00:00In Sudan, a tre anni dall'inizio del conflitto, per Amnesty International le parti in guerra
00:05intensificano la brutale offensiva contro la popolazione civile. Una dichiarazione che
00:10arriva alla vigilia dell'anniversario dello scoppio dell'ostilità, il 15 aprile. Ogni
00:14spostamento delle linee del fronte ha lasciato dietro di sé morte e distruzione, con attacchi
00:19diretti e indiscriminati contro la popolazione civile, saccheggi e distruzione di infrastrutture
00:23civili, violenza sessuale diffusa, ostacoli alla consegna di aiuti umanitari e attacchi
00:28di rappresaglia. Non è vero che i conflitti più raccontati siano quelli più gravi. Il
00:33caso del Sudan lo dimostra. Dall'aprile 2023 metà della popolazione, circa 25 milioni,
00:40è vittima diretta o indiretta del conflitto, tra persone assassinate, persone che non ricevono
00:46aiuti umanitari, persone braccate dagli scontri armati. Amnesty International continua a chiedere
00:50un embargo sulle armi destinate al Sudan, percorsi sicuri per chi vuole lasciare le città bombardate
00:56e aiuti umanitari non ostacolati. Ricordando la campagna per la donazione del
01:005 per mille, insieme ad altre associazioni e organizzazioni, Amnesty International ribadisce
01:05dunque l'appello urgente di fronte a rapido deteriorarsi della situazione in Sudan, dove
01:09dall'aprile 2023 la guerra ha causato almeno 150 mila morti e 12 milioni di persone sfollate
01:15in un conflitto che le Nazioni Unite hanno definito la peggiore crisi umanitaria del mondo,
01:20un contesto che continua a peggiorare di fronte a nuove ondate di violenza. Le associazioni ricordano
01:26parte del ministro degli esteri Antonio Tajani per lo stanziamento di oltre 125 milioni di
01:31euro per affrontare la crisi sudanese, ma indicano come serva da parte dell'Italia a sospendere
01:36tutte le esportazioni militari verso gli Emirati Arabi Uniti e altri paesi coinvolti nel conflitto,
01:41oltre a garantire la consegna reale e tempestiva degli aiuti umanitari annunciati, dando priorità
01:46alle regioni del Darfur e nelle aree a maggiore rischio di calestia, garantendo l'erogazione
01:51dei fondi promessi e promuovendo l'aumento dei fondi in sede europea e internazionale. Appello
01:56anche ai media italiani affinché possano contribuire a riportare l'attenzione sulla
02:00crisi sudanese.
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