Venezia, 11 mag. (askanews) - Alla Biennale Arte 20026 il Padiglione dell'India presente Geographies of Distance: Remembering Home a cura di Amin Jaffer. La casa è un'idea ricreata incessantemente in risposta ai mutamenti della vita, un territorio ricostruito attraverso l'emozione: per chi vive la distanza tra regioni e generazioni, la casa diventa una condizione portatile, un insieme di rito, materia e mitologia personale. La mostra riflette la trasformazione dell'India contemporanea, le cui città si espandono a ritmi vertiginosi. Le opere in argilla di Alwar Balasubramaniam registrano la fragilità della terra. Sumakshi Singh utilizza il filo per ricreare una casa demolita, trasformandola in una delicata struttura di memoria. Ranjani Shettar crea giardini pensili con materiali organici. Le architetture in cartapesta di Skarma Sonam Tashi richiamano il Ladakh minacciato dallo sviluppo. Il bambù di Asim Waqif simboleggia la frenetica crescita urbana che finisce per scalzare il passato collettivo.Come evento collaterale alla 61esima Biennale di Venezia, l'Institut Ramon Llull presenta Catalonia in Venice: Paper Tears di Claudia Pagès Rabal a cura di Elise Lammer. È un'installazione di luce, suono, immagine e coreografia concepita come un dispositivo temporale. L'elemento centrale è costituito da un archivio di filigrane del Quindicesimo secolo, disegni visibili solo in controluce, oggi conservato al Museu Molì Paperer de Capellades in Catalogna. L'organizzazione spaziale e concettuale dell'installazione si ispira alle reti sotterranee e superficiali di acqua dolce e salata che servono da struttura topologica del progetto. Esplorare Paper Tears è come viaggiare in una macchina del tempo, per mettere a confronto elementi rappresentativi di una data epoca con situazioni contemporanee. In un momento caratterizzato da conflitti geopolitici, crisi migratorie e stati di emergenza, Paper Tears rivela una continuità inquietante tra le infrastrutture del potere del passato e quelle del presente.
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