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00:05La più grande operazione nella storia con cui un'azienda italiana entra nel mercato del pharma, delle biotecnologie negli Stati
00:13Uniti è l'operazione con cui Angelini Pharma ha acquisito il controllo di Catalyst Pharmaceutical,
00:19un'azienda fondata 20 anni fa e quotata al Nasdaq è specializzata nella terapia di malattie rare del sistema neurologico
00:28neuromuscolare.
00:30Ne parliamo con l'amministratore delegato di Angelini Pharma e anche del gruppo Angelini Industries, Sergio Marullo di Condogliani, grazie
00:36di essere con noi.
00:38Un pomeriggio Andrea, grazie a voi per ospitarmi.
00:40E Sergio Marullo, questa è una grandissima operazione, non solo per il valore 4,1 miliardi di dollari, avete riconosciuto
00:47un prezzo per azione di 31 dollari e 50 con un premio superiore al 28%,
00:52ma la definite anche trasformativa del profilo di Angelini Pharma. Ci racconta come ci siete arrivati, cosa rappresenta per voi,
00:59perché questa operazione?
01:01Allora, ci siamo arrivati attraverso un percorso che è partito da una riorganizzazione dell'azienda profonda, innanzitutto sulla governance,
01:08che aveva bisogno di innesti sia a livello di consiglio di amministrazione, che di management, che di procedure.
01:13E poi ovviamente ci siamo fatti anche la domanda strategica su, considerato il nostro portafoglio attuale, dove voler stare negli
01:19anni a venire.
01:20Perché mentre il nostro portafoglio attuale è un portafoglio europeo, che è legato a prodotti più tradizionati, in parte da
01:27banco, in parte da prescrizione,
01:29vedevamo da un lato il mercato americano da un punto di vista geografico come essenziale e una sfida inerudibile,
01:34dall'altro avevamo bisogno di capire bene quale fosse l'approccio giusto per entrare in un mercato che è sì
01:40molto profittevole
01:41e che serve a tanti pazienti, ma anche molto complesso e distante dalle logiche europee.
01:46Quindi abbiamo fatto un assessment, una valutazione approfondita di queste domande strategiche
01:51e la risposta è stata, da un lato, di continuare a investire su un'area terapeutica il sistema nervoso centrale,
01:57che in Angilina è una grande tradizione.
01:59Abbiamo scoperto 50 anni fa e più nei nostri laboratori una molecola, il trazodone,
02:04ancora di primissima linea nel trattamento della depressione.
02:07Dall'altro di stare però in un settore, nell'ambito del sistema nervoso centrale,
02:11dove il bisogno di cura è molto grande, ma nello stesso tempo le dinamiche commerciali
02:16sono per un'azienda di media dimensione come noi più accessibili, quindi le malattie rare.
02:20Da questa combinazione, malattie rare e sistema nervoso centrale,
02:24la scelta è di cercare un target che avesse queste caratteristiche
02:27e Catalyst risponde perfettamente a entrambe.
02:30Ecco, perché allora Catalyst?
02:31Questa azienda è un'azienda giovane, ricordiamo che Angelini Farma ha oltre un secolo di storia,
02:37è un'azienda molto dinamica però soprattutto in quello che viene chiamato un po' il settore del Brian Health,
02:42cioè della salute anche del nostro cervello, del tutto l'apparato neurologico e neuromotorio.
02:49Quali sono esattamente le caratteristiche?
02:51Peraltro l'avete pagata anche in maniera significativa, riconoscendo un premio superiore al 28%.
02:56Sì, allora commento a quest'ultima affermazione di carattere finanziario,
03:00il premio che si è esatto circa il 30% rispetto al valore della quotazione degli ultimi 30 giorni,
03:06è un premio che di fatto è in linea con un benchmark di mercato,
03:10quindi è vero che è un premio interessante, ma è anche un premio che se noi rimunera adeguatamente gli azionisti.
