00:00Questo pirruzzo che unisce tutta l'Italia oggi come 34 anni fa
00:08per ricordare la morte di Giovanni, di Francesca, dei ragazzi della scorta
00:20e poi di Paolo e dei suoi ragazzi.
00:25Qua su oggi ci sono soltanto io perché voglio, non voglio nessuno, però con un po' di tipo
00:42vorrei dire Giovanni è nostro e guai a chi ce lo tocca.
00:55Dietro di me ci sono soltanto i ragazzi che oggi leggeremmo i nomi, i ragazzi delle scorte,
01:06di Francesca, di Paolo e di Giovanni.
01:11Vogliamo che siano loro a leggerli perché sono ragazzi che vengono da varie parti d'Italia
01:20e sono la dimostrazione che davanti alle cause importanti tutti gli italiani devono essere d'accordo.
01:32La memoria di Giovanni e di Paolo e degli altri non deve significare un momento di memoria sterile,
01:45ma deve significare il continuo ricordo alla città che non bisogna fermarsi,
01:55che non bisogna mai dire abbiamo vinto perché purtroppo la mafia spesso risorge dalle sue stesse scenerie.
02:10Non voglio portare esempi classici, però sicuramente la mafia poco a poco aspetta che tutto si acqueta attorno
02:21per ricominciare a pretendere il pizzo, questo già lo fa, a creare disordini
02:29e a poco a poco a infiltrarsi in quelle che sono le istituzioni sane del paese stesso,
02:39contaminandole e creando tutto quello che può, con una parola semplicistica, chiamarsi malaffare.
02:48Io non voglio oggi parlare a lungo, sono stacca, ho parlato ieri, ho parlato oggi,
02:55ma sono qua vicino a voi e mi commuovo vedendovi in tanti, perché siete venuti qua spontaneamente,
03:06senza alcuni piano, senza bambiere, senza bambiere, perché dicevamo poc'anzi,
03:20Giovanni e gli altri eroi di questi giorni,
03:24grazie a tutti.
03:25Grazie a tutti.
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