturare l'attenzione, cosa non facile peraltro.
22:55Andranno sette minuti in media l'attenzione dei bambini.
22:58Sì, assolutamente.
22:59No, riusciamo a tenerli incollati per...
23:02Anche per un motivo ben preciso, che la nostra struttura teatrale è fatta di azioni piuttosto veloci,
23:09quindi cambi scena molto veloci, repentini da buio a luce, cambio scena, cambio azione.
23:16Quindi difficilmente, come dire, ti annoi, passami questo termine, perché sta già succedendo qualcos'altro.
23:24Abbiamo temuto una sola volta, ci trovavamo a Napoli, ad un festival, dove abbiamo eseguito pieno di gente,
23:31abbiamo eseguito il nostro spettacolo di repertorio, un classico, e ad un certo punto sentiamo, in mezzo a tutta la
23:40cacciara,
23:40perché i napoletani poi li conosciamo, non sono tutti, ma insomma, non sono gente sicuramente...
23:44Diciamo un pubblico rumoroso.
23:45Un bel pubblico rumoroso.
23:47Caloroso.
23:47A un certo punto sentiamo un silenzio totale, totale.
23:52Quindi noi andiamo avanti per il nostro, dietro le tende, non possiamo vedere, quindi ci poniamo...
23:57sono andati via tutti qua, non c'è più nessuno, perché da casino.
24:02In realtà, alla fine del primo atto, un applauso enorme, pieno di gente.
24:07Sì, sì, sì.
24:07Devo dire, sì, era stato un bel evento.
24:09E siamo tornati anche con una bella scorta di pelati in scatola.
24:13Lanciati due a casa.
24:16Vi è venuta, voglite andare a vedere uno spettacolo, eh?
24:18A me sì.
24:19Non sei tranquillo, Giordano?
24:21Sono rilassatissimo.
24:23Siamo in rec?
24:27Così.
24:28Oh, è pronto!
24:30Il nostro momento è dedicato al cibo.
24:33Perfetto.
24:33Perché vogliamo sapere, A, se vi piace cucinare, B, se vi piace solo mangiare, C, se invece avete un rapporto
24:40col cibo abbastanza discostante.
24:42Sì.
24:42E siccome voi, con i vostri spettacoli, avete girato tanto in Europa, qual è la cucina che vi è rimasta
24:49più nel cuore?
24:49Sì, ma perché non parliamo di bere?
24:51Io preferivo bere.
24:52Ma c'è anche bere!
24:53Sai, io da brava stegna...
24:54Ma quindi dobbiamo rispondere nell'ordine, eh?
24:57Sì.
24:57Sul cibo parte lui.
24:58Sul cibo parla...
24:59Ma vabbè, cucinare resta sempre una forma d'arte, quindi...
25:02Tac!
25:03Ma dove ce l'hai?
25:04Io l'ho colta al volo, naturalmente, si dovrebbe anche vedere, no?
25:07Credo.
25:08No, io ho un buon rapporto con la cucina, al di là della mia mole.
25:13Confermo.
25:14No, no, è vero.
25:14Penso di saper cucinare un po' di tutto.
25:17Sì.
25:17Cavallo di battaglia?
25:19Qualsiasi cosa tu mi chieda è un cavallo di battaglia.
25:21Mi posso ritenere uno chef quasi al cento per cento.
25:25Bravo!
25:25Io invece apparecchio e sparecchio.
25:27È bravo.
25:27C'è tanta roba anche quello, eh?
25:28Sì, ma lei sparecchia col mangiare a metà.
25:31Quello è il problema.
25:31Non c'è tempo da perdere, insomma.
25:33Lei ha...
25:34Sì.
25:35Mio marito mi odia.
25:36Io bevo però, io bevo, lui cucina e io bevo.
25:38Ah, vabbè, vabbè.
25:39Cioè, di solito la scena è che io apparecchio, sparecchio, mi siedo a tavola a bere e lui cucina.
25:44Esatto.
25:44Ma, appunto, voi che avete girato tanto, insomma, per il mondo, in Europa, qual è la cucina che vi è
25:50rimasta più nel cuore?
25:52Beh, allora, io devo dire, parlo un attimo per me, sono più possibilista del cibo di lui.
25:57Lui è un po' più tradizionalista sul cibo.
25:59Cioè, io sono una che riesce anche ad apprezzare il cibo all'estero.