03:15Detto questo, la caratteristica di Catalyst dal punto di vista strategico,
03:20come dicevo prima, malattie rare, sistema nervoso centrale,
03:23quindi malattie che hanno un bisogno di cura molto forte, molto potente,
03:27che molto spesso sono legate a disordini di carattere genetico,
03:30quindi che colpiscono la popolazione pediatrica,
03:33e per le quali quindi, ripeto, il bisogno di cura è sempre molto grande.
03:37Catalyst ha in questo settore due farmaci,
03:39uno che è unico come cura per una malattia che si definisce ultra rara,
03:43quindi circa 4.000 pazienti soltanto negli Stati Uniti, che si chiama l'EMS,
03:48e l'altro, una malattia rara, circa 12.000 pazienti,
03:51sempre solo negli Stati Uniti, che è la sindrome di Duchenne.
03:54Quindi, ancora una volta, da questo punto di vista,
03:57va incontro al nostro bisogno di dare ai pazienti,
03:59soprattutto alla popolazione pediatrica,
04:01delle soluzioni di cura per malattie che,
04:03avendo delle caratteristiche molto specifiche e appunto rare,
04:07spesso rimangono non trattate o non trattate adeguatamente.
04:10Dal punto di vista finanziario, voi vi siete appoggiati anche a fondi,
04:14Mundo Blackstone, e dal punto di vista bancario,
04:16anche a BNL, BNP e Paribas.
04:18Come ci può raccontare anche il profilo finanziario di questa operazione,
04:22come verrà sostenuta, perché è un investimento significativo, importante?
04:26Allora sì, do, diciamo così, una vista per le cose che posso condividere qui.
04:30È vero, abbiamo fatto ricorso a dei partners di minoranza,
04:34un po' in linea con quello che noi abbiamo sempre dichiarato in questi ultimi anni,
04:37avendo un disegno industriale molto chiaro strategicamente,
04:41qualunque deal, anche grande, per noi sarebbe stato un deal di controllo,
04:45e quindi questa è, diciamo così per noi, un pilastro della strategia.
04:49Nel stesso tempo, azionisti di minoranza che possono contribuire
04:52non soltanto con capitale, ma anche con valore strategico industriale,
04:55sono stati benvenuti.
04:57Siamo molto orgogliosi di Blackstone,
04:59perché Blackstone, oltre a essere il fondo di private equity più grande al mondo,
05:02con una presenza negli Stati Uniti,
05:03che è il nostro nuovo mercato, molto significativa,
05:06ha anche una gamba life sciences,
05:07che ha delle caratteristiche di unicità nel mondo degli investitori istituzionali,
05:11per la grande, grandissima capacità di comprendere le dinamiche dell'healthcare.
05:15Il fatto che Blackstone abbia scelto Angelini,
05:18nonostante un deal in America che sia il primo per Angelini,
05:22è un motivo di orgoglio e di riconoscimento,
05:24secondo noi, della bontà del deal,
05:26da un punto di vista strategico,
05:27e della professionalità con cui lo abbiamo avvicinato.
05:30Ben Pei è per noi un partner storico,
05:33una banca paneuropea con una presenza forte negli Stati Uniti,
05:36questo ci fa piacere anche perché controlla una banca di aliena storica come BNL,
05:41perché ha garantito anche qui il bridge e tutto quello che serve
05:44per rendere l'operazione possibile da subito.
05:46Si concretizza quindi una visione che lei aveva condiviso anche qui su Classe NBC,
05:51in questi anni la possibile apertura anche al mercato dei capitali,
05:54agli operatori professionali come i fondi,
05:56quello di Blackstone è una partecipazione quindi di minoranza in questa operazione Catalyst,
06:01prefigura anche a livello di gruppo altre operazioni in cui questo percorso,
06:05perché crescete di dimensioni,
06:07naturalmente oggi stiamo parlando di pharma nello specifico,
06:10però è una proiezione, è un modello che potrebbe essere seguito anche a livello di gruppo in futuro?
