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  • 2 giorni fa
AMARGA NAVIDAD (NATALE AMARO) DI PEDRO ALMODOVAR, in concorso a Cannes e in sala dal 21 maggio con la Warner, è un gioco di specchi dove il regista spagnolo si nasconde e si racconta fin dentro il suo inferno personale. E per farlo si raddoppia, ed è così allo stesso tempo Elsa e Raul: donna e uomo. È Elsa (Barbara Lennie), regista in crisi piegata alla pubblicità di intimo, anni dopo l'unico film cult. È il Natale 2004 e lei, dopo la morte della madre, è in preda a violente emicranie e attacchi di panico. Una donna in pena a cui non manca un uomo: Bonifacio (Patrick Criado), pompiere e spogliarellista nel tempo libero.
Ma Almodovar è anche Raul (Leonardo Sbaraglia), anche lui un regista, una volta molto famoso, ma ora in pieno declino. Con lui siamo nel 2026, quando ci racconta sé stesso e la sua crisi creativa... attraverso la storia di Elsa. Stessi attacchi di panico, stesse emicranie e anche per lui un compagno, Santi, alter ego di Bonifacio. È insomma "auto fiction” (avete presente Emmanuel Carrere?), espediente creativo in cui autore, autobiografia e invenzione si mescolano deliberatamente. In cui Raul fa vivere a Ester episodi e segreti della sua assistente Monica (Aitana Sanchez Gijon). Tra Madrid e Lanzarote, il 2026 e il 2004. Un film nel film che stiamo guardando sullo schermo, girato da Almodovar. Metacinema al cubo. Un film in cui i protagonisti sono personaggi del doppio film in progress davanti ai nostri occhi, in cui il regista/sceneggiatore non fa che rispecchiarsi e rubare/vampirizzare le vite degli altri, tradendo chi gli sta vicino per creare la sua storia. Una storia e un film (tre film) a cui, "egoisticamente" è impossibile mettere la parola fine: si scrive fine e la si cancella, si ricomincia a scrivere sulla tastiera. Fino alla morte. E anche dopo: da qui all'eternità cinematografica...
Il film è quotatissimo per la Palma d'oro, premio che Almodovar non ha mai vinto: è stato infatti premiato per la regia (Tutto su mia madre) e la sceneggiatura (Volver), ma non ha mai conquistato il premio pricipale.

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Novità
Trascrizione
00:00Tra i protagonisti del giorno al Festival di Cannes uno dei più attesi è sicuramente Pedro Almodovar
00:06che torna in concorso con Amarga Navidad, il regista spagnolo che a Cannes ha già vinto il premio della regia
00:15con Tutto su mia madre e quello per la sceneggiatura con Volver, torna a uno stile metacinematografico
00:23mettendosi in pratica in scena un po' come aveva fatto in Dolori Gloria, stavolta però addirittura si sdoppia
00:29perché si incrociano le storie di due registi Elsa e Raul, mentre la trama si snoda noi scopriamo che in
00:38realtà
00:39Elsa è l'alter ego di Raul, un regista che è in crisi di creatività e che sta affrontando i
00:46problemi con il proprio compagno
00:47e con i propri collaboratori. Almodovar ha detto che questo è il suo film più personale, quello in cui si
00:54è messo più in gioco
00:55e quello anche in cui si è fatto un'autocritica più feroce. Almodovar ha anche spiegato che con gli anni
01:02è più naturale
01:03tornare a riflettere sul suo percorso, sulle cose che ha fatto, anche perché la sua vocazione di narratore
01:11è emersa quando era bambino, quando raccontava storie e si inventava storie per la sua famiglia.
01:16Grazie.
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