26:03Devo dire che amo abbastanza la cucina francese, pur avendo così delle piccole pecche, secondo lui, che è un amante
26:11della pasta e quindi di quello che è più la tradizione italiana.
26:14Io amo tantissime cose, però ho un rapporto col cibo più possibilista.
26:18Infatti, mi piace anche il cibo orientale.
26:21Lui magari mangia più piccante, io sono più possibilista sulle cucine, diciamo, diversificate o diverse dalla nostra.
26:28Io devo dire che, per quanto mi riguarda, la cucina francese l'amo abbastanza, insomma, i piatti classici francesi.
26:33Secondo me lui fa un po' più fatica a rispondere, nel senso che ama meno il genere.
26:37No, vabbè, io mi sono trovato bene sia in Romania, la cucina romana non è niente male.
26:41Sì.
26:42Ma non è vero, sono anche io abbastanza possibilista.
26:45Cioè, a me piace assaggiare le cose.
26:47Magari non sono pazzo per il pesce, anzi, non lo mangio affatto.
26:51Bene, non lo troverai nel mio figo, dunque va bene, andiamo d'accordo.
26:56Cucino sia pesce che funghi, però non sono i miei piatti.
26:59I piatti, ok.
27:00Vabbè, la cucina brasiliana, non so.
27:03Però, secondo me, la migliore è la nostra.
27:06Sicuramente la nostra è la più completa.
27:07È vero, è la più completa.
27:09Anche quella che tende a farci ingrassare.
27:11Sì, perché è la più diversificata, tutto quello che ti viene in mente c'è.
27:17Perfetto, allora, per Capodanno, cioè stasera, io avrei bisogno.
27:22Vengo a farti il cenone, vengo a farti il cenone, volentieri.
27:25Che stanno già facendo.
27:26Io vengo a caricare la cantinetta, invece, col bianco.
27:29Siamo organizzati.
27:30Ci siamo a posto.
27:31Va bene, andiamo un attimo a fare la spesa e torniamo.
27:35Cioè, abbiamo sbagliato tutto.
27:37Per questo però lo sapete.
27:38Ma è lei che ha provocato quel Natale, eh?
27:40Esatto.
27:42Pensavo fossero i miei cappelli sul microfono.
27:45Invece no.
27:45Era il Natale.
27:47Perché noi andiamo non dal primo di gennaio.
27:50Beh, mi sembra giusto, perché così la gente ha bevuto.
27:53Certo.
27:53È andata a letto tardi.
27:54Non ti guarda.
27:55Non ti guarda.
27:56E se proprio ti guarda, ti guarda poi con calma in un attimo.
27:57Ma sì, ma poi va in replica, tranquilla.
27:59Bene.
28:00Volete che lo dica il prossimo Natale?
28:02Dai, lo rifanno.
28:03Allora, il prossimo Natale sei invitato a casa mia, visto che questo è appena passato.
28:08Ci sarò.
28:09Ci sarai?
28:09Bene.
28:10Ora organizzo un bel cenone.
28:11Perfetto.
28:13Ce l'avete, ok?
28:14Sì, sì.
28:28Ok, perfetto.
28:29Certo, lui si vede, lo fa abitualmente.
28:32Certo.
28:32A livello di sport, comunque esercizi, passione anche per alcune discipline.
28:38Ma da morire.
28:39Come siamo messi?
28:40Io zero, se vuoi far parlare lui.
28:42È vero, tu so che non...
28:43Ma come fai ad avere un fisico così?
28:45Non mangio.
28:46Non mangio.
28:46È semplice.
28:47Mangio poco.
28:47Mangio poco e sono figlia di Luciano...
28:49E col su?
28:49No, e sono figlia di Luciano Ferrari, che era mio padre, che era un magrissimo.
28:54Per cui sfrutto l'onda.
28:55Vivo di genetica.
28:57Vivo di genetica, sì.
28:58Mentre lui...
28:59No, vabbè, io invece devo dire che ho abbandonato lo sport ormai da anni.
29:03Ma si vede.
29:04Lo sport sicuramente mi manteneva in forma.
29:07Adesso invece senza sport sono in sforma.
29:12Deforme, deforme, deforme.
29:14No, e quindi ovviamente come tutti gli sportivi poi tendono, se abbandonano tendono ad ingrassare.