06:16Ma premesso che non lo escludiamo,
06:18pensiamo però che già nel pharma questa operazione ci consenta con questa capital structure
06:23di tenere una leva che sia al di sotto o vicina al 2,
06:27quindi come rapporto appunto tra indebitamento e debita,
06:31che quindi consente e dà spazio per altre operazioni,
06:34siamo pienamente investment grade anche dopo questo deal,
06:37quindi direi sicuramente è un modello che se funzionerà come crediamo
06:41possiamo anche replicare a livello di gruppo o anche per altre realtà,
06:44come lei sa quella della robotica industriale che sta crescendo molto rapidamente
06:48e di cui deteniamo il 100%, anche lì ci sarebbe spazio in caso per aprire il capitale,
06:54ma comunque già nell'ambito del pharma non escludiamo che grazie al contributo di questi partners
06:57possiamo fare altre cose insieme.
07:00Avete lavorato a lungo per preparare questa operazione,
07:03com'è il piano di integrazione che spesso è la sfida principale poi quando si arriva a mettere a terra
07:09le operazioni finanziarie, che idea avete anche dei tempi,
07:12un po' del roadmap nel rapporto tra Catalyst e Angelini Pharma?
07:17Guardi, quello che posso condividere come nel comunicato stampa,
07:20noi pensiamo che il closing avverrà nel terzo trimestre di quest'anno,
07:22sull'integrazione sono scelte organizzative sulle quali stiamo ancora ragionando,
07:27è evidente che Catalyst ha dimostrato in questi anni una grande capacità di esecuzione commerciale
07:32che è un valore, però la dinamica dell'integrazione è una dinamica ancora da studiare,
07:37quello che è certo è che noi siamo sempre stati capaci di creare valori in Europa
07:41e Catalyst lo ha creato negli Stati Uniti,
07:43quindi preserveremo la capacità di entrambe le aziende di generare valore,
07:47non rinunciando ovviamente a una integrazione.
07:49È partito Marullo di Condogliani dall'idea di Angelini Pharma in futuro,
07:54l'avete già trasformata in maniera radicale negli ultimi cinque anni,
07:57dove la vedete nei prossimi cinque?
07:59Com'è anche la competizione nel settore farmaceutico?
08:03Qual è il ruolo che volete giocare con Angelini?
08:05Allora, non vorrei che questa affermazione fosse fraintesa,
08:07non sembrasse sufficientemente o sembrasse troppo ambiziosa,
08:11però noi vediamo questo deal per quanto grande come un primo step,
08:15molto importante ovviamente in quello che pensiamo di dover costruire,
08:18c'è un player veramente globale che abbia una posizione di leadership
08:21nel mondo del trattamento della salute mentale e in generale la salute del cervello,
08:26in ambito raro e non soltanto.
08:28Quindi vediamo Angelini crescere ancora, crescere ancora negli Stati Uniti,
08:33andare incontro ai bisogni dei pazienti, soprattutto, ripeto,
08:36del sistema nervoso centrale, soprattutto nell'ambito delle malattie rare,
08:39dove il bisogno è enorme.
08:41E' altrettanto chiaro che non vogliamo e non rinunceremo all'Europa,
08:45quindi un altro step è cercare assets globali che ci consentano in questo settore
08:50di avere Stati Uniti d'Europa con prodotti che siano commercializzabili da entrambi i lati dell'Atlantico.
08:56Come lei sa, forse ricorderà, è una delle cose che abbiamo in partnership con Blackstone,
09:01un'altra molecola appunto di cui noi deteniamo i diritti per il resto del mondo,
09:05e Blackstone ha ancora i diritti per gli Stati Uniti,
09:07sempre nell'ambito delle malattie rare del sistema nervoso centrale,
09:10un asset molto attrente che ora che noi abbiamo un'infrastruttura commerciale negli Stati Uniti
09:14potremmo anche avere interesse a commercializzare lì.
09:17Questo per dire che a noi interessa molto adesso avere assets globali in questo settore.
