Negli ultimi mesi, la moda internazionale ha riscoperto il fascino delle silhouette d’ispirazione orientale, rielaborandole in chiave contemporanea. Colletti alti e strutturati, chiusure con piccoli bottoni decorativi, linee fluide e stampe evocative di paesaggi lontani definiscono una tendenza che mescola suggestioni cinesi e giapponesi con il linguaggio sartoriale occidentale. Il risultato è un’estetica sofisticata, dove rigore e sensualità convivono in equilibrio.
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A catalizzare l’attenzione è stata Kim Kardashian, avvistata a New York con un abito d’archivio firmato Dior by John Galliano risalente al 1997. Il capo si distingueva per l’apertura con collo alto di ispirazione orientale e maniche corte, per poi trasformarsi in un corpetto aderente decorato da motivi floreali su fondo giallo. Delicati ricami nelle tonalità del chartreuse e accenti blu navy attraversavano il busto, accompagnando la figura verso una gonna lunga e affusolata, animata da uno spacco laterale. A completare il look, sandali dal gusto gladiatore e una mini Kelly bag di Hermès.
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Sulla stessa linea estetica, Kendall Jenner ha scelto un tubino d’archivio Thierry Mugler del 1993, caratterizzato da fiocchi strategici che enfatizzavano scollatura e apertura sulla gamba. Infine, Adwoa Aboah ha interpretato il trend con un cappotto da sera di Viktor Gichev in damasco floreale dai riflessi dorati, abbinato a una sottoveste eterea, confermando la forza narrativa di questa ispirazione. Il risultato è un’estetica ibrida e sofisticata, in cui Oriente e Occidente si incontrano dando vita a look iconici destinati a lasciare il segno.
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