29:20Perché tu eri uno sportivo...
29:21Io ero uno sportivo, giocavo a calcio.
29:23Ah, eri un calciatore.
29:24Ho giocato a calcio.
29:25Si vede.
29:26Portiere.
29:27Portiere.
29:28Sì, perché era già largo.
29:29No, no.
29:29Scusa, ma ti chiamavano Tappo e poi sei arrivato a fare il portiere.
29:31Beh, ma guarda, anche da basso riuscivo a fare dei grandi voli.
29:36Parate, delle parate.
29:38Ricordo ad esempio quando arrivò a Rigosacchi con il suo Parma e fermò tutta la squadra e io lo feci
29:46arrabbiare perché gli presi tre palloni in maniera perfetta con dei voli pazzeschi.
29:54No, in realtà non giocavo in nessuna categoria, giocavo in squadrette, ecco, ero nell'Inter Club all'epoca, solo che
30:02il Parma si allenava in Cittadella all'epoca.
30:06Ah, sì, giusto.
30:07Io abitavo lì dietro, giocavo lì e c'era il Parma che stava facendo allenamento, ha fermato tutta la squadra
30:12dicendo guardate un po' come si calciano i palloni piazzati, parato, dopodiché è venuto da me, ha chiesto indirizzo e
30:20quant'altro.
30:22Mi ha chiesto se stavo giocando in qualche squadra e poi devo dire che una sorta di proposta mi è
30:29arrivata ma ahimè era in concomitanza con la morte del nonno e ho optato, io ho fatto bene a parer
30:37mio, di mantenermi il mio posto di burattinaio.
30:41Ho capito, hai vedi, eravamo buoni.
30:43No, io invece rapporto con lo sport proprio zero, no, no, proprio, trovo lo sport sicuramente interessante per chi lo
30:49pratica, non lo trovo mediamente divertente da vedere per cui essendo spettatrice no, potrei dirti davvero il pattinaggio artistico mi
30:57piace da vedere ma ti vedo eh, sì sì ti ci vedo ma guarda, sì sì, sì, sì, sì, sì,
31:04no noi volevamo fare un giro su pattini.
31:07No, vedresti come un Icaro ecco qui in questo caso senza le ali di cera ma sicuramente no.
31:13Vabbè, stiamo oltre, ok, prossima domanda.
31:15Prossima domanda vi faccio giocare.
31:17Game.
31:18Non vedevo l'ora.
31:18Allora, ragazzi miei, voi che vi conoscete da una vita, siete parenti, siete colleghi.
31:25Che fortuna.
31:26Conto su di voi per il momento feeling.
31:29Allora io vi chiedo di scrivere senza copiare un difetto e un pregio di Giordano Ferrari.
31:36Ah, tu di te stesso.
31:39Ah, di me stesso.
31:40Un pregio è un difetto.
31:43Vediamo se collimano le due scelte.
31:48Faccio fatica.
31:53Allora, vediamo cosa hai scritto di te.
31:56Ma io ho scritto.
31:57Facciamolo vedere in camera.
31:58Allora è un sognatore.
32:01E un altro vista.
32:02E allora quale sarebbe il pregio?
32:04Non c'è, non c'è, non c'è.
32:05Non hai difetti?
32:06No, non trovo difetti in me.
32:09Vabbè, gira la lavagna.
32:11Vai Dani, è un divertente ed è un inconsapevole.
32:16Eh, questo sì.
32:17A volte non sa cos'è.
32:19Non sa cos'è.
32:20No, no, no, io so cos'è, sono i difetti che non trovo.
32:23È un inconsapevole dei suoi difetti.
32:26Sì, quello vedi, vedi che è centrato.
32:28Esatto, esatto, esatto.
32:29Allora dai, c'è l'incastro, c'è.
32:30Ci siamo, ci siamo.
32:31Veniamo a Daniela.
32:33Eh, ragazzi, bastano i fogli per i pregi, perché non so quanti ne mi faccio.
32:37No, calma, gira.
32:38Pregi e difetti di Daniela, un pregio e un difetto.
32:41Adesso ti tiro fuori i difetti, perché li pregi faccio fatica a trovarli.
32:45Certo.
32:45Per cui, insomma.
32:46Allora.
32:48Delle cose carine.
32:50Ricordati che poi ti picchio quando usciamo diversamente.