09:22Quindi si sposta un po' al baricentro del gruppo,
09:24si aprono anche nuove opportunità come questa sinergica a cui faceva riferimento
09:28nello sviluppo anche commerciale di questa molecola.
09:31Lei diceva anche pazienti al centro, lo dite nella vostra filosofia,
09:35che riguarda la ricerca, lo sviluppo anche di soluzioni terapeutiche,
09:38ma anche la crescita industriale di Angelini Pharma.
09:42Cosa significa per voi pazienti al centro concretamente?
09:45Quello che dicevo prima, andare a guardare e cercare delle sfide di carattere scientifico
09:50dove il bisogno di cura è purtroppo insoddisfatto,
09:53perché ci mancherebbe ogni patologia, ogni paziente merita il 100% dell'attenzione
09:58dell'industria farmaceutica, ma è altrettanto chiaro che ci sono delle malattie
10:01per le quali le cure sono più indietro, la ricerca ha bisogno di fare sviluppo,
10:05se poi queste patologie riguardano anche spesso la popolazione pediatrica,
10:10secondo non il bisogno è ancora più urgente.
10:12Quindi pazienti al centro significa due cose.
10:14Uno, innanzitutto nella scelta delle aree terapeutiche e delle malattie da curare,
10:17andare dove c'è più bisogno.
10:20Due, una volta che si hanno soluzioni terapeutiche efficaci,
10:22guardare al paziente come persona, quindi con un approccio che sia il più possibile
10:26alla persona prima ancora che alla malattia, semplicemente perché poi alla fine
10:30ognuno di noi quando viene curato e affronta un percorso ha bisogno di essere visto
10:35come essere umano prima ancora che come paziente malato.
10:38Sergio Marullo di Condoianni, noi spesso ci lamentiamo quando grandi aziende
10:43o investitori stranieri vengono a comprare le nostre di aziende,
10:46ma bisogna avere l'orgoglio anche di un settore come quello della farmaceutica
10:50che è un'eccellenza a livello mondiale, parla spesso di moda, di abbigliamento,
10:54di design, anche di meccanica, ma la farmaceutica ha dimostrato anche
10:57con questa operazione dove possono andare le aziende, dove potete anche andare voi
11:03da questo punto di vista.
11:06È vero, non c'è dubbio che siamo molto orgogliosi di quello che tutto il settore
11:10farmaceutico e anche altre aziende come noi hanno fatto in questi ultimi anni
11:14in Italia, ma soprattutto all'estero.
11:16Siamo grandi esportatori, siamo operativi per valore la produzione in Europa
11:19e non dobbiamo mai dimenticarlo e siamo capaci appunto col nostro tessuto industriale
11:24anche in delle nicchie terapeutiche di giocare un ruolo di primo piano.
11:28Penso però che se è anche molto importante non sottolineare il tema della scala,
11:32perché in un mercato globale avere dimensioni di un certo rilievo è importante,
11:36quindi forse questa è la sfida del prossimo futuro per il farmaceutico italiano,
11:41continuare a eccellere come sta facendo, magari crescendo di scala
11:45per competere sempre di più a livello globale.
11:47E mi lascio dire un'ultima cosa, la sensibilità anche del regolatore è importante
11:52perché i nostri sono mercati regolati e lo dico a livello europeo,
11:55l'ho detto tante altre volte ma lo ribadisco, in questo contesto è importante,
12:01l'Europa deve avere più sensibilità nei confronti dell'innovazione,
12:04deve avere più voglia, più capacità di riconoscere il valore che l'innovazione
12:09in questo settore merita e lo deve fare per i propri cittadini
12:13che saranno purtroppo inevitabilmente prima o poi alcuni pazienti.
12:16Ecco, questo cosa significa esattamente Marullo di Condoiani?
12:19Cioè ci sono tempi troppo lenti, c'è un percorso ad ostacoli
12:24quando si cerca di fare innovazione, ottenere anche le necessarie
12:29e dovute autorizzazioni in Europa rispetto agli altri mercati.
12:33Cosa si può fare per semplificare anche la struttura?
12:37Qua direi significa due cose, uno sì che a livello europeo
12:39le procedure di accesso sono più complesse,
12:42lei pensi soltanto che mentre l'accesso ad un farmaco in Europa
12:45è garantito da un'autorità centrale, l'EMA,
12:47poi il prezzo del singolo farmaco si discute a livello nazionale
12:51con le autorità locali, quindi c'è questa prima disconnessione
12:53che l'autorizzazione all'emissione in commercio arriva a livello europeo
12:58e poi però ogni paese fa il proprio prezzo
13:01e ognuno deve negoziare ogni azienda con ogni autorità locale.
13:04Quindi lei pensi la complessità rispetto a un mercato come gli Stati Uniti
13:07che è più o meno allo stesso numero di abitanti,
13:10magari un po' meno rispetto ai 27 europei,
13:12ma nello stesso tempo ha un'unica autorità e negozio un unico prezzo.
13:15E poi l'altro grande tema, che è quello che deve veramente far riflettere,
13:18è che molto spesso ci sono alcuni farmaci,
13:21molto anche nelle malattie rare,
13:22che mentre fanno o hanno riconosciuto un prezzo
13:25che consente all'industria farmaceutica
13:27la commercializzazione con margini adeguati,
13:30in Europa non riescono nemmeno a essere importati
13:34perché il prezzo che viene riconosciuto
13:36è non sufficiente a remunerare gli investimenti
13:39che ci vogliono per portare il farmaco al mercato.
13:41Quindi secondo me è importante che l'Europa da questo punto di vista
13:43capisca che l'innovazione ha un costo,
13:46l'industria deve avere una marginalità giusta,
13:48non eccessiva, noi da questo punto di vista
13:50siamo molto convinti che gli eccessi siano sbagliati,
13:53però ecco, è importante trovare un giusto equilibrio.
13:56Allora, noi la ringraziamo Sergio Marullo di Condoiani
13:58per averci rilasciato la prima intervista
14:00su questa importantissima operazione.
14:02Peraltro, prendete il controllo di una società quotata,
14:04l'offerta è totalitaria sul 100% delle azioni,
14:07significa che verrà delistata
14:08e come guardate anche voi all'opportunità
14:10o la possibilità anche di affacciarvi sul mercato?
14:13Catalyst Pharmaceutical è quotata al Nasdaq da tanti anni
14:17e come vedete voi questi orizzonti futuri?
14:20L'offerta è totalitaria e quindi l'obiettivo ovviamente
14:23una volta acquisito il controllo è il delisting.
14:26Per quanto riguarda la possibilità per noi
14:28di quotarci, io ho sempre detto
14:30non è una cosa che escludiamo,
14:32ma ho anche detto che deve essere pronto il tempo.
14:34Per un'azienda farmaceutica quotarsi significa
14:36anche per riettare sul mercato le aspettative future
14:39la pipeline, quella la stiamo ancora costruendo,
14:41quindi non è un passaggio che escludiamo,
14:45anzi ad un certo punto crediamo sia inevitabile,
14:47ma abbiamo ancora bisogno di tempo per questo.
14:49Intanto il primo step è avere dei partners
14:51molto importanti di natura internazionale
14:53che ci aiuteranno nello sviluppo.
14:55Lei citava prima anche le altre attività di Angelini Industries,
14:58dalla robotica fino al vino,
15:00tanti prodotti anche di largo consumo,
15:02ma di questo parleremo in un'altra occasione.
15:04La ringrazio ancora di averci illustrato
15:05l'operazione con cui Angelini Pharma
15:08ha preso il controllo di Catalyst Pharmaceutical.
15:10Buon lavoro e a presto.
15:11Grazie, a presto.
15:13E grazie a voi per aver seguito anche questo CO Talk
15:15dedicato a un'operazione straordinaria nel mondo del pharma.
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