32:53Eh, vabbè, allora ci sono due uscite, vero?
32:55Sì.
32:55Sì.
32:57La veloce, nelle mie, eh, sono difetti, vabbè, piccoli, caratteristiche più che difetti.
33:04Ci siamo.
33:05Anche io.
33:05Allora, vediamo in camera, Dani, fai vedere, il tuo pregio e il tuo difetto è sempre se
33:11stessa ha dei colpi di nervi.
33:14Proprio colpo di nervi.
33:16Perché proprio passa velocemente.
33:17Però molto veloce, molto forti.
33:18Molto forti?
33:19Beh, diciamo sì, soprattutto.
33:21Cioè, dici che io ho rischiato?
33:22No, no, lì neanche tanto, però sì, sul piano teatro.
33:25Allora ho avuto colpi di nervi, però ecco, forse potevo scrivere molto autoironica, perché
33:31io poi mi, appena ho il colpo di nervi che degenero, un secondo dopo rido di me, perché
33:35non mi vergogno, ma rido molto.
33:38Vediamo Giordano.
33:39È una professionista, Daniela, ed è testarda.
33:43Confermo.
33:44Eh, conferma, vedi, vedi, vedi.
33:46Ecco.
33:47Dai, allora, insomma, tutto sommato.
33:50Cioè, c'è il feeling, mi sentite bene, dopo poi la paghi fuori.
33:55Sì, Giordano, però siamo a posto.
33:57Ma sì, ma la pago volentieri fuori, non c'è problema.
33:59Allora, è giunto il termine della nostra trasmissione, ma non mettete via i pennarelli,
34:07perché ci salutiamo con il disegno di un oggetto che più vi rappresenta.
34:15Oh mio Dio.
34:17Sempre qua sotto, immagino.
34:19Poi facciamo un'esposizione al museo, di tutti i fogli, di tutti i disegni.
34:25Ma cosa vuoi che ti rappresenti, dai, su.
34:28Facciamo vedere in camera cosa ha disegnato, Daniela.
34:31Una bottiglia, penso, di vino e un calice, giusto?
34:34È un calice, sì.
34:34Vino rosso, bianco.
34:35Bianco, bianco.
34:35Vigorosamente bianco e fermo.
34:36Bianco e fermo.
34:37Lui invece ha voluto fare il serio.
34:39Ma che bello!
34:40Guarda come se...
34:41Ho fatto un barinocle appoggi.
34:42No, ragazzi, guardate la perfezione del disegno.
34:44Come, del mio disegno.
34:46Ma il mio era strato, era simbolico, era il Van Gogh di Keshe, di me, hai capito?
34:52Cioè, non...
34:52Però, scusate, ma io adesso voglio aprire una parentesi.
34:55Cioè, uno però non nasce con la data del disegno.
34:58Io sono ad esempio in negata.
34:59Guarda lui che disegno in due secondi che ha fatto di un viso, di un'espressione.
35:03Ma io neanche un anno ce la faccio a fare un disegno così.
35:06In un anno, io non ce la faccio.
35:06No, no, è bravo, è bravo a disegnare.
35:08No, ma che bravo.
35:10Ma insomma...
35:10Io rimango perché a me è una cosa che...
35:12Insomma, facessi il paperino che ti rappresentava.
35:14Eh, non ci ho pensato.
35:15Eh, era più il paperino.
35:16È vero, è vero il paperino.
35:17No, va bene, babarmiocle, dai.
35:19Babarmiocle, dai.
35:19Ci era preso.
35:20Hai fatto il fuoco.
35:21Ma ti pensavo che anche tu disegnassi un burattino e invece mi hai fregato.
35:24Sì, ma perché io ce l'ho.
35:26Sì, sì.
35:26Lei ce l'ha qua, come l'alcol.
35:29Ce l'ha nel sangue.
35:30C'è nel sangue.
35:31Hai capito?
35:32È perfetto, tutto torna.
35:34Tutto torna.
35:34Allora, ragazzi, adesso prendiamo le dita, le scocchiamo insieme.
35:38Così?
35:39E si spegne la luce e vi dico grazie e buonanotte.
35:41A voi.
35:44Bravi.
35:44Sì.
35:45Guarda, sono le mattine sui gli altri ospiti.
35:47Dei trattemersi.
36:14Guarda, sono le mattine sui gli altri ospiti